Curiosità Numerologia

12, IL NUMERO SACRO DELLA TRASFORMAZIONE

Abbiamo vissuto anni densi di prove e di grandi flussi di energia provenienti dal sole e dal cosmo, portatori di evoluzione e consapevolezza; anche l’anno di un Giubileo straordinario portato anche in Africa, anche questo evento ha portato la sua energia grazie alle porte e ai portali aperti, persino la porta Santa è stata aperta alle ore 11.11.
Il 12 rappresenta la via iniziatica, alcuni sono stati provati da questo percorso ma, abbiamo lavorato con impegno dentro di noi per giungere al momento della trasformazione, ognuno sa cosa implica nella propria vita, dopo il 12 infatti viene il 13 numero della trasmutazione l’Alchimista. 
Tutte le prove vissute sottolineano la grande forza interiore che ciascuno di noi possiede per trasformarci in iniziati ancor più determinati a proseguire il cammino della conoscenza, a continuare l’introspezione e ad essere sempre più consapevoli della realtà che vogliamo realizzare nel nostro prossimo futuro.

Il 12 infatti rappresenta il dodicesimo livello iniziatico, questo numero è il simbolo della prova iniziatica fondamentale, che permette di passare da un piano ordinario ad un piano superiore, sacro. Ben sappiamo che ogni numero è riconducibile ad un archetipo e che l’energia di questo è una energia insita nell’inconscio collettivo.

La dodicesima lettera dell’alfabeto ebraico è LAMED, ha valore 30.  La lezione di LAMED è l’Amore, l’unico stato di coscienza che ci possa condurre a comprendere il fondamento stesso della Creazione, l’Amore inteso non come emozione psichica ma come forza impetuosa e libera, coraggiosa e potente che si slancia senza chiedere nulla in cambio, nutrita dalla vita stessa. Lamed si identifica con lo studio delle leggi dell’Universo ma per potervi accedere, ci viene chiesto di comprendere la prima legge, il primo di tutti i principi, quello dell’Amore, affinché sia l’Amore l’espressione diretta dell’Anima, il potere risvegliato della guarigione.

Inoltre il 12 è formato da un 1 che rappresenta il nuovo e i nuovi inizi con un potenziale di grande forza che viene dall’archetipo del Guerriero, il 2 invece ci porta la sensibilità e l’entusiasmo del Fanciullo. Queste energie ci possono aiutare se creiamo uno spazio di riposo e introspezione, una tappa intermedia dove rifocillarci e ritemprarci prima di iniziare un nuovo percorso, con nuove opportunità e scelte!

«Viene considerato il più sacro tra i numeri, insieme al tre e al sette. Il dodici è in stretta relazione con il tre, poiché la sua riduzione equivale a questo numero (12 = 1 + 2 = 3) e poiché è dato dalla moltiplicazione di 3 per 4. Il Dodici indica la ricomposizione della totalità originaria, la discesa in terra di un modello cosmico di pienezza e di armonia. Infatti indica la conclusione di un ciclo compiuto.
E’ simbolo del bene sopra tutto.
La virtù non è solo pensiero ma anche azione. L’agire senza lucro e senza calcolo.”
 »

Il significato dato al 12 è molteplice e soprattutto nelle sacre scritture di tutte le religioni compare molte volte, soprattutto nella religione ebraica e cristiana cattolica.

Quando vediamo spesso il doppio dodici, 12.12, potremo trovare conferma del lavoro che abbiamo svolto percorrendo il sentiero iniziatico che ha visto protagonisti i grandi della storia, loro ce l’hanno fatta ed ancor oggi leggiamo delle loro opere e dei loro grandi valori spirituali che ci ispirano e ci indicano il cammino. Il 12.12 non rappresenta un portale ma è molto di più. Nelle scuole misteriche spirituali del passato si insegnava che la geometria è stata usata da Dio per creare l’Universo, è dalle forme geometriche che derivano i numeri, un 11:11 è un 4 ovvero un quadrato per cui un portale, un 12 è un dodecaedro e non è una porta ma un solido, essendoci due dodecaedri nel 12.12 potrebbe trattarsi non di un portale ma di un tunnel interstellare che ci mette in comunicazione con il centro galattico direttamente e che porta l’energia del rinnovamento a flusso continuo qui sulla terra.
Può anche essere considerato come canale verso l’interno per entrare in contatto con il centro interiore.
Ognuno crei la propria realtà!

Patrizia Pezzarossa

Testi di Visione Alchemica
®Riproduzione consentita con citazione della fonte.

.

Notizie in più dal Web
Questo numero 12 ha senza dubbio una grande importanza nei testi delle Sacre Scritture e anche per Israele. Il dodici contiene un grande valore simbolico, non solo perché sottende una sua origine spazio-temporale, probabilmente derivata da altre culture come quella babilonese (in cui, per esempio, il numero rappresentava l’universo nella sua complessità interna: il duodenario che caratterizza l’anno, e lo zodiaco; il dodici indica la pienezza dell’anno, composto di dodici mesi), ma anche e soprattutto perché rappresenta il numero dell’elezione, quello del popolo di Dio.

I dodici figli d’Israele-Giacobbe sono gli antenati eponimi delle dodici tribù d’Israele (Gen 35,23s.; si veda anche la benedizione di Giacobbe al capitolo 49 del libro della Genesi): Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Issacar, Zabulon, Giuseppe, Beniamino, Dan, Nèftali, Gad e Aser (cfr. anche Nm 26-5-51). Inoltre, nel libro dei Numeri (7,10s.), si legge che furono presentate le offerte per la dedicazione all’altare, a partire dal giorno in cui esso fu unto (cioè consacrato): ogni giorno che seguì, fino al dodicesimo, fu presentata un’offerta da parte di un rappresentante di ciascuna delle tribù d’Israele. Nel libro primo libro delle Cronache (24,7-19) vengono presentate le classi sacerdotali, dove si elencano 24 sacerdoti che devono prestare il loro servizio. Tale numero che si spiega in riferimento a un calendario di tipo lunare, poi non sarà lo stesso in altre epoche. In effetti, i multipli del dodici non avranno grande rilevanza come invece nel Nuovo Testamento. Piuttosto rivestirà maggiore attenzione il numero sette (la settimana) con i suoi multipli.

Il dodici, e non i suoi multipli, rimane fondamentale anche in senso escatologico: in modo prospettico, Ezechiele immagina nella nuova Gerusalemme una grande cinta muraria con dodici porte (Ez 48,31-35), lo stesso numero quindi delle tribù d’Israele, adesso disperse a causa dell’esilio e della distruzione del tempio per mano dei babilonesi. Ogni porta avrà infatti il nome di ognuna delle tribù d’Israele.

Non è un caso che Ezechiele dica che la città di Gerusalemme così come l’ha vista in visione, che sarà dunque destinata a tutte le tribù disperse, si chiamerà “Là è il Signore”, cioè, è là, all’interno di quelle mura e attraverso quelle dodici porte, che i figli d’Israele dovranno riunirsi. Proprio perché il numero dodici è quello dell’elezione d’Israele, che appunto si compone di dodici tribù, le prime comunità cristiane hanno preso lo stesso numero per indicare l’elezione degli apostoli da parte di Gesù, e i suoi multipli per mostrarne la sua dinamicità in rapporto all’umanità intera. Si tratta di una sorta di «moltiplicazione» dell’elezione mediante Gesù.
Giovanni Ibba, docente di Ebraico.

Fonti:
http://www.novena.it/il_teologo_risponde/teologo_risponde_103.htm
http://www.mitiemisteri.it/esoterismo/numeri/dodici.html

via Visione Alchemica

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER