L’autostima non si presta, non si trascura e non viene dimenticata nelle tasche altrui. Tuttavia, continuiamo ad essere parte di una società che ha bisogno del rinforzo esterno per affermarsi e continuiamo a dire “sì” con una vocina timida quando dovremmo dire “no” con fermezza. Ci dimentichiamo, quasi senza rendercene conto, che poche cose sono letali come smettere di amare se stessi

Dobbiamo ammetterlo, poche dimensioni psicologiche hanno suscitato tanto interesse, tante pubblicazioni e manuali nel mercato editoriale e della crescita personale come l’autostima. Gran parte di noi conosce concetti, terminologia, strategie e affinate tecniche diffuse da ormai rinomati guru che ci invitano a migliorare la nostra vita di tutti i giorni e a sviluppare il nostro potenziale.

Tu stesso, come chiunque altro nell’intero universo, meriti il tuo amore ed il tuo affetto.

Buddha

Ma ci riusciamo davvero? Riusciamo realmente ad aumentare la nostra autostima? La verità è che non è così facile. Usciamo di casa dopo aver ripetuto davanti allo specchio frasi del tipo: “Mi voglio bene, sono in grado di fare qualsiasi cosa, niente e nessuno avrà la meglio su di me”.

In poco tempo, ci ritroviamo sulla casella di uscita dai circoli viziosi fatti di pensieri negativi. Ci troviamo a faccia a faccia con l’insicurezza, con la paura di ciò che diranno gli altri e dedichiamo le nostre azioni ad un’instancabile ricerca di approvazione da usare come ossigeno per far respirare momentaneamente la nostra autostima.

Non è facile e non lo è prima di tutto perché spesso abbiamo un’idea limitata di ciò che è l’autostima, perché no, non è sufficiente amare se stessi. È altrettanto importante migliorare e lavorare su dimensioni di base come la percezione della nostra stessa persona, così come sulle interazioni che coltiviamo con chi ci circonda.

Come avrete capito, in un complesso tessuto qual è la nostra identità sociale ed emotiva, ci sono tante cuciture che è necessario rinforzare o anche rinnovare. Vi invitiamo, quindi, a riflettere sulle seguenti strategie che vi proponiamo.

1. Imparate a bastarvi

Il fatto di non sapersi “nutrire”, “prendere cura di sé”, “bastarsi” è una maledizione, una sorta di sortilegio che ci obbliga continuamente a commettere lo stesso errore, ad adottare lo stesso comportamento, a scavare la stessa fossa: cerchiamo negli altri quello che non offriamo a noi stessi.

Se iniziamo un progetto, ci aspettiamo che il partner, gli amici e la famiglia ci sostengano in ogni idea, speranza, obiettivo e proposta. Se non lo fanno, se valutano in maniera negativa qualunque aspetto, abbiamo la sensazione che in fondo vogliano solamente mandare all’aria i nostri piani. A quel punto, possiamo considerarlo un attacco personale.

A che genere di felicità possiamo aspirare con un approccio personale di questo tipo? Ad una felicità fatta di briciole, una felicità che dipende dagli altri e, se non ci danno affetto e certezze, ci ritroviamo ad essere tristi. Più che una felicità, è una condanna all’inferno.

Dobbiamo essere persone emotivamente autonome, individui che si percepiscono come coraggiosi, validi e degni di aspirare a qualsiasi meta, proposito o obiettivo. In questo modo, soltanto in questo modo, saremo in grado di trovare la parte positiva delle critiche.

2. Evitate le auto-affermazioni positive e generiche

L’abbiamo già anticipato all’inizio di questo articolo: c’è chi non esce di casa senza prima aver seguito un semplice rituale, quello di mettersi davanti allo specchio e di ripetersi frasi positive del tipo: “Mi voglio bene, posso fare qualsiasi cosa, sono bello, nessuno può farmi del male o sono una persona valida”.

La peggiore solitudine è non stare bene con te stesso.

Mark Twain

È possibile che a più di una persona risulti utile questo rituale o formule simile, ma bisogna avere ben chiaro che queste espressioni generiche funzionano quasi sempre come “calorie vuote”. In altre parole, infondono coraggio per un periodo di tempo limitato, dopo poche ore svaniscono e, così, anche il loro effetto. Sono idee instabili, astratte, che difficilmente rievocano ricordi che fungano da vera motivazione.

Create delle affermazioni personali, intime, che tocchino ogni fibra del vostro essere, al punto di rivitalizzarla come la corda di un violino.

via La Mente Meravigliosa