L’assertività è un’importante competenza relazionale: 7 modi per consolidare e sviluppare questa capacità.

L’assertività è una delle “skill”, delle competenze utili nella vita lavorativa ma non solo: può ridurre il livello di conflittualità, favorisce una buona percezione di sé e relazioni costruttive. Una persona assertiva sa comunicare in modo chiaro i propri pensieri, bisogni, desideri, credenze, obiettivi, quello che gli serve pur, naturalmente, nel rispetto degli altri e del loro punto di vista (aspetto che va sottolineato perché, diversamente, scivolare nell’arroganza e nell’aggressività è poi davvero questione di un attimo).

Come tutte le capacità, anche l’assertività si può acquisire, migliorare, affinare. Bastano 7 “mosse”.

  1. Uscire dalla propria zona di comfort

Che l’assertività sia già nelle proprie corde oppure non ancora, poco importa. Si può migliorare sempre: per farlo occorre andare oltre, fare uno “sforzo” per uscire dai soliti schemi (comportamenti, pensieri, credenze), disponibili a misurarsi con qualcosa di nuovo e sconosciuto. Oltre la comodità delle “fatiche note”. Deve diventare un obiettivo di crescita personale (e deve esserci la voglia di perseguirlo).

  1. Ascoltare attivamente

E’ importante provare ad entrare nelle “scarpe” di chi si ha davanti e ascoltare – davvero – le sue parole, senza lasciare che la propria mente vaghi o arrivi a conclusioni personali. L’impegno richiesto è: stare in quello che si ascolta – parola per parola – fino in fondo, non solo con le orecchie ma impegnando, con l’attenzione, tutto il corpo.

  1. Sapere dire di no, esprimere il proprio disaccordo

Una cosa è certa per chi è assertivo: avere opinioni differenti non significa essere sbagliati, non significa avere ragione, non significa avere torto. Quasi nulla è assoluto. Lo stesso vale nei confronti degli interlocutori con cui ci si rapporta. Ciò non toglie l’importanza di esprimere il proprio punto di vista, quale che sia. Inoltre, in ogni situazione che lo richieda, saper dire di no, esprimere la propria contrarietà – al momento giusto e con la giusta serenità e fermezza – è un modo per rispettare anche se stessi.

  1. Tenere lontano i sensi di colpa, assumersi le responsabilità

Quali che siano le posizioni e le situazioni, accusare gli altri o cercare di farli sentire colpevoli (tu così, tu colà..) non è certamente assertivo: esprime, piuttosto, una scelta comunicativa passivo-aggressiva. La chiarezza delle posizioni e l’assunzione della propria responsabilità o co-costruzione dei fatti è centrale, oltre che onesto. E l’onestà fa (anche) bene alla nostra autostima profonda.

  1. Respirare e poi parlare

Una comunicazione assertiva è serena e tranquilla. Parla un linguaggio chiaro e diretto, guarda l’interlocutore negli occhi (non in modo fisso, ovviamente!). Possiede una sua calma e sicurezza interiori: per raggiungerla, in alcuni casi, può essere d’aiuto respirare. Prima: respiri lunghi e profondi, per abbassare eventuali tensioni presenti. E durante: modulando il parlato con tempi, pause che consentano (anche) di respirare.

  1. L’altro non è un nemico

Chi non è con noi è contro di noi”, slogan utilizzato durante il fascismo, è piuttosto radicato nelle nostre mentalità. Se qualcuno non è d’accordo, lo consideriamo un avversario, un nemico: ci sentiamo minacciati e questo rivela una nostra insicurezza di fondo. Un approccio assertivo cambia completamente la prospettiva: si può essere in buone costruttive relazioni, non per forza amici, anche se le posizioni sono opposte, se si ha a cuore, entrambi, lo stesso obiettivo. La diversità arricchisce.

  1. Fare esercizio quotidiano

L’assertività è un assetto di mente e cuore che si impara. Sono utili buone letture, che forniscono consigli, dritte e una base teorica sempre utile (ad esempio: Essere assertivi. Come imparare a farsi rispettare senza prevaricare gli altri; oppure Assertività ed emozioni. Manuale di formazione integrata alla comunicazione efficace); si può apprendere per “modellamento”, osservando chi si muove già comunicando con forza personale e rispetto altrui. Ma poi è necessaria la pratica. L’esercizio quotidiano parte da sé: davanti ad uno specchio, guardandosi nei propri occhi riflessi, si può cominciare ad esprimere i propri pensieri, i propri desideri. All’inizio non sarà forse facile, magari sembrerà buffo o sciocco, ma alla fine si vedranno i risultati. L’effetto che poi fa.

Anna Maria Cebrelli – GreenMe