Medicina Psicologia

Condividere le nostre emozioni? Fondamentale per far diminuire la pressione interna e non scoppiare di stress

Piena salute? Allora niente stress

Un fattore importante per rimanere in piena salute è evitare che lo stress si alzi troppo.

Immaginiamo una pentola a pressione (te) con acqua dentro (emozioni), coperchio e valvola di sfogo ermeticamente chiusi.

Accendiamo ora il fuoco sotto (evento o situazione disturbante, spiazzante) e lasciamo passare del tempo. Come ben sai, la pressione interna progressivamente si alza. Se nessuno interviene, l’insieme è a rischio di scoppiare.

La soluzione risolutiva è spegnere il fuoco sotto la pentola, cioè risolvere la situazione disturbante. Facile da dire, non sempre da fare. A volte, nonostante una consapevolezza molto chiara del problema, non troviamo azioni efficaci per risolverlo.

Esiste un’altra soluzione per evitare che il tutto scoppi: aprire la valvola di sfogo per fare evacuare la pressione accumulata.

Condividere le emozioni, parlandone o scrivendole

La condivisione libera delle emozioni vissute è un potente modo per far diminuire la pressione  interiore e l’intensità dello stress. Non è una soluzione definitiva, perché il fuoco rimane acceso sotto la pentola, ma è una prevenzione dello scoppio.

Parlare con amici o famigliari, piuttosto che con un terapeuta, diventa un atto di prevenzione fondamentale di ogni malattia.

Se dovesse sembrare impossibile condividere con una persona il proprio mondo interiore, scrivere su un foglio o in un diario può essere un’alternativa. L’invito è di tirare fuori tutto senza cercare di minimizzare, ordinare o rendere sensato quello che la mano (prolungamento della nostra pancia emotiva) sta scrivendo. Non serve sapere in anticipo quello che vogliamo tirar fuori. Scrivere liberamente, in funzione di sfogo, permette spesso alla persona di scoprire ciò che ha dentro.

Nuovo stato emotivo = nuove soluzioni

Una volta abbassata la pressione e rilasciato lo stress, la mente diventa più serena e le idee più chiare. Il nuovo stato emotivo permette spesso di scoprire soluzioni alle quali non avevamo pensato per risolvere la situazione disturbante, cioè per “spegnere il fuoco sotto la pentola”.

Da queste considerazioni emerge un modo di aiutare le persone intorno a noi anche se non siamo né professionista sanitario, né terapeuta: sviluppare la capacità di ascoltare una persona senza giudicarla. Accogliere qualunque confidenza senza dover esprimere un’opinione propria. Occorre dimenticare quello che ci è stato inculcato essere “Bene” e “Male” e semplicemente esserci perché questa persona possa esprimere quello che, a volte, ella stessa fatica ad accettare del suo mondo interiore.

Quando siamo consapevoli che l’aiuto viene proprio da questo spazio ampio, privo di giudizio o aspettative, possiamo esserci senza dover far nulla, senza dover salvare la persona. È il più bel regalo che le possiamo fare.

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Di Sophie Ott, medico, esperta di medicine complementari (biopsicogenealogia: metodo per capire la radice delle malattie, terapie energetiche: Medicina Cinese, medicina universale del Dott. Butto,…) e formata a diverse tecniche di sviluppo personale, psicoterapia e comunicazione. Vive dal 2002 in Italia. Per Uno editori è autrice di Supera una diagnosi da paura

via UnoEditori

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