Scienza Spiritualità

Dove nasce la spiritualità? Individuate le aree del cervello da cui ha origine

La spiritualità nasce nelle regioni del cervello legate alla consapevolezza di sé e di chi ci circonda, oltre che in quelle che che plasmano emozioni e sensazioni. Nello specifico si tratta della corteccia parietale posteriore, del talamo (una porzione del diencefalo) e del nucleo caudato, che fa parte del corpo striato nel telencefalo. A determinarlo un team di studiosi dello Spirituality Mind Body Institute presso l’Università Columbia di New York e del Child Study Center dell’Università di Yale.

Gli studiosi, coordinati dalla professoressa Lisa Miller, docente presso il prestigioso ateneo newyorchese, hanno condotto questa indagine per una specifica ragione; comprendere i circuiti neurali alla base delle esperienze spirituali, infatti, potrebbe aiutare a dimostrare il loro ruolo nella resilienza e nel recupero da patologie mentali e dipendenze, come dichiarato dal dottor Marc Potenza, un coautore dello studio. Del resto, l’insieme di esperienze che trascendono il senso comune di sé, donandoci un senso di serenità e connettendoci al mondo in cui viviamo – non necessariamente attraverso la religione – possono avere un impatto estremamente significativo nella nostra vita.

Per capire in quale parte del cervello origina la spiritualità, Miller e colleghi hanno coinvolto 27 persone, sia uomini che donne, tutte giovani e in salute. Ai volontari è stato chiesto di descrivere un’esperienza spirituale avvenuta nel corso della loro vita, una nella quale hanno sentito una forte connessione con un potere più elevato, legato a una presenza o entità superiore. Una settimana dopo l’intervista, tutti i partecipanti sono stati sottoposti a una risonanza magnetica funzionale (fMRI), durante la quale una calma voce femminile gli ha narrato l’episodio spirituale da loro raccontato giorni prima.

Analizzando la risposta cerebrale, che è stata messa a confronto con quelle emerse in condizioni di rilassamento neutro e di stress, gli studiosi hanno evidenziato una riduzione nell’attività nel lobo parietale inferiore sinistro, legato alla consapevolezza di sé e degli altri, oltre che nel talamo e nel nucleo caudato, che invece giocano un ruolo fondamentale nell’elaborazione di sensazioni ed emozioni. I risultati ottenuti, per quanto significativi nel comprendere l’origine cerebrale della spiritualità, hanno tuttavia limiti rilevanti. I 27 partecipanti venivano tutti da New Haven (Connecticut) e parlavano la stessa lingua, dunque il campione era troppo stringente per essere rappresentativo a livello globale. Per questo Miller e colleghi condurranno ulteriori indagini con un numero più ampio e vario di partecipanti. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Cerebral Cortex.

via ScienzeFanPage

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