Dr. Joseph Mercola

Sono 1 su 20 gli americani di età superiore ai 12 anni che combattono contro la depressione1 e un 11% della popolazione degli Stati Uniti di età superiore ai 12 anni è sotto antidepressivi2. Questo, nonostante le prove schiaccianti che dimostrano come gli antidepressivi non sono migliori rispetto al placebo in termini di efficacia. Come osservato in un articolo del 2014 sugli antidepressivi e l’effetto placebo, pubblicato sulla rivista Zeitschrift Fur Psychologie:3

“Si suppone che gli Antidepressivi lavorino correggendo uno squilibrio chimico, in particolare, la mancanza di serotonina nel cervello. Infatti, la loro presunta efficacia è la prova principale per la teoria dello squilibrio chimico.

Ma l’analisi dei dati pubblicati e dei dati non pubblicati, dati che sono stati nascosti da aziende farmaceutiche, rivela che la maggior parte (se non tutti) i benefici sono dovuti all’effetto placebo …

Anche la piccola differenza statistica tra antidepressivi e placebo può essere un effetto placebo potenziato, a causa del fatto che la maggior parte dei pazienti e dei medici nei suddetti studi hanno poi aperto il cieco con successo”.

La teoria della serotonina è stata smentita

Una ricerca4,5 pubblicata nel 2009 ha aggiunto ulteriori prove alla già grande quantità di risultati a riprova che la teoria della serotonina bassa è scorretta, in quanto hanno trovato forti indicazioni a prova che la depressione in realtà inizia molto prima nella catena degli eventi del cervello. In sostanza, i farmaci si concentrano solo sull’effetto e non sulla causa.

Più recenti ricerche sui meccanismi che provocano ansia e fobie sociali hanno focalizzato il trattamento farmacologico convenzionale sugli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI). Come si è visto, questi problemi di salute mentale sono in realtà legati ad elevati livelli di serotonina nell’amigdala, non bassi livelli.6,7,8,9 La vostra amigdala è la sede delle emozioni primitive come la paura. Più serotonina viene prodotta in questa zona, più ansiosi ci si sente.

Questo aiuta a spiegare perché alcuni pazienti depressi finiscano per sentirsi più ansiosi rispetto a prima di prendere gli antidepressivi stimolatori di serotonina. Come indicato nel documento di cui sopra:

“La teoria della serotonina è così vicina all’essere smentita più di qualsiasi altra teoria nella storia della scienza. Invece di curare la depressione, i comuni antidepressivi possono indurre una vulnerabilità biologica che da alle persone più probabilità di diventare depressi in futuro.”

Vitamine e integratori aumentano l’efficacia degli antidepressivi

Un recente studio10 solleva ancora più domande sull’efficacia degli antidepressivi.

La meta-analisi, pubblicata sull’American Journal of Psychiatry, ha scoperto che alcuni integratori alimentari hanno amplificato l’efficacia di diverse classi di antidepressivi, compresi gli SSRI, gli inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici.

Un totale di 40 studi clinici sono stati inclusi nella revisione, e quattro integratori – olio di pesce, vitamina D, metilfolato (una forma efficace di acido folico), e S-adenosilmetionina (SAMe) – si è visto che aumentavano l’impatto del farmaco rispetto a quando veniva assunto solamente il farmaco (senza l’associazione dell’integratore).

L’olio di pesce – in particolare il grasso EPA – ha prodotto il miglioramento più significativo. Studi condotti sull’uso di creatina, zinco, vitamina C, triptofano (un aminoacido), e acido folico (B9) hanno prodotto risultati misti. Come riportato da Scientific American:11

“Secondo alcune stime, i due terzi non rispondono al primo antidepressivo che assumono e l’altro terzo non riesce ad ottenere un miglioramento dopo vari tentativi di trattamento.

Le implicazioni sono che i medici e i pazienti possono prendere in considerazione di aggiungere dosi terapeutiche di nutrienti, ad esempio l’omega-3, come potenziale approccio a basso costo per contrastare la depressione nelle persone che non rispondono ai farmaci antidepressivi – spiga il dottor Jerome Sarris.”

Gli integratori potrebbero essere gli unici responsabili dei miglioramenti?

Secondo gli autori, “molti più pazienti nei vari studi hanno mostrato un miglioramento dell’umore, quando venivano loro prescritti gli omega-3 del pesce, metilfolato, vitamina D e integrazione di SAMe in combinazione con farmaci antidepressivi, rispetto a quelli che hanno preso solo i farmaci.”12

Che cosa realmente manca qui è un confronto tra chi assume solo gli integratori, chi solo il farmaco, e chi assume entrambi.

Considerando il fatto che gli antidepressivi hanno dimostrato di non essere migliori rispetto al placebo, e possono addirittura peggiorare la depressione in alcune persone, probabilmente i pazienti dovrebbero sperimentare gli stessi se non migliori risultati prendendo soltanto gli integratori, senza i farmaci.

Se fosse davvero così, allora perché rischiare la salute prendendo un antidepressivo? Infatti, altri studi hanno dimostrato che, soltanto assumendo gli omega-3 e la vitamina D questi possono aiutare a migliorare la salute mentale.

Abbassare l’infiammazione cronica riduce la depressione

Una probabile teoria sul motivo per cui funzionano è perché questi integratori aiutano a combattere l’infiammazione e lo stress ossidativo, non solo nel cervello ma anche nel vostro intestino.

La depressione è spesso associata ad

  • Infiammazioni gastrointestinali
  • Malattie autoimmuni
  • Malattie cardiovascolari
  • Malattie neurodegenerative
  • Diabete di tipo 2
  • Cancro

Un’infiammazione cronica di basso grado è un importante fattore che contribuisce a tutte queste patologie, portando i ricercatori ad affermare che “la depressione può essere una manifestazione neuropsichiatrica di una sindrome infiammatoria cronica” e che la causa primaria di infiammazione può essere una disfunzione dell’asse intestino-cervello.13

Un numero crescente di studi clinici ha infatti confermato che il trattamento dell’infiammazione gastrointestinale con

  • Probiotici
  • Omega-3
  • Vitamine del gruppo B
  • Vitamina D

può migliorare i sintomi della depressione attenuando stimoli pro-infiammatori al cervello che hanno origine nell’intestino.14

Nota. Altri integratori utili sono la rhodiola rosea e l’inositolo. Va detto anche che in alcuni casi la depressione può avere a che fare con un conflitto profondo irrisolto e che quindi è necessario seguire un trattamento psicologico o olistico che miri al risolvimento della propria situazione interiore.

Inoltre il Dr. Angelo Bona da conferma di queste ricerche affermando nel suo sito:

“Molti  miei pazienti trattati con alti livelli di vitamina D e di omega-3 EPA e DHA guariscono dal panico e dalla depressione eliminando gli antidepressivi.”

via Dionidream

Riferimenti