Secondo la “Quarta Via” di G.I. Gurdjieff è utile andare contro le proprie tendenze reattive, come, ad esempio, la manifestazione “meccanica” delle emozioni, siano esse di dolore o di gioia, tenendo conto del contesto in cui ci troviamo. Ma che cos’è la “Quarta Via” di Gurdjieff?

Secondo quanto insegnava G.I. Gurdjieff esistono tre sentieri tradizionali che portano l’uomo sulla strada del Risveglio: La Via del fachiro, La Via del monaco, La Via dello yogi. Esiste però anche una Quarta Via…

Tutti questi Metodi o Vie sono valide in ugual misura, anche se ciascuna presenta peculiari caratteristiche che la caratterizzano e la differenziano dalle altre. Perchè allora una Quarta Via? Si tratta forse di una nuova religione? Al contrario, la funzione specifica della Quarta Via – le cui radici possono essere rinvenute in quel Cristianesimo andato perduto più di 2000 anni fa – è proprio quella di permettere anche alle persone che non si riconoscono in una delle tre vie precedenti, di intraprendere comunque un lavoro di crescita spirituale.

A differenza dei secoli passati in cui il sapere era appannaggio di pochi, in seno ad una delle tre grandi correnti religiose, le condizioni attuali impongono un adeguato rimaneggiamento espositivo delle conoscenze antiche sull’uomo e sulla sua evoluzione, affinché possano venire riscoperte. Possiamo, quindi, considerare la Quarta Via come una specie di “Coaching per l’anima”.

Cosa intendiamo con questo concetto? Coaching dell’anima per noi significa allenare il nostro mondo interiore ad uno stato di coscienza maggiore, perchè crediamo che soltanto conoscendo meglio se stessi e avendo consapevolezza del proprio mondo interno, sia possibile, come dicevano gli antichi greci, conoscere il mondo e l’Infinito, cioè vivere una vita più piena.

Questo lo scopo della Quarta Via: parlare all’uomo di oggi, con un linguaggio a lui comprensibile, dell’anima e del suo mondo interiore, delle sue possibilità di risveglio, della capacità di riscoprire in se stesso la forza, l’entusiasmo e l’ispirazione per vivere serenamente ogni giorno.

Dopo questa breve introduzione passiamo ora a parlare del tema specifico di questo scritto.

Dal punto di vista dell’insegnamento della Quarta via, è importante per l’uomo contrastare la manifestazione “meccanica” delle proprie emozioni, sia positive che negative, tenendo conto, inoltre, del contesto nel quale si trova.

Nel lavoro di conoscenza di sé, riconoscere le modalità di relazione con noi stessi e con l’altro è fondamentale. La conoscenza delle reazioni agli input esterni ed interni, delinea un quadro delle nostre modalità di relazione interpersonale. Questo lavoro di osservazione di se stessi, facilita l’apertura dello sguardo sul mondo, mostrandoci atteggiamenti e comportamenti di cui non siamo consapevoli.

In questo contesto, prendiamo in esame i meccanismi di considerazione interiore ed esteriore. In termini di Quarta Via, la considerazione interiore è quella che abbiamo per noi stessi. Le nostre esigenze non tengono in considerazione il mondo dell’altro, esitando in sostanza in un atteggiamento centrato, soprattutto, su noi stessi. In questo modo, le nostre esperienze sono autoreferenziali e la necessità di esprimere le emozioni indiscriminatamente può risultare dannosa, sia per l’altro che per se stessi, in quanto non considerando la sensibilità altrui, potremmo innescare una reazione che ricadrebbe su di noi, in una sequenza all’infinito.

Nella considerazione esteriore, invece, il nostro focus si sposta all’esterno, verso l’altro: siamo protesi, con sguardo attento, al rispetto dell’altro e teniamo in considerazione la sua sensibilità. L’espressione delle nostre emozioni si trasforma, comprendiamo se possiamo esprimerle, riconoscendo il contesto giusto e le persone che possono accogliere il nostro stato d’animo o meno.

Con questo non vogliamo dire che dobbiamo necessariamente reprimerci nella manifestazione delle emozioni, ma possiamo cercare di esprimerle tenendo conto del luogo in cui ci troviamo e le persone coinvolte. Esprimere le emozioni è una manifestazione legittima, che ci da la possibilità di alleggerire il nostro stato d’animo, sia di gioia che di dolore, riportando la tensione interiore in equilibrio con lo stato interno generale.

Esprimere le emozioni, vuol dire vivere ed esternare ciò che stiamo provando in un dato momento, ma ciò può essere anche il frutto di una regressione nel passato. Come utilizzare, quindi, positivamente le nostre emozioni? Entrandoci in contatto, vedendole, riconoscendole; osservando a quale parte della nostra vita appartengono e a quale evento sono associate. In questo modo, portiamo alla luce le motivazioni che le hanno generate e creiamo consapevolezza in noi.

Riconosciamo due tipologie principali di persone, quelle che tendono a reagire agli input esterni, manifestando apertamente le proprie emozioni e quelle che tendono invece a tenerle nascoste. Nel primo caso, procedendo nella direzione della conoscenza di se stessa, la persona estremamente irrompente potrà tentare di trattenere le proprie emozioni, osservendosi nei suoi comportamenti, verificando cosa fa sorgere in lei l’esperienza in atto.

Nel secondo caso, può essere utile che la persona introversa cominci ad esprimere ciò che prova. In entrambe i casi, è bene valutare il contesto in cui ci troviamo. Possiamo esprimere le emozioni con il linguaggio verbale e non verbale. In ogni caso, dobbiamo esser consapevoli che gli altri registrano il nostro stato d’animo; quindi, sarà nostro compito modulare la nostra modalità di espressione.

Facciamo un esempio per comprendere meglio l’utilità dell’espressione delle emozioni: Andrea litiga con un collega sul luogo di lavoro, poi si reca ad un incontro col suo gruppo di Lavoro interiore e ha 2 possibilità. Può parlare del suo litigio sfogandosi in modo accorato ed incontrollato, oppure comprendere che non è il momento giusto, date le attività in programma nel gruppo in quella data occasione e, perciò, contenere il suo sfogo, consapevole che potrà condividere il suo malessere in un’altra occasione.

C’è, tuttavia, ancora una terza possibilità: Andrea può chiedere al gruppo un piccolo spazio temporale, affinché condividendo l’evento, la tensione in lui possa allentarsi e aiutarlo ad essere più partecipe alle attività del gruppo. Se Andrea, invece, si sfogasse in maniera incontrollata, lo farebbe dominato da forti emozioni e asseconderebbe il forte desiderio di esprimerle, anche se il contesto in quel momento non è adatto.

In termini di Quarta via, Andrea si troverebbe coinvolto nel meccanismo della considerazione interiore. Nel secondo caso, Andrea, consapevole dei suoi comportamenti e considerando “esteriormente” la situazione, eviterebbe lo sfogo incontrollato e mettendosi in ascolto del contesto in cui si trova, potrebbe decidere se prendere la parola o soprassedere.

In una relazione affettiva, l’espressione delle emozioni ha un ruolo importante,soprattutto nelle prime fasi quando non conosciamo ancora bene il nostro partner. A volte, diamo per scontato che l’altro ci comprenda in modo profondo o che abbia lo stesso coinvolgimento affettivo che abbiamo noi. Non è sempre così. E’ utile quindi che l’apertura del cuore e l’espressione delle emozioni proceda in modo graduale, anche in relazione al coinvolgimento dell’altro.

Possiamo immaginare il nostro cuore come una porta che si apre pian piano all’altro, svelando il suo contenuto pieno di emozioni e fragilità; un contenuto che se non accolto e compreso dall’altro, può generare ferite profonde in noi stessi. Quindi, nei nostri rapporti, è bene esprimere le emozioni considerando il contesto generale e la persona che abbiamo di fronte.

A questo punto, possiamo riproporre la domanda iniziale: E’ sempre sano e utile esprimere agli altri le proprie emozioni? Le emozioni è bene esprimerle, perché rappresentano una forte energia, un modo di vivere e confermare le nostre esperienze, ma è bene farlo con consapevolezza e nel rispetto dell’altro, valutando bene il contesto, il luogo e le persone presenti.

Fonti: http://lateca.info/blog-gurdjieff/e-sempre-sano-esprimere-agli-altri-le-proprie-emozioni.html – http://lateca.info/quarta-via/obiettivi-e-scopi.html