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Ecco come si trasforma profondamente il cervello durante un digiuno anche di sole 16 ore

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In passato non si mangiava in continuazione, perché il cibo non era sempre presente, e questi digiuni involontari aiutavano l’organismo rendendolo più resistente. Il nostro organismo nel corso della nostra evoluzione, durante milioni di anni, si è straordinariamente adattato a questa situazione.

Il Dott. Mark Mattson, è l’attuale capo del Laboratorio di Neuroscienze presso il National Institute on Aging, professore di neuroscienze presso la Johns Hopkins University, ed è uno dei più importanti ricercatori nel campo dei meccanismi cellulari e molecolari alla base di molteplici malattie neurodegenerative, come il Parkinson e il morbo di Alzheimer.

Egli, in un suo discorso divenuto famoso al TEDtalk afferma: Perché la dieta normale è composta da tre pasti giornalieri più spuntini vari? Non si tratta di un modo sano di nutrirsi, questa è la mia opinione, ma penso che ci siano molte prove a favore di questo mio ragionamento. C’è moltissima pressione su questo modello nutrizionale, e moltissimo denaro in gioco. L’industria alimentare guadagna se oggi salto la colazione? No! Anzi, perde una piccola parte del suo guadagno. Se la gente digiuna, l’industria alimentare non fa soldi. Che dire delle industrie farmaceutiche? Se le persone praticano periodicamente il digiuno intermittente, diventando più sane… l’industria farmaceutica può fare soldi sulle persone sane?

I punti cruciali della ricerca scientifica

Mark Mattson e il suo team hanno pubblicato diversi articoli, che dimostrano come il digiuno fatto due volte alla settimana, potrebbe ridurre significativamente il rischio di sviluppare sia il morbo di Parkinson che l’Alzheimer.

È noto da tempo che i cambiamenti nella dieta abbiano effetti sul cervello. Anche i bambini che soffrono di crisi epilettiche, sembrano avere meno problemi quando sono sottoposti a restrizione calorica o digiuni. Si ritiene che il digiuno protegga il cervello dai segnali sovreccitanti cui incorrono le persone che soffrono di epilessia“.

Alcuni bambini affetti da epilessia hanno tratto beneficio da una dieta specifica a basso contenuto di carboidrati ed alto contenuto di grassi sani. Infatti, la sovralimentazione può ostacolare l’attività dell’ipotalamo, che svolge un ruolo fondamentale per il controllo del bilancio energetico del nostro organismo.

Uno studio sul digiuno intermittente, ovvero il digiunare per poco tempo ma spesso, ha dimostrato che esso è in grado di migliorare l’apprendimento e la memoria, e può ridurre il rischio di degenerazione delle funzioni cerebrali.

Molti studi sul digiuno, dimostrano una maggiore capacità di combattere le malattie croniche da parte degli individui osservati, ed una maggiore longevitàLa restrizione calorica, ovvero mangiare meno, allunga la vita e ritarda le malattie croniche legate all’età, in una varietà di specie, tra cui ratti, topi, pesci, mosche e vermi. Il meccanismo o meccanismi attraverso i quali ciò si verifica, non sono, tuttavia, ancora chiari”.

Il digiuno intermittente e l’esercizio fisico aumentano il numero di mitocondri nei neuroni, ovvero il nostro cervello ha più energia. Inoltre, il digiuno migliora la funzione cognitiva, aumenta i fattori neurotrofici, aumenta la resistenza allo stress e riduce le infiammazioni.

“L’assenza di cibo è una sfida per il cervello, il quale risponde ai cambiamenti che si verificano durante il digiuno, imitando i cambiamenti che si verificano durante l’esercizio fisico. Entrambi aumentano la produzione di proteine nel cervello (fattori neurotrofici), che a sua volta promuove la crescita di neuroni, la connessione tra i neuroni, e la forza delle sinapsi?”

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La premessa di base, presentata alla riunione annuale della Society for Neuroscience, è che il digiuno e l’esercizio fisico aiutano il cervello ad adattarsi e a migliorare il flusso di energia dei neuroni e sembrano anche aumentare la produzione di una proteina, chiamata fattore neurotrofico, che svolgerebbe un ruolo chiave nella crescita e nella divisione dei mitocondri.

Il digiuno può anche stimolare la produzione di nuove cellule nervose dalle cellule staminali presenti nell’ippocampo, ed anche la produzione di chetoni che sono una fonte di energia più assimilabile del glucosio per il cervello.

“Il digiuno intermittente ripara persino un eventuale danno a strutture cellulari quali il DNA”. Uno studio pubblicato dai ricercatori della University of Southern in California, ha mostrato che i cicli di digiuno prolungato proteggono dai danni al sistema immunitario e, inoltre, inducono la rigenerazione dello stesso. Il digiuno uccide le cellule immunitarie vecchie e danneggiate, inducendo il corpo a produrne di nuove completamente sane.

I pazienti a digiuno per lunghi periodi di tempo, hanno abbassato in modo significativo la loro conta dei globuli bianchi (leucociti). Nei topi, i cicli di digiuno includono, oltre alla riduzione del grasso viscerale e sottocutaneo, anche una maggior produzione di cellule progenitrici, staminali e del sangue (emopoiesi). Il risultato è un complessivo ringiovanimento del sistema cellulare di ossa, muscoli, sistema immunitario ma anche del cervello. Nell’ippocampo degli animali più anziani, si è verificata anche una notevole neurogenesi, accompagnata da migliori prestazioni cognitive.

“Non potevamo prevedere che il digiuno prolungato avrebbe avuto un effetto così notevole nel promuovere la rigenerazione a base di cellule staminali del sistema emopoietico. Quando si rischia di morire di fame, il sistema tenta di risparmiare energia ed una delle cose che può fare per risparmiare energia, è quella di riciclare le cellule immunitarie non necessarie, in particolare quelle danneggiate. Il numero di globuli bianchi scende con il digiuno prolungato; quando poi si inizia a ri-alimentarsi, le cellule del sangue tornano ai loro valori iniziali”. (Valter Longo, uno dei massimi esperti del digiuno).

Una revisione di diversi studi scientifici in materia di digiuno, pubblicata nel “The American Journal of Clinical Nutrition”, ha concluso che il digiuno è un modo efficace per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e cancro. È inoltre emerso un potenziale significativo nel trattamento del diabete.

Ecco tre modi in cui puoi praticare il digiuno intermittente

1. Ecco uno dei modi consigliati per praticare il digiuno intermittente, testato dal presentatore della BBC, Michael Mosley, per invertire il suo diabete, colesterolo alto e altri problemi associati alla sua obesità (M.Mosley ha studiato medicina a Londra, è un medico, ma negli ultimi 25 anni ha lavorato come documentarista ed è anche un premiato giornalista scientifico). Il suo piano consiglia di mangiare per 5 giorni in modo normale, e gli altri 2 giorni della settimana in modo 4 volte inferiore, con abbondanza di acqua e tisane. Quindi puoi mangiare frutta, frullati, verdure, l’importante è non superare 600 calorie.

2. Un giorno alla settimana, in cui sei meno attivo e meno stressato, puoi fare come ultimo pasto il pranzo e poi mangiare il giorno dopo a colazione, in questo modo hai fatto un digiuno completo di almeno 16 ore.

3. Per 2 giorni di fila a settimana, limita l’assunzione di cibo tra le ore 11.00 fino alle 19.00, ovvero mangia solamente in questa fascia oraria, non mangiando niente al di fuori di questo arco di tempo. Però, mi raccomando, non imbrogliare mangiando oltremisura…

La scienza e la medicina stanno riconoscendo che la dieta è il principale fattore, il più importante in assoluto, per restare in salute.

Fonte: https://www.dionidream.com/digiuno-effetti-cervello/

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