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Curiosità

“Ed io ti penso, ma non ti cerco” di Charles Bukowski

Ed io ti penso, ma non ti cerco

Non ho smesso si pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi 
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.  

E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso ma non ti cerco.

” Ed io ti penso ma non ti cerco” può portare il lettore a due reazioni opposte. I più romantici immedesimandosi nella donna alla quale è rivolta la poesia fantasticheranno sull’amore vero che non muore mai. I più realisti invece proveranno rabbia per parole che sembrano vuote dal momento che ai sentimenti descritti non corrisponderà mai azione. È una poesia quasi romantica se non fosse per la pazzia di fondo legata all’incapacità dell’autore di vivere quell’amore: gli manca il coraggio di farsi avanti e dimostrare a questa donna tutto ciò che prova, gli manca la forza e probabilmente anche la voglia di farlo .

Charles Bukowski è diventato una leggenda per la vita sregolata che condusse. Tra alcol, sesso e solitudine, evitò sempre gli ambienti frequentati dagli altri scrittori, preferendo a quelli i bar e le camere d’albergo.  I suoi scritti sono ritratti quasi ironici dell’assurdità della vita non pienamente vissuta, fotografie di un’umanità che osserva e descrive con disincanto e, al tempo stesso, passione, racconti di una vita di amare disillusioni e improvvisi incanti. Nei suoi scritti c’è la continua ricerca della magia e la speranza di trovare un senso a ciò che accade ogni giorno. Le sue opere vengono classificate in una  corrente letteraria che sembra creata appositamente per lui: il dirty realism, realismo sporco. In esse infatti, senza troppi giri di parole, descrive le sue esperienze più reali, l’abuso di alcol, il sesso ma soprattutto i rapporti che vive con gli altri. In uno scenario di vita vissuta in modo superficiale, con alcune delle sue poesie si respira una po’ d’aria fresca. In ” Ed io ti penso ma non ti cerco” i sentimenti, quelli veri emergono in tutta la loro bellezza e con tutta la loro forza per morire però nell’incapacità di agire. Una poesia molto attuale.

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