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Filosofia Zen: 3 storie zen per meditare sulla vita

Una sera un ladro entrò nella capanna e fece la scoperta che non c’era proprio niente da rubare. Ryokan tornò e lo sorprese.

“Forse hai fatto un bel pezzo di strada per venirmi a trovare” disse al ladro, “e non devi andartene a mani vuote. Fammi la cortesia, accetta i miei vestiti in regalo”.

Il ladro rimase sbalordito. Prese i vestiti e se la svignò. Ryokan si sedette, nudo, a contemplare la luna. “Pover’uomo” pensò, “avrei voluto potergli dare questa bella luna”.  (tratto da “101 storie zen”)

Un signore pregò Takuan, un insegnante di Zen, di suggerirgli come potesse trascorrere il tempo.

Le giornate gli sembravano molto lunghe, mentre assolveva le proprie funzioni e se ne stava seduto e impettito a ricevere l’omaggio della gente.

Taguan tracciò otto ideogrammi cinesi e li diede all’uomo: “non si ripete due volte questo giorno, scheggia di tempo grande gemma. Mai più tornerà questo giorno. Ogni istante vale una gemma inestimabile”.

(tratto da “101 storie zen”

Gli orientali, solitamente più interessati allo scopo ultimo dell’esistenza che agli affari del mondo fini a se stessi, hanno da sempre considerato col massimo rispetto l’uomo che ha scoperto il proprio Sé e molti sono gli insegnanti che hanno aiutato altri in tale realizzazione.

I racconti qui presentati riguardano questo conseguimento e traggono origine da autentiche avventure nello Zen, selezionate da una famosa raccolta del 1200. Lo Zen è stato descritto come “un insegnamento al di là delle parole, che rivela l’essenza della mente dell’uomo, il quale vede direttamente nella propria natura e consegue il Satori, l’illuminazione”.

Allo Zen vengono attribuiti molti significati, nessuno dei quali completamente definibile …se sono definiti, non sono Zen.

Un maestro Zen vide cinque dei suoi studenti di ritorno dal mercato, in sella alle loro biciclette.

Quando arrivarono al monastero, l’insegnante chiese agli studenti: «Perché andate bicicletta?» Il primo studente rispose: «La bicicletta sta portando questo sacco di patate.

Sono contento di non dover portare il peso sulla schiena.»L’insegnante disse: «Tu sei un ragazzo intelligente. Quando sarai vecchio, non camminerai curvo come me.»

Il secondo studente rispose: «Mi piace vedere altri posti, guardare gli alberi e campi lungo il sentiero.» L’insegnante lo elogiò: «I tuoi occhi sono aperti e in grado di vedere il mondo.»

Il terzo studente rispose: «Il ritmo della pedalata fluida libera la mia mente e il mio corpo.»L’insegnante lo applaudì: «La tua mente rotolerà con la facilità di una ruota.»

Il quarto studente rispose: «In sella alla mia bicicletta, vivo in armonia con la natura, l’ambiente e tutti gli esseri senzienti.»

L’insegnante disse: «Stai pedalando sul sentiero d’oro della compassione.» Il quinto studente rispose: «Io vado in bicicletta per andare in bicicletta.» L’insegnante seduto ai piedi del quinto studente rispose: «Io sono il tuo studente.» (tratto da “The Bicycle: Vehicle for Societal Change”)

Fonte: https://myohana.it/filosofia-zen-storie-zen/

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