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Gesù, monaco buddista di nome Issa: le affascinanti teorie sugli anni perduti di Cristo

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Adottato dai re Magi all’età di 13 anni, Gesù sarebbe stato cresciuto secondo i precetti buddisti, per poi tornare in Palestina una volta adulto: ecco l’affascinante teoria di alcuni studiosi ed esploratori.

Tutti conoscono la storia di Gesù di Nazareth, figura centrale del Cristianesimo, tuttavia esiste un vuoto narrativodi cui non si hanno scritti e testimonianze che attestino la sua vita in Palestina dall’età di 13 anni sino ai 29. Conosciuto come “Gli anni perduti”, questo gap temporale di 16 anni è rimasto un mistero sino ad un’interessante scoperta di un esploratore nel 1887. Verso la fine del XIX secolo un giornalista russo di nome Nicolas Notovitchintraprese un viaggio in Oriente: visitò l’intera India, il Tibet e l’Afghanistan. Le sue memorie sono raccolte nel libro del 1894 “The Unknown Life of Christ” (La vita sconosciuta di Cristo). Durante il suo viaggio, nel 1887, Notovitch si infortunò ad una gamba e venne accolto e curato presso il monastero buddista di Hemis, nella città di Leh, cuore nevralgico del Ladakh ed attualmente appartenente allo stato di Jammu e Kashmir. I monaci mostrarono all’esploratore due grandi volumi ingialliti di un antico codice scritto in tibetano intitolato “La vita di San Issa”. Durante la sua permanenza al monastero Notovitch tradusse il documento che racconterebbe la vera storia di un bimbo chiamato Gesù (Issa, cioè “figlio di Dio”), nato nel primo secolo da una povera famiglia israelita. Gesù viene chiamato “figlio di Dio” dagli studiosi vedici nei testi sacri buddisti che lo riguardano e dei quali Notovitch tradusse 200 dei 224 versetti totali.

Secondo il racconto dell’esploratore, un lama gli spiegò in maniera approfondita la piena portata e l’elevato livello di illuminazione che Gesù aveva raggiunto: “Issa [Gesù] è un grande profeta, uno dei primi dopo i 22 Buddha. Leggendo della sua meravigliosa esistenza, trascorsa fra peccatori e ribelli, piangiamo dell’orribile peccato dei pagani che, dopo averlo torturato, lo hanno fatto morire”. La presunta scoperta della vita di Gesù in India si allineerebbe perfettamente con gli anni perduti non documentati, nonché col valore simbolico della sua nascita in Medio Oriente. Secondo il buddismo, quando un lama o un buddista di grande spiritualità muore, i saggi consultano le stelle, interpretano i presagi ed intraprendono dei viaggi lunghissimi alla ricerca di un neonato che sia la reincarnazione del Lama. Quando il bambino è abbastanza grande viene separato dai genitori ed educato dai saggi secondo la fede buddista. Alcuni esperti ipotizzano che questa sia l’origine della vera storia dei tre Re Magi, giunti dal lontano Oriente e che avrebbero portato via con loro il bambino Gesù all’età di 13 anni, crescendolo secondo i precetti della religione buddista. All’epoca infatti il buddismo esisteva già da 500 anni e potrebbe essere un’ipotesi plausibile.

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Il lungo pellegrinaggio di Gesù in Oriente

I 224 versetti dell’opera tradotta da Notovitch sono documentati anche da altri studiosi, incluso l’archeologo ed antropologo russo Nicholas Roerich, che nel 1952 rese noti nuovi racconti sui tempi di Gesù al monastero. “Gesù trascorse il suo tempo in diverse città antiche dell’India come Benares e Varanasi. Tutti lo amavano perché Issaabitava in pace con i Vaishyas e gli Shudras che egli istruì ed aiutò “, scrisse Roerich. Secondo tali scritti Gesù trascorse diversi anni ad insegnare nel tempio di Jagannath a Puri, a Benares e a Rajagriha e poi si diresse verso l’Himalaya, dove trascorse altri 6 anni a studiare il buddismo. Lo scrittore tedesco Holger Kersten, specializzato in miti, leggende, religioni ed esoterismo, nel suo celebre libro “Jesus Lived in India” racconta che Gesù giunse in una regione del Sindh, lungo il fiume Indus, insieme ad una compagnia di mercanti e si stabilì poi fra gli ariani con l’intenzione di apprendere le leggi del grande Buddha. Avrebbe viaggiato a lungo attraverso l’attuale Punjab e si sarebbe poi diretto verso Jagannath Puri. Altre teorie vedrebbero Gesù come un monaco buddista a tutti gli effetti, scampato alla sua crocefissione e ritornato in India a metà degli anni trenta, stabilendosi nella valle del Kashmirdove visse felicemente sino all’età di 80 anni. La popolazione locale crede che sia sepolto nel santuario di Roza Bal a Srinagar. Solo una semplice leggenda?

via Breaknotizie

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