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I traumi del passato inquinano ancora oggi la nostra vita. Ecco come liberarsene e perchè è importante farlo

Ci sono traumi che ci hanno segnato tanto fortemente da inquinare ancora oggi,a distanza di anni,la nostra vita.Ecco come liberarsene e perchè è importante farlo.

Esistono eventi negativi, spesso chiamati traumi che ci hanno segnato tanto fortemente da inquinare ancora oggi, a distanza di anni, la nostra vita.

Non parliamo solo dei lutti, ma anche di separazioni, licenziamenti, difficoltà finanziarie, malattie, incidenti, spaventi, insuccessi e via dicendo. Eventi che, invece di essere elaborati psicologicamente da chi li viveva e in seguito superati, sono stati fissati nella loro drammaticità e trasformati nel “GrandeTrauma”, una sorta di sacro totem della sofferenza di cui tutti, sia chi l’ha vissuto in prima persona sia chi ne ha subito indirettamente gli effetti, devono tener conto.

Forse non tutti sanno che ogni volta che si parla di una ferita o di un trauma vissuto, questo si riattiva a livello fisico, emozionale e spirituale. Appena se ne parla, o si pensa ad un vecchio problema, questo viene vissuto come se fosse qualcosa di attuale. Questo avviene poiché il nostro subconscio non conosce la differenza tra l’esperienza attuale e la memoria del passato. Per questa ragione, se il trauma o l’evento negativo non è stato davvero superato, viene rivissuto come se stesse capitando ancora nel presente.

Quando i vecchi ricordi dolorosi vengono riattivati, i pensieri, le parole e le emozioni creano un’energia karmica negativa che inconsapevolmente si proietta anche nel futuro. Questa energia karmica si manifesta nelle esperienze più dolorose, in modo molto affine al problema originale. In altre parole, quando i problemi rimangono insoluti, si sviluppa un ciclo o modello karmico.

Ogni volta che questo modello karmico si manifesta nelle situazioni della vita reale, si rivive il momento della ferita originale e viene provocato simultaneamente nuovo dolore. Quando tutto questo avviene, ci troviamo di fronte ad una grande opportunità: quella di guarire la ferita del passato attraverso l’evento presente.

Purtroppo, quando un problema viene riattivato, anziché sfruttarlo come opportunità di guarigione, molti di noi reagiscono rendendo la ferita ancora più profonda, magari peggiorando le cose e cercando conforto in cibo, alcol, internet, facebook, tv e una lunga lista di altre distrazioni.

Perchè è importante liberarsi dei traumi del passato?

Molti non sanno che le ferite non cicatrizzate vengono memorizzate nel corpo fino a quando non le rilasciamo. Il corpo ci considera come magazzini di ferite emotive, che ad un certo punto si manifestano, specialmente se vengono accumulate per lunghi periodi di tempo. La memoria delle ferite emotive indebolisce il fisico e invita la malattia ad accomodarsi nel nostro organismo, oltre che a causare depressione, stanchezza, stress e aumento di peso. La buona notizia, però, è che il corpo è pronto a lasciare andare i problemi, nello stesso momento in cui lo siamo noi.

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Come liberarsi dai traumi del passato?

In questo modo la vita di una famiglia rimane bloccata dall’evento- trauma, a cui si fa sempre riferimento e che pare insuperabile. Ogni membro sembra dover pagare un prezzo per quanto accaduto: ad esempio un figlio non riesce a concedersi ciò che i genitori non hanno avuto perché gli sembra di far loro un torto; un altro non si sente libero di essere felice per non “tradire” la sofferenza degli altri familiari; un genitore si sente in colpa per qualcosa che forse non ha commesso; un parente viene incolpato di non avere rispetto per questo sacro evento. Ma è soprattutto l’atmosfera generale che si respira in famiglia ad avere un potere depressivo: la continua rievocazione (esplicita oppure soltanto sottintesa) del Grande Trauma impedisce il libero fluire sia delle esistenze individuali sia delle relazioni, e getta una senso di cupezza e di fatalità anche sui progetti sentiti come più autentici da ognuno. Uscire da questa morsa di pessimismo e di generale autocommiserazione è indispensabile per prevenire assurde depressioni e ampliare i propri orizzonti.
Le prime cose da fare: tagliare a poco a poco le radici ai ricordi
 1 – Non parlarne più
Non coinvolgere in questa atmosfera il mondo esterno alla famiglia (ad esempio un nuovo partner, amici appena conosciuti, colleghi), sia fisicamente che attraverso le confidenze. Ciò ti consentirà di viverti più liberamente, di mostrarti diverso rispetto al solito ruolo familiare e di non sentirti giudicato da chi non può capire, o da chi capisce fin troppo bene.
2 – Non essere complice
La forza inerziale della famiglia che vive nel ricordo del trauma è enorme e convincere i familiari coinvolti che bisogna cambiare è impossibile. La cosa migliore è non colludere con i ricordi, con i continui riferimenti, con comportamenti che “nutrono” il totem del trauma (ad esempio evitare di fare ciò che piace per rispettare il dolore degli altri).
3 – Nutrire il proprio entusiasmo
Non permettere che la tua energia vitale imploda. Il ricatto del senso di colpa può essere vinto con semplicità e consapevolezza, facendo per qualche volta le cose che senti di voler veramente fare e osservando come ogni volta le resistenze che incontri da parte dei familiari si indeboliscano sempre più, talora fino a farsi contagiare dal tuo entusiasmo.
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