di Luca Angelini

Penso che sia giusto dire che la spiritualità può davvero essere una cosa buona per tutti. Il problema è che alcune persone, a volte, entrano nel mondo spirituale con un preconcetto di base errato, e cioè che sarà esclusivamente un’esperienza positiva e priva di inconvenienti e aspetti negativi da affrontare. La spiritualità non è un concetto univoco, ma può essere intesa e spiegata in diversi modi.

Che cos’è la spiritualità allora? È certamente un termine molto frainteso, alcuni lo fanno corrispondere totalmente alla religione, ma anche se può esservi correlato, non è un concetto esclusivamente religioso.

Non importa, tuttavia, come arrivi a trovare lo spirito dentro di te, non esiste, infatti, un modo giusto o sbagliato per farlo. Alcuni lo troveranno attraverso il proprio lavoro di servizio al prossimo, altri appunto attraverso la religione, altri attraverso pratiche spirituali come la meditazione e lo yoga, altri solamente esprimendo se stessi in modo positivo con gentilezza, compassione e amore.

Lo spirito è l’essenza di una persona, quella cosa inafferrabile in noi che ci fa comportare naturalmente in certi particolari modi. Quando la mente è abbastanza domata e tutto è quieto e pacifico, ciò che resta è lo spirito.

Noi esseri umani abbiamo 4 aspetti dentro di noi: il fisico, l’emotivo, il mentale e lo spirituale. Tutti, a parte lo spirito, sono facilmente definibili, misurabili e spiegabili; il lato spirituale di noi e delle cose, invece, è un po’ più mistico e complesso da definire in una breve frase. Ma è comunque un aspetto molto reale e importante.

Una cosa che sarà presente in ogni pratica spirituale è l’espansione della coscienza. E uno dei problemi che possono sorgere a causa dell’espansione della coscienza o della consapevolezza, consiste in un duro “schiaffo in faccia” da parte della realtà. È quasi come in The Matrix”, quando Morpheus offre a Neo la scelta della pillola rossa o blu. Una volta che si prende la pillola rossa, la realtà può essere difficile da comprendere e in seguito da accettare.

La pratica spirituale e l’espansione della coscienza, determinano il dissolversi di una sorta di barriera, che ci è stata creata attorno fin dall’infanzia, attraverso l’educazione, la scuola, le aspettative della società, la famiglia, gli amici, ecc. Una volta che questa barriera va giù, si apre la porta a tutto il bene che esiste, ma anche al lato più oscuro del mondo.

In primo luogo, se si guarda alla coscienza collettiva si vedranno un sacco di disarmonie tra le persone. Si vedranno i dolori delle persone e su scala globale quanto sono terribili le guerre e le sofferenze. Questo non significa che non hai visto nulla di questo anche prima, ma una volta che sei “risvegliato” può essere difficile ignorarlo. 

La seconda cosa, è la tua coscienza individuale: una volta attivata questa consapevolezza spirituale sarà come avere uno specchio, che mentre ci aiuterà a vedere il bene in noi stessi e negli altri, ci farà anche vedere gli errori che stiamo facendo e dove stiamo deragliando.

La spiritualità ti fa affrontare i tuoi difetti, il dolore che hai causato e la negatività che si trova dentro di te. A volte, può farti mettere in discussione chi sei e cosa ti sta a cuore. Ti aiuterà anche a capire il dolore che hai bloccato in te e talvolta questo può essere molto duro da sopportare. Una delle cose che è comune sperimentare, è una iniziale sensazione  di euforia, quando si raggiunge un certo livello di sviluppo spirituale e quando questo sentimento euforico è grande, può spesso farti avere aspettative irrealistiche verso te stesso e gli altri.

Per alcuni si manifesterà nell’aspettativa che gli altri comprendano il proprio processo, e mentre è bene avere persone intorno a sé che si trovano su un percorso simile, bisogna anche comprendere che esso è in ultima analisi solamente un viaggio individuale.

Un’altra idea comune da sfatare, è che il risveglio spirituale sia l’obiettivo finale, quando in realtà è solo l’inizio; è un po’ come catturare un leone selvatico e aspettarsi che sia già addomesticato. Devi nutrire il tuo spirito e continuare a farti domande. A volte non ti piaceranno le risposte e altre volte le risposte non saranno sempre chiare, ma se insisterai, troverai quello che stai cercando.

Prendere la strada della spiritualità può essere la cosa più difficile e gratificante che potrai fare, ed è importante non attaccarsi alla propria situazione attuale; di solito man mano che si procede, i vari punti si collegano e niente di ciò che si è fatto, risulterà inutile.

Una delle cose più importanti da fare per ridurre al minimo lo stress e l’ansia, è fidarsi del processo e sapere che se continui a muoverti verso i tuoi obiettivi, l’unica cosa che si frappone ad essi, è il tempo necessario.

Quando si riesce a separare l’oscurità che tutti abbiamo dentro dalla luce e a capire che entrambi sono normali e necessari, questo renderà la strada molto meno difficile e accidentata.

Alla fine fare uno sforzo cosciente per crescere spiritualmente, è la decisione migliore che si possa prendere. La spiritualità ti informerà della verità, positiva o negativa che sia, e una volta che riuscirai ad affrontare quella verità nella tua vita, la crescita sarà inevitabile!

Articolo di Luca Angelini

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: http://www.siamovita.it/2018/03/il-lato-oscuro-della-spiritualita.html