Mio padre ogni domenica va a messa. A volte lo accompagno (poco in realtà, praticamente solo a natale).
Io privilegio senza dubbio ritualità pagane. Mio padre non mi accompagna mai alle mie celebrazioni, ma mi augura sempre “Buon Viaggio” quando parto.
E in realtà è stato mio padre a insegnarmi con l’esempio un certo amore per la natura e un certo sentimento che per me sono più pagani che cristiani.

Il serpente è un animale sacro in tutte le tradizioni, un potente totem e una guida spirituale. Ha in sé una doppia natura. Come la donna. Come l’uomo. Come tutto ciò che su questo piano deve venire per manifestarsi.
E’ un simbolo maschile nella forma, un simbolo femminile che si manifesta nell’esuviazione (o muta). Come a ogni Luna e a ogni ciclo mestruale la donna muore per rinascere, così il serpente a ogni cambio di pelle muore per rinascere. Nel suo scorrere sulla terra rappresenta la carezza della sensualità e dell’incantamento e dall’altra la sottigliezza e l’astuzia dell’inganno.
Culti ofidici sono presenti in ogni tradizione pre-cristiana: presso i romani, gli antichi egizi e gli atzechi dall’altra parte del mondo.
C’è stato un tempo in cui la sensualità, la trasformazione e l’integrazione del potere non erano considerati peccato. Era un tempo in cui la doppia natura dell’essere veniva considerato qualcosa da integrare e non da temere. Oggi si direbbe “non-duale” ( ma è chiaro il concetto di “non-dualità”?).
Poi il culto cristiano ha iniziato a rappresentare una donna santa, la madre del Cristo, che con il suo piede schiacciava un serpente. Un serpente che all’improvviso diventa simbolo di peccato. La Dea che fino a quel momento era stata custode e sacerdotessa del serpente, ad un tratto per essere santa ha bisogno di schiacciare la stessa energia che la rappresenta. Oscurare l’istinto, il suo corpo sacro che si manifesta nella sensualità, l’ascolto sottile delle vibrazioni del terreno. Che ci fa sapere dove si trova quello che cerchiamo, cosa fanno i nostri figli nella stanza a fianco. Che ci fa provare piacere nello stare nel nostro corpo.

Mio padre prosegue ad andare in chiesa tutte le domeniche. Quando io ero piccola è stato lui ad insegnarmi a prendere i verdoni(grossi serpenti verdi che si trovano nel basso piemonte) senza paura. Ho imparato lì che la pelle del serpente è calda e morbida. Che se sentono il calore del corpo si quietano. Che sono quasi ciechi ma sentono bene la vibrazione del terreno sotto di loro.
C’erano poi anche le vipere con le loro teste triangolari, velenose e mortali da riconoscere. Loro si doveva evitare di toccarle. I rettili in acqua al fiume. Anche loro da evitare. Il serpente non era mai qualcosa da schiacciare. Piuttosto qualcosa da conoscere per gestire.
Quella donna che vedevo in chiesa non schiacciava nulla ai miei occhi.
Più che altro amministrava.

Nella Bibbia Eva cede alle lusinghe del serpente e fa cadere in tentazione Adamo.
Fino a quel momento la sessualità femminile era considerata curativa e sacra. Il Grembo, che può accogliere per trasformare e donare la vita, era il Calderone Magico in cui tutto moriva per poi rinascere. Era il luogo (simbolico o reale) in cui le Sacre Nozze Alchemiche potevano accadere.
All’improvviso diventa qualcosa da temere. Da nascondere. Di cui vergognarsi.

Tutti noi viviamo immersi in una forma-pensiero cristiana.
Premesso che in questo non trovo nulla di male in senso assoluto e nulla di bene in senso assoluto, mi chiedo però quanto siamo Liberi( e soprattutto Libere) di vivere chi siamo profondamente senza cadere nell’ipnosi collettiva. Quanto ci rendiamo conto che ogni volta in cui entriamo in una chiesa cristiana ( e non solo!!! anche in qualche luogo pagano, buddista etc) qualcosa si muove attraverso simboli ed energie per portarci da qualche parte( in bene o in male,dipende!!).

E soprattutto mi chiedo quanto questo “qualcosa” che si muove tende a portarmi al Centro di me, in connessione con il mio Essere profondo. O no?

Guardo ora l’immagine di una Madonna con i suoi piedi sopra il Sacro Serpente e mi appare un senso nuovo. Il Serpente attorcigliato in una mezza Luna è un messaggio silenzioso per chi sa Comprendere ( Cum-Prendo, cioè capisco e includo).

Lascio a ognuno di voi la sua Comprensione <3

Sara
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