Psicologia

LA CLAUSTROFOBIA ESISTENZIALE : COME USCIRE DA TUTTE LE PRIGIONI DELLA VITA

‘La paura dei luoghi chiusi e il senso di terrore che possono procurare sono noti a tutti. Ma c’è anche un altro terrore, che arriva quando ci sentiamo imprigionati in una situazione o in uno schema mentale che ci spegne.

Il terrore dei luoghi chiusi o che potrebbero chiudersi con noi dentro è uno dei disturbi d’ansia più frequenti al mondo. Ma se questa è la forma più nota del disturbo, ce n’è un’altra , non meno sottovalutante , che non si manifesta in luoghi o situazioni fisiche , ma in situazioni esistenziali. Si può avere la stessa forma d’ansia anche quando ci si sente incastrati in una situazione, come: una relazione di coppia, un lavoro, un certo stile di vita, rimandendo troppo a lungo nella famiglia d’origine , dovendo curare un parente …Insomma , si può provare un senso di claustrofobia ogni volta che, per un motivo o per un altro, ci si sente ‘chiusi dentro’.

Il panico ti sta dicendo: ti sei chiuso in uno spazio vitale troppo stretto. E’ una nicchia in cui ti senti sicuro, ma ti fa soffocare.

Il primo passa da compieri è riconoscere il problema. Il sistema nervoso percepisce una condizione di cattività e manifesta il suo rifiuto con malesseri psicofisici, inquietudini frequenti e ondate d’ansia. Ma la cosa che più colpisce è che quasi sempre la persona non sa nulla dei motivi di tale sintomatologia, in pratica sottovaluta quanto la sua vita si sia ristretta. Frasi come:’Hai tutto! Cos’hai che non va?’ fanno sentire la persona come se avesse paturnie. Ma la persona non è stupida né ha paturnie. Anzi il suo sistema nervoso le segnalando quello che nessuno vede, e cioè che il suo nucleo vitale sente di non potersi più esprimere. La claustrofobia esprime una raffinata funzione interiore: quella che difende il nucleo più autentico e dinamico della personalità.

Mentre cerchiamo la felicità mettendo in piedi situazioni insostenibili , ecco il sintomo che ci dice:’ Sei bloccato, ti senti soffocare.’ I limiti hanno bloccato qualcosa che noi abbiamo bisogno di sentire in divenire. Ognuno può chiamare questo qualcosa come vuole: speranza, libertà , autenticità, essenza, energia vitale. Quel che è certo è che c’è bisogno di cambiamenti, perché va sempre tenuto in mente che il nostro sistema nervoso non accenderebbe un sintomo così pesante, se non volesse davvero invalidare una situazione che giudica pericolosa per la salute psicofisica e per il cammino esistenziale. Ad imprigionarci , se guardiamo bene, non è il mondo esterno ,ma sono le regole che ci siamo dati e con cui lo affrontiamo. Se le nostre norme ci fanno stare male, vuol dire che è ora di aggiornarle, sintonizzarle su ciò che siamo e che stiamo diventando. Perciò diamogli retta, cerchiamo di comprenderla e quando comicerà a ridursi , vuol dire che siamo sulla strada giusta. Osservare il respiro nei vari contesti sarà utile per comprendere ciò che fa per te e ciò che non fa per te. E’ proprio il timore di ‘soffocare’ a spingerti a riprendere in mano la tua vita.

Sara Giulietti

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