Karma

La Sinfonia del genere umano

Oggi voglio offrirvi un articolo indubbiamente più corto, più leggero di quelli che vi ho proposto in passato ma, spero, non meno sostanzioso!

Un articolo commissionato nel solito modo, semplicemente attraverso un titolo che improvvisamente buca l’etere, una sorta di contenitore apparentemente vuoto, che mi svolazza sopra la testa per alcuni giorni, in attesa di una mia decisione, che gli permetterà di entrare in circolo o lo costringerà a smaterializzarsi! L’argomento è sempre lo stesso: lo scopo e la ineluttabilità evolutivi del nostro essere qui, del nostro essere nell’universo, trattato questa volta attraverso poche righe, dalla parte dell’emisfero destro, quello intuitivo, quello che capta.

Il termine “SINFONIA” deriva dal greco “syn” (insieme, con) e “phonè” (suono), e sottintende una creazione che prende vita ogni volta che suoniamo con altri; come avviene in ogni grande orchestra, tale creazione esige che si conosca, che si padroneggi prima di tutto uno strumento, il proprio, con il quale interpretare lo spartito individuale e che, allo stesso tempo, si abbia la consapevolezza della partitura, cioè quello scritto generale che comprende, mette insieme tutti gli elementi, mostra il loro ruolo, pianifica ogni loro intervento, ed evidenzia dove e quando essi devono entrare, QUANDO DEVONO USCIRE!

Col passare dei secoli, come dimostra lo schema sotto, il numero degli strumenti in una orchestra sinfonica è cresciuto rapidamente, permettendo così di arrivare ad una musica sempre più complessa, ma nello stesso tempo sempre più completa.

Sinfonia di Haydin (1794): archi, 1 flauto, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, e timpani.

Settima sinfonia di Beethoven (1812): archi, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, e timpani.

Prima sinfonia di Brahms (1876): archi, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 1 controfagotto, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, e timpani.

Sesta sinfonia di Mahler (1906): archi, 4 flauti, 4 oboi, 3 clarinetti, 1 clarinetto in mi bemolle, 1 clarone, 3 fagotti, 1 controfagotto, 8 corni, 4 trombe, 3 tromboni, 1 glockenspiel, 1 tuba, timpani, arpa, xilofono, batteria.

Lo stesso sta avvenendo nella grande orchestra del genere umano, in maniera sempre più accelerata, a causa dei profondi mutamenti che stanno interessando il nostro pianeta, a livello umano, sociale, economico, politico; cambiamenti inevitabili perché il loro obbiettivo sottile è minare l’apparente equilibrio esistente, scuotere le coscienze, rispolverare parti delle menti, le più vere, quelle che da tempo non vengono utilizzate, quelle che ci permettono di vedere, di sentire, di ascoltare, di affiancarci e suonare insieme ai nuovi strumenti che stanno entrando nella grande orchestra terrestre, quelle che sono impregnate della conoscenza e quindi della consapevolezza e che hanno scelto di rispondere alla necessità di esercitarsi per arrivare ad un nuovo equilibrio: ancora una volta esso sarà apparente, ma sarà quello giusto, quello che permetterà all’umanità di accordarsi, di ricompattarsi, per poi suonare, insieme, un altro pezzo della partitura.

È arrivato dunque il momento di dare vita ad una nuova sinfonia; in realtà stiamo per entrare nella difficilissima fase delle prove, il che significa che, al momento, siamo al completo: i nuovi elementi che aspettavamo sono già tutti presenti, hanno occupato il posto loro assegnato, ognuno nella propria sezione, ed hanno cominciato ad emettere le prime note.

Saranno prove estenuanti, dureranno molti decenni, e richiederanno la nostra presenza incondizionata; ogni nostra cellula dovrà trovare l’accordo prima con le proprie cellule, successivamente con le cellule degli altri elementi.

La Sinfonia del genere umano

È iniziata la fase del CONOSCERSI PER RICONOSCERE, DEL RISPETTARSI PER RISPETTARE, DEL PERMETTERSI DI ESISTERE PER PERMETTERE DI ESISTERE, DEL SENTIRSI ELEMENTI INTEGRANTI DI UNA PARTITURA CHE CHIEDE SEMPRE PIÙ DI DIVENTARE COSMICA. MA PRIMA DOVREMO DIVENTARE MAESTRI NELL’ESEGUIRE QUELLA TERRESTRE!

E come citazione finale, vi regalo l’accordo vocale di un grande pianista, Ezio Bosso: le sue note hanno composto un inno alla vita che, da tempo, risuona nello spazio, con coraggio, con amore, con gioia, con gratitudine.

“La musica siamo noi… la musica, come la vita, si può fare solo in un modo, INSIEME!”

Grazie!

Articolo di Daria Pambianchi

Daria Pambianchi, nata in provincia di Ferrara. Traduttrice ed insegnante privata di lingue, è stata catapultata sul binario evolutivo dopo la morte di un suo allievo, nel 1994. La sua formazione evolutiva, tuttora in atto, è bene riassunta dalle seguenti parole, tratte dal suo libro pubblicato in proprio: “Sono stata trasformata in sperimentatrice, ricercatrice della Vita, ed il mio corpo si è assimilato, lentamente, inevitabilmente, al corpo dell’umanità, al corpo del pianeta; ho vissuto sulla mia pelle il loro stato di non salute, il mio stato di non salute ed ho scelto, come conseguenza naturale, di servirli, di servirmi, creando nelle mie cellule, nelle cellule dell’umanità, l’antidoto risanante”. Ha scelto di essere “un ponte con braccia e gambe-esperienza di un’ascensione evolutiva”. Dal 2005 guida lavori di gruppo, delinea terapie individuali nelle quali vengono risvegliate le energie della Conoscenza, della Consapevolezza, dell’Equilibrio, dell’Amore.

Daria Pambianchi è autrice del libro “Ho scelto di essere un ponte con braccia e gambe – Esperienza di un’ascensione evolutiva”, reperibile contattando la stessa autrice all’indirizzo e-mail: dariapan05@libero.it

Leggi altri articoli di Daria Pambianchi

Indirizzo e-mail dell’autrice: dariapan05@libero.it

Contatto facebook di Daria Pambianchi: facebook.com/daria.pambianchi

via FisicaQuantistica

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER