Mindfulness

La via maestra per recuperare il sorriso interiore attraverso la consapevolezza corporea e la bioenergetica.

L’uomo è il suo corpo. Il corpo non è un involucro, qualcosa di altro rispetto alla mente. Il fisico è ciò che separa noi dal mondo e, allo stesso tempo, ciò che ci consente di entrare in contatto con la vita e con gli altri. Le porte sensoriali consentono alla mente di organizzare, selezionare e sintetizzare gli stimoli in modo da fornirci una consapevolezza di ciò che ci accade o che potrebbe accaderci in un preciso istante. Il tatto, così come la vista, sono due sensi che permettono di sperimentare vicinanza e lontananza, minaccia, paura o invece gioia e serenità. E’ la via corporea quella che viene percorsa dagli stimoli sensoriali ed è il canale attraverso il quale le emozioni hanno modo di dipanarsi, così da consentire all’organismo di prepararsi ad agire o reagire adeguatamente. Ecco che gioia, sorpresa, paura, dolore tristezza diventano un po’ il motore che regola la vita psichica e fisica, per certi versi, consentendoci di sperimentare il piacere oppure il dolore. Le esperienze trascorse sono il risultato di molti vissuti emozionali che vanno a comporre la struttura caratteriale che in un certo senso ci definisce e ci mostra al mondo. Il carattere può essere inteso come una sorte di armatura esterna, visibile ad occhio, una corazza che si definisce attraverso l’organizzazione delle difese dell’Io. Ognuna di esse ha una sua funzione e una sua storia e consente di difenderci dall’angoscia. L’armatura caratteriale è fondamentale, ce lo ricorda Reich, così come Lowen, tuttavia, un uso massiccio delle difese ed un loro utilizzo stereotipato può mettere la persona nella condizione di non riuscire più a contattare la dimensione del piacere e a sperimentare la gioia di vivere. Le contrazioni muscolari in qualche modo riflettono queste rigidità caratteriali frutto di congelamenti emozionali. Il processo di congelamento avviene a causa di esperienze spiacevoli pregresse che ci hanno per certi versi formato ma anche de-formato. La difesa protegge ma ha un costo, e il prezzo da pagare è la perdita progressiva dell’autenticità, nel senso che la corazza caratteriale maschera al fine di non far esporre e quindi di mostrarsi per quel che si è realmente.         

Attraverso l’esercizio del respiro, le pratiche meditative e, soprattutto, bioenergetiche è possibile favorire il processo di  trasformazione emozionale.

“Come faccio a non soffrire per quello che è successo?”

Come riesco a smettere di essere la cavia di me stesso?

E’ possibile uscire dal rimuginio continuo dei pensieri?

Sono queste le domande che vengono poste da chi, da troppo tempo, sperimenta il senso di un eccessivo controllo, irrigidimento delle difese ed una mancanza di leggerezza nella propria vita, impedendo di provare la gioia e il piacere nella vita di tutti i giorni.

Occorre imparare a riconoscere le emozioni nel nostro corpo, accettarle, dargli voce e trasformare quelle negative in una vera occasione di crescita personale.

 Il Passato non conta, le emozioni sono solo “presenti”.

Il processo di riconoscimento e trasformazione emozionale con la bioenergetica e le pratiche meditative, prevede un percorso suddiviso in fasi e che io, come psicologo e pedagogista, adotto spesso. Il protocollo è stato ideato da me anche se mantiene una certa flessibilità in modo da essere adattabile alle diverse circostanze.

Modulo 1)

Respirare le emozioni

. Riconoscere le emozioni nel nostro corpo

. sentire e localizzare le emozioni

. respirando sento. Esercizi tecnico-pratici

. meditazioni guidate

. Restituzione e condivisione delle esperienze

Modulo 2

Dalla rabbia alla determinazione. Dalla tristezza alla riscoperta di un nuovo sé.

Esercizi tecnico pratici:

. Chi sono?

Mi presento a me stesso

. Il gesto che trasforma

. Liberazione: dare voce al movimento

Divenire se stessi: meditazioni guidate

. Lo yoga del nuove sentire

. Restituzione e condivisione dell’esperienza

Modulo 3

La gioia e la realizzazione di sé

. La danza dell’energia

Rivoluzione interiore. Dallo yoga del sorriso al Qigong formativo

. La maschera schianta: intravedo finalmente me stesso.

. Come mi sento? Esercizi a coppie.

Restituzione e condivione dell’esperienza.

In pratica si tratta nelle prime fasi di riuscire a prendere coscienza del corpo, del respiro e della posizione statica all’interno dello spazio. Inizia qui la direzione dell’attenzione che non è più verso l’esterno, verso il rimuginare, verso cioè la mentalizzazione ma ci orientiamo verso il centro, verso la parte più profonda del corpo. Spostiamo l’asse del pensare verso quello del sentire per entrare appunto in con-tatto con tutti i segnali che il corpo ci invia. Il corpo attraverso la “via del sentire” rende il soggetto consapevole di come stia in quel momento, in quella specifica situazione. E’ il corpo che avverte, attraverso il senso di benessere e di malessere, attraverso le tensioni e le rigidità anche muscolari di quale siano le condizioni da mantenere e quali da cambiare. Certo, un conto è sentire i segnali ed accoglierli, un altro è chiarificarli per capire come creare i cambiamenti necessari. Qui sta la capacità di imparare ad alfabetizzarsi da un punto di vista emozionale, imparando a collocare le emozioni nei vari distretti corporei per poi intervenire per trasformare le diverse sensazioni in opportunità e risorse, andando oltre quindi il senso di blocco, di impaccio e di paura ad affrontare la realtà. Le fasi successive aiutano a connettere la mente con il corpo, anche attraverso il gesto che progressivamente si fa intenzionale e carico di significati. Il gesto forma e deforma attraverso il voler sperimentare il cambiamento. Sono le meditazioni e le fantasie guidate che si innestano all’interno di questo percorso tras-formativo consentendo di scongelare le emozioni sopite, soffocate dal peso delle abitudini spesso nocive accendendo lentamente la possibilità di riscoprire il piacere, quella sensazione tanto familiare durante l’infanzia e così dimenticata in età adulta.

Scopo di tutta la pratica è quindi la riscoperta di un sé più autentico, per certi versi più infantile, carico di leggerezze, di momenti estatici lontani dai fantasmi delle paure di un futuro sentito come incerto o minaccioso e, allo stesso tempo, di un passato denso di rimpianti e di delusioni.

Riappropriarsi di un presente corporeo significa allora stare ancorati nel qui ed ora, attraverso la consapevolezza del respiro che, finalmente, consente di sperimentare quell’unicità della mente con il corpo di cui molto sentiamo parlare ma che difficilmente riusciamo ad esperire. Questa pratica è adatta a chiunque voglia provare a riscoprirsi un una veste diversa, ad abbandonare anche per qualche minuto le vecchie forme di pensiero abituali, staccando al dialogo interiore sulle preoccupazioni dei pericoli immaginati per abbandonarsi al corpo e alle sue ricchezze sensoriali.

Dott. Andrea Guerrini, psicologo e pedagogista    

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