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Le api sentinelle del nostro ecosistema dotate di funzioni neurocognitive

Randolf Menzel e Matthias Eckoldt ci svelano in un libro i preziosi insegnamenti offertici dalle Apidae

Il libro “Intelligenza delle api. Cosa possiamo imparare da loro”, recentemente pubblicato da Raffaello Cortina Editore, scritto dal famoso neurologo e zoologo Randolf Menzel, famoso studioso di intelligenza animale e dal saggista Matthias Eckoldt, suo collaboratore, sfata molte credenze su questi insetti e soprattutto ci dimostra quanto le loro capacità mentali possano avere molte somiglianze con i nostri processi neurologici. Dotate di sensi molto sviluppati ed elaborati, le api sono molto più che creature laboriose ed insostituibili che ci donano preziose sostanze nutritive contribuendo alla genesi e riproduzione di fiori, vegetali e frutta.

Gli autori infatti si sono domandati come sia possibile che queste minuscole creature siano in grado di essere così efficienti ed in quale modo possano trovare e selezionare il cibo ed eccellere nella creazione di una società plurivalente dotata di una complessa e specializzata capacità di cooperazione e comunicazione. Solo frutto d’istinto? Esse, affascinanti animali che osservano il mondo con settemila occhi puntiformi in grado di percepire ed elaborare la luce ultravioletta, di sfruttare la polarizzazione della luce, abili nel sapersi orientare grazie alla possibilità di osservare il cielo come una struttura ricca di contrasti, sono dotate di capacità neurologiche adeguate ai loro stupefacenti sensi; ad esempio il loro sviluppato olfatto che permette loro di saper distinguere sostanze diverse tra loro solo per un atomo di carbonio.

Navigatrici instancabili solcano i cieli per chilometri, sfidano il buio dell’alveare e si orientano grazie al loro minutissimo ma sviluppatissimo cervello; tanto piccolo ma così composito e stupefacente da indurre questi due ricercatori ad elaborare una sorta di neurofisiologia comparata per confrontare i nostri ed i loro apparati neurocognitivi. Il loro obbiettivo è stato quello di dimostrare quanto sia appassionante ed importante imparare da questi insetti, offrendo anche un excursus sui temi più importanti delle neuroscienze contemporanee. Menzel ed Eckold hanno mostrato le motivazioni per cui molti neurobiologi adottano la strategia riduzionista, mediante l’analisi di organismi dotati di sistemi nervosi relativamente semplici per poi ricavare acquisizioni che ci consentano di raggiungere una comprensione meccanicistica applicabile anche al nostro cervello.

Ma ciò che primariamente evidenzia questo lavoro è quanto le api siano intelligenti, potenzialmente predisposte all’apprendimento anche se sottoposte a test di laboratorio, lontane dalla loro quotidiana attività.Riconoscere le api come individui significa saggiare la possibilità di interagire con loro per iniziare a costruire un “dialogo scientifico”. Potremo anche esperire come funzionino i loro efficientissimi sensi, (ne posseggono due più di noi), e soprattutto riconoscere che non è appannaggio esclusivo dei mammiferi inferiori possedere una elaborata capacità cognitiva. Infatti le api, incontestabilmente, pur possedendo un cervello del volume di un granello di sabbia, sono in grado di avere una fantastica capacità di pensiero.

Dunque Randolf Menzel con il suo gruppo di lavoro, ci offre la possibilità di osservare come l’ape si serva del proprio cervello particolare in grado di consentirgli il consolidamento delle esperienze e l’utilizzo del sonno per rielaborarle. Essa diviene così un organismo modello per gli esseri umani perché la sua mente rispecchia i principi universali del funzionamento cerebrale che ci aiutano a riflettere sui limiti della trasferibilità e sui limiti delle nostre facoltà conoscitive. Il capitolo finale “Api ed ambiente” squarcia il velo sull’utilizzo dei pesticidi e sulle gravi catastrofi che hanno generato nei confronti delle api; soprattutto l’uso di neonicotinoidi (come il Calypso) propagandate dalla Bayer CropScience come innocue per le api ed utili alle coltivazioni, che si sono rilevate poi essere neurotossine letali per le stesse, nonché devastanti per la biosfera e le sue concatenazioni alimentari.

Le api stanno diventando delle preziose biondicatrici ambientali e noi abitanti della Terra siamo responsabili della loro sopravvivenza e di quella di tante altre specie della flora ed della fauna; e secondo Menzel anche noi come singoli consumatori potremmo fare la differenza comprando prodotti che siano ottenuti senza l’impiego di sostanze chimiche dannose per l’ambiente.

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