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LE DIECI LEGGI BIOPSICODINAMICHE E LA LEGGE DI CREAZIONE

In questi ultimi anni si parla molto di legge di attrazione la quale afferma sostanzialmente che ciò su cui si è focalizzati viene attratto nella propria vita e si manifesta nel mondo fisico. Più l’attenzione è focalizzata su proprie immagini mentali, più aumentano le possibilità che queste immagini diventino realtà.
Nel suo lavoro “L’atto di volontà”, testo basilare della psicosintesi, pubblicato per la prima volta a New York nel 1973, lo psichiatra italiano sintetizza tutta la sua teoria, in cui emergono, tra l’altro, l’importanza della volontà e dell’atto di volontà, dell’immaginazione e del desiderio. La volontà di cui parla Assagioli non è un atto di forza, una coercizione imposta dall’esterno, ma una forza interiore e liberatoria, orientata al bene, energica ed efficace, l’abilità cioè di sviluppare quella strategia che ci permette di arrivare allo scopo con il minore sforzo possibile.

Assagioli discute anche della natura dell’inconscio, che ha due parti. Una è condizionata, non impressionabile. L’altra è più flessibile, plastica, disponibile per nuove impressioni e connessioni. Le impressioni che fanno parte dell’inconscio continuano ad agire e, dice Assagioli, noi ne possiamo trarre vantaggio.

Assagioli parla poi di dieci leggi psicologiche.

Prima legge – Le immagini o figure mentali e le idee tendono a produrre le condizioni fisiche e gli atti esterni ad esse corrispondenti.
Le immagini che creiamo dentro di noi tendono ad agire nel mondo fisico e producono gli atti corrispondenti. Come dire che se creiamo immagini interiori negative queste “attrarranno” nel mondo fisico atti negativi mentre, se attiviamo dentro di noi immagini positive, queste “attrarranno” fatti positivi.
In altre parole ciò che viene immaginato tende ad attuarsi. Quindi se vogliamo modificare una realtà che non ci piace dobbiamo coscientemente concentrarci sulle immagini ed idee che invece desideriamo si trasformino in realtà. Dobbiamo stare molto attenti a quel che pensiamo, perché il pensiero tende a creare la realtà corrispondente. Qui trova il suo fondamento anche la frase di Gandhi:” Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” Idee e immagini positive dentro di noi producono una realtà esterna migliore. Dobbiamo cominciare a curare noi stessi se vogliamo curare il mondo esterno.

Seconda legge – Gli atteggiamenti e i movimenti e le azioni tendono ad evocare le immagini e le idee corrispondenti, queste, a loro volta (secondo la legge seguente) evocano e rendono più intense le emozioni e i sentimenti.

Terza legge – Le idee e le immagini tendono a suscitare le emozioni ed i sentimenti ad esse corrispondenti.
In questa legge trova un fondamento anche l’idea dell’imitare un modello per svilupparne le qualità che si desiderano avere. Una sola immagine, una foto del modello scelto creano nella mente le immagini corrispondenti che a loro volta suscitano sentimenti ed emozioni corrispondenti.
Inoltre la volontà può evocare determinate emozioni e sentimenti attraverso l’uso ad esempio di parole evocative o immagini simboliche.

Quarta legge – Le emozioni e le impressioni tendono a suscitare ed a intensificare le idee e le immagini ad esse corrispondenti o collegate.
E viceversa. Le esperienze negative che provocano emozioni negative intensificano immagini e idee negative. Se la volontà si concentra su emozioni positive queste produrranno immagini positive che a loro volta intensificheranno emozioni positive.

Quinta legge – I bisogni, gli istinti, gli impulsi e i desideri tendono a produrre le immagini, le idee e le emozioni corrispondenti. Immagini ed idee, a loro volta (secondo la prima legge) suggeriscono le azioni corrispondenti.
Le immagini e le emozioni nascono da bisogni e desideri. Le immagini e le idee, secondo la prima legge, suggeriscono le azioni corrispondenti.

Sesta legge – L’attenzione, l’interesse, l’affermazione, e la ripetizione rafforzano le idee, le immagini e le formazioni psicologiche su cui si accentrano.
Il ripetersi di esperienze negative concentra la nostra attenzione e l’interesse su immagini negative che si traducono in realtà negativa. Allo stesso modo portando la nostra attenzione e l’interesse su esperienze positive e ripetendole queste rafforzano le idee e immagini positive che suscitano le azioni corrispondenti.

Settima legge – La ripetizione degli atti intensifica la tendenza a compierli e rende più facile e migliore la loro esecuzione, fino a che si arriva a poterli compiere inconsciamente.
Così nascono le abitudini. Il ripetersi di un’azione crea un’abitudine. Con un atto di volontà possiamo scegliere di ripetere determinate azioni finchè diventino abitudini o azioni compiute inconsciamente.

Ottava legge – Tutte le varie funzioni, e le loro molteplici combinazioni in complessi e sub-personalità, mettono in moto la realizzazione dei loro scopi al di fuori della nostra coscienza, e indipendentemente da, e perfino contro, la nostra volontà.
Le idee e le immagini simili tra loro si aggregano a formare complessi o sub-personalità che agiscono in modo inconscio.

Nona legge – Gli istinti, gli impulsi, i desideri e le emozioni tendono ad esprimersi ed esigono espressione.
Se non espressi coscientemente o repressi sono costretti ad esprimersi somatizzandosi o in altri modi.

Decima legge – Le energie psichiche si possono esprimere: 1. Direttamente (sfogo-catarsi); 2. Indirettamente, attraverso un’azione simbolica; 3. Con un processo di trasmutazione.
Nel capitolo successivo Assagioli parla delle applicazioni pratiche della volontà efficace. Tra l’altro parla della tecnica delle parole evocatrici. Alcune parole evocano lo stato della mente e del corpo e gli atti che corrispondono ad esse. Questo significa che il solo guardare una parola ci evoca una qualità desiderata e ci fa agire con quella qualità.
Allo stesso modo possiamo attribuire volontariamente una funzione evocatrice di una qualità ad una parola o ad un’immagine da noi scelta.

Assagioli parla proprio della tecnica “dell’agire come se” Questa trova il suo fondamento nella seconda legge. Gli stati fisici evocano le emozioni corrispondenti che a loro volta evocano le immagini e le idee corrispondenti.
Agire come se…

Se abbiamo una idea di come vogliamo diventare per ottenere il nostro personale successo possiamo immaginare noi stessi mentre agiamo e ci comportiamo esattamente come vorremmo essere, oppure possiamo immaginare di agire, vestirci, comportarci come un’altra persona che adottiamo come modello in quanto riteniamo che ha già raggiunto il successo che vogliamo ottenere per noi o che ha le qualità che ci mancano per raggiungerlo e che ci può aiutare a svilupparle con l’imitazione.

Avere una immagine visiva di noi che abbiamo ottenuto il successo è uno strumento potentissimo per raggiungerlo: come siamo, cosa facciamo, cosa diciamo, come ci comportiamo, cosa indossiamo? Imitiamo quella immagine di noi stessi, comportandoci come se noi fossimo realmente in quel modo. Usiamo anche immagini trovate su riviste o su internet che riflettono al meglio la nostra immagine del successo ed usiamole come guida.

Incominciamo da subito ad apparire come il nostro modello, sia che si tratti di altre persone o di se stessi. Imitiamolo, sia nell’aspetto esteriore che nel comportamento. Spesso ci accorgiamo di dover cambiare atteggiamento, postura, abitudini, modi di pensare, perfino tutta la nostra filosofia di vita.
Insomma, se è vero che l’abito non fa il monaco è vero che indossando ogni giorno il saio si comincia a diventare un buon monaco.

Crediamo nel nostro successo ed accadrà. Cominciamo a vivere come se …come se l’obiettivo fosse già stato raggiunto ed il successo pienamente ottenuto. Proviamo a goderci la soddisfazione della vittoria e la gioia. Sentiamo le emozioni. Questo metterà in moto la legge di attrazione. L’inconscio ricostituirà intorno a noi la realtà che desideriamo.

Alexia Meli
autrice di 
La ricerca di se stessi

Fonte: http://alexiameli.altervista.org/172/

via VisioneAlchemica

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