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L’uomo troverà una seconda casa? Ecco alcuni pianeti potenzialmente abitabili

Tra le tante domande che l’uomo si è sempre posto, ce ne sono due che non hanno ancora trovato una risposta definitiva, e che continuano ad affascinare le fantasie dei più: c’è vita oltre la #Terra? Esistono altri pianeti abitabili che potrebbero divenire una seconda casa per l’uomo? Aldilà di tutta la letteratura e della cinematografia che queste domande continuano ad ispirare, gli esperti ritengono che ci sia almeno un pugno di pianeti, che gravitano intorno a tre stelle, che potenzialmente potrebbero ospitare la vita.

Le stelle in questione sono Proxima Centauri (la più vicina al Sole), LHS1140 e Trappist-1, che si trovano tra i 4 ed i 40 anni luce di distanza.

La notizia è stata diffusa durante una conferenza sui pianeti abitabili, tenutasi all’Accademia dei Lincei. Nello specifico, Raffaele Gratton, astronomo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf)-Osservatorio di Padova, ha riferito che sulla superficie dei pianeti in questione potrebbero esserci le condizioni ottimali per lo sviluppo della vita. Inoltre, scientificamente risulta ancora più interessante la loro vicinanza alla Terra.

La stella più lontana delle tre è Trappist-1 – circa 40 anni luce – nella cui orbita si trovano ben 7 “fratelli” della Terra, di cui 3 considerati potenzialmente abitabili grazie alle relative temperature che permetterebbero l’esistenza di acqua allo stato liquido. Di questi tre pianeti, il più interessante risulta essere LHS 1140b che, essendo la stella più luminosa, ha dato maggiori possibilità di condurre studi approfonditi.

Proxima b, il pianeta ospitato dalla vicina Proxima Centauri, risulta anch’esso molto affascinante, ma c’è un problema: dalla Terra non è sempre possibile osservarlo.

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Per arginare questo ostacolo – secondo quanto riportato durante la conferenza – si proverà a studiarlo con altre tecniche, sperando di poterne trarre dati utili.

Ovviamente vi sono anche molti altri pianeti che potrebbero ospitare la vita ed essere considerati abitabili, ma si tratta di mondi lontanissimi dal nostro. Tra questi c’è HAT-P-26b, comunemente chiamato “Nettuno Caldo”, perché presenta delle caratteristiche molto simili a quelle di Nettuno, ma con una temperatura superficiale più elevata, data la maggiore vicinanza alla stella del suo corrispettivo. Le osservazioni effettuate finora con i telescopi spaziali della Nasa, hanno permesso di scoprire l’esistenza di un’atmosfera primitiva che contiene ingenti volumi d’acqua, ricca di idrogeno ed elio. Peccato che il pianeta in questione si trovi a circa 430 anni luce dalla Terra. Mica dietro l’angolo.

Lo scopo degli astronomi è, in definitiva, quello di studiare le atmosfere di questi mondi, tentando di capire se siano in grado, o meno, di ospitare forme di vita.

Infatti, oltre alla presenza di acqua nel suolo, c’è bisogno che essi presentino un’atmosfera contenente le giuste quantità di ossigeno, vapore acqueo e ozono oltre, ovviamente, a tutti gli altri gas necessari.

Presto, speriamo, potrebbero giungere importanti informazioni derivanti da nuove scoperte astronomiche. Nel frattempo, non ci resta altro da fare che “consolarci” con la fantasia di registi e scrittori, che non mancano mai di donarci appassionanti storie di fantascienza sempre nuove ed originali.

via BlastingNews

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