In questi anni di lunga ricerca penso che ci sia stato un momento in cui ho cominciato a dare un peso diverso all’idea secondo la quale siamo tutti collegati, gli uni agli altri e a madre terra.

La mia visione spirituale è cambiata dopo aver visto Avatar , e quello che il misticismo orientale e la fisica quantistica esprimono e dimostrano mi è apparso chiaro, come un lampo nel cielo, alla fine della proiezione. Non credo di esagerare dicendo che questo film abbia dato un’accelerata determinante al risveglio collettivo che sta avvenendo.

Il malessere generale che vive la razza umana non è nient’altro che l’esalazione
di un ultimo respiro prima dell’alba di un nuovo mondo.

Mi ritorna spesso in mente  l’abbraccio dei Na’vi  che sotto l’albero sacro cantano il loro mantra per richiedere la benedizione della Grande Madre.

Con questo articolo mi lancio in un esercizio difficile e necessario, soprattutto in vista della meditazione che faremo insieme il 10 luglio (il presente articolo è del maggio 2017, ma la meditazione è sempre efficace anche solo per te.
Qui trovi il gruppo facebook).

La meditazione collettiva che faremo sarà molto potente perché sfrutta il principio di “non località” e voglio parlarti di alcune scene “simbolo” di Avatar che rappresentano questo principio, ma soprattutto voglio che tu ne faccia esperienza. Infatti, in fondo a questa pagina trovi dei pulsanti di condivisione. Condividendo questo articolo verrai riportato su un’altra pagina dove troverai una meditazione “preparatoria”  ispirata a delle scene di Avatar.  Facendo quest’esercizio, non solo avrai dei benefici immediati, ma ti predisporrai nel migliore dei modi per vivere in maniera ancora più intensa quella collettiva che faremo insieme il 1o luglio alle ore 21:30 e che sarà davvero travolgente.

Invita quante più persone a partecipare, soprattutto chi ha bisogno di dare una svolta alla sua vita e vuole una mano dall’Universo per realizzare in pace i propri obiettivi. Quello che accadrà sarà bellissimo.

I mistici orientali, dalla notte dei tempi, hanno impostato le loro discipline spirituali sulla trascendenza della materia. Al contrario, la falsa conoscenza (soprattutto occidentale) di sentirsi separati da tutti e tutto, ci ha portati a vivere in maniera frustrante la dualità pensando di  avvantaggiarci nell’illusione. Per fortuna, a supporto della spiritualità, la fisica recentemente ha dimostrato l’esistenza di un campo in cui tutto sembra essere interconnesso.

I misteri spirituali e quelli scientifici sono esattamente gli stessi: tutto esiste in ogni cosa, ma svanisce allo stesso tempo.  Sul piano della materia sembra che l’unica condizione per la prosperità sia quella di tener conto di un equilibrio del “tutto” e in sostanza prendendoci cura della felicità dell’altro, alimentiamo anche la nostra.

Isolare delle scene di Avatar è quasi un sacrilegio, me ne rendo conto. Mi sembra proprio di voler scindere qualcosa di interconnesso togliendone la magia e il mistero che lo avvolgono. Tuttavia ci provo con le migliori intenzioni.

La prima scena che troverai nell’esercizio di meditazione che ti propongo riguarda l’incontro tra Jake e Neytiri, o meglio tra Jake e i semi dell’albero sacro. Questi che somigliano molto ai soffioni che da piccolo mi divertivo a rincorrere,  si avvicinano al “marines”perché attratti dalla sua natura fondamentalmente buona (che poi è la mia e la tua), e ricoprendo il suo corpo lanciano un chiaro segnale a Neytiri: impariamo che aprendo gli occhi alla presenza possiamo osservare i segni buoni per noi, che sono dappertutto e l’Universo ci aiuta a riconoscerli.

La seconda scena è il momento in cui Jake, dapprima prevenuto e opportunista, viene influenzato dalla pace dei Na’vì  e affascinato da tanta bellezza spirituale cerca di comprendere, ad un livello razionale, cosa si nasconda dietro quel mistero.  Il paradosso che noi umani dobbiamo sopportare è quello di voler “comprendere” le cose attraverso il linguaggio pur essendo, questo, limitato per sua natura. Il misticismo orientale infatti non “insegna”, ma spinge a fare “esperienza”.

Ciò che provi non è spiegabile a parole: “sto cercando di comprendere la profonda connessione che questo popolo ha con la foresta, lei parla di una rete di energia che scorre in tutte le creature viventi. Dice che tutta l’energia è presa solo  in prestito e che un giorno bisogna restituirla”.

In aiuto però ci viene Augustine, biologa appassionata :
Stiamo parlando di qualcosa di reale , di quantificabile nella biologia della foresta [ ..] Quello che pensiamo è che esiste una sorta di comunicazione elettro-chimica che avviene attraverso le radici degli alberi, come per le sinapsi tra neuroni [..] sono più connessioni che in un cervello umano. C’è una rete. E’ una rete globale e i Navì vi hanno accesso. Possono caricare e scaricare dati , ricordi [ ..] La ricchezza di questo mondo non è nel suolo, ma è tutta intorno a noi. I Na vì lo sanno e si stanno battendo per difenderla.

La terra è Pandora e noi siamo Na’vì

Per l’uomo questo senso di connessione raggiunge la massima espressione quando partecipa  alla sua missione: I Navì dicono che ogni persona nasce due volte. La seconda è quando si guadagna il proprio posto nel popolo.

Infine, sul finire del secondo tempo, i due protagonisti si ritrovano nel luogo più sacro di Pandora: “Questo è il luogo dove le preghiere vengono ascoltate e qualche volta esaudite. Noi chiamiamo questi alberi Utraya Mokri, l’albero delle voci, le voci dei nostri antenati  [..] loro vivono Jake, dentro Eywa”

Eywa è qualcosa che non puoi toccare perché è dappertutto, ti avvolge, ti sfama, si prende cura di te. E ogni volta che qualcuno muore con il corpo raggiunge il centro con il suo spirito. Mi sono forse dilungato anche troppo, cadendo nella trappola delle parole. Vorrei davvero che tu facessi esperienza di queste immagini, dei  suoni e della guida che ho preparato per arricchire la tua vita. Devi semplicemente seguire questi passaggi :

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Trovati un posto tranquillo, metti gli auricolari e lasciati guidare dalla voce

La meditazione è così composta – La voce ti guiderà a rilassarti – Poi  ti chiederà di aprire gli occhi per guardare la scena – Infine  ti chiederà di richiudere gli occhi per guidarti in un’esperienza  emozionante di immaginazione.

Quando avrai finito troverai un pulsante per venire a raccontare la tua esperienza sul gruppo pubblico. La tua condivisione sarà importante anche per gli altri.

Io metto a disposizione questo dono con il mio cuore, sperando che non lo terrai per te ma lo fari circolare perchè come dicono i Na’vì “l’energia è solo presa in prestito”

p.s.: Sarà possibile scaricare, come omaggio, questa meditazione (e altri bonus) all’interno del programma Filmatrix Weekly- il sistema che ti permette di stimolare la tua immaginazione e allineare le vibrazioni cuore-cervello attraverso scene di film.
Puoi scoprire maggiori dettagli qui:  https://www.filmatrix.it/iscrizione/

Fonte: https://www.filmatrix.it/meditare-con-avatar-trascendere-la-materia-con-un-film/