Louise L. Hay muore oggi a 90 anni. Autrice del best-seller internazionale “Puoi guarire la tua vita” che ha venduto 35 milioni di copie in tutto il mondo, è stata l’esempio vivente di come il pensiero positivo attuato correttamente possa fare miracoli nella propria vita.

“La vita è veramente semplice: ciò che diamo ci ritorna Ciò che pensiamo di noi stessi, diventa reale per noi. Credo che ognuno; inclusa me stessa, sia al 100% responsabile di ogni avvenimento della propria vita, il meglio e il peggio. Ogni pensiero che abbiamo nella mente, crea il nostro futuro. Ognuno di noi produce le proprie esperienze tramite pensieri e sentimenti. Il contenuto della mente e le parole con cui ci esprimiamo, creano le nostre esperienze. Siamo gli artefici delle situazioni, poi gettiamo al vento il nostro potere incolpando gli altri per le nostre frustrazioni. Nessuna persona, nessun luogo, nessuna cosa ha alcuna autorità su di noi, poiché «noi» siamo gli unici pensatori nella nostra mente. Plasmiamo le nostre esperienze, la nostra realtà e chiunque sia presente in essa. Se la nostra mente sarà in pace, armonia ed equilibrio, allora la nostra esistenza ne sarà un riflesso.” Racconta in un estratto del suo libro.

Nata nell’ottobre del 1926 ha avuto un’infanzia difficile, un padre violento e un abuso sessuale da un vicino all’età di 5 anni. A 15 anni abbandona la scuola, rimane incinta e la sua bambina, quando nasce viene data in adozione perché il padre del neonato l’abbandona e lei non aveva i messi economici per prendersene cura adeguatamente. Cerca lavoro e svolge una serie di lavori umili, frequenta vari ragazzi e uomini che la maltrattano. Nel 1954 sposa un ricco uomo d’affari britannico ma dopo 14 anni di matrimonio viene lasciata per un’altra donna, avvenimento che devasta Louise interiormente ma che risulta anche essere la molla per una grande trasformazione interiore. È a questo punto infatti che Louise scopre e inizia a frequentare la First Church of Religious Science di New York, rimanendo colpita dai suoi insegnamenti circa il potere di trasformazione insito nella nostra mente.

Nel 1976 esce la prima opera di Louise, un libricino di poche pagine intitolato “Guarisci il tuo corpo”, contenente un elenco di malattie fisiche per ciascuna delle quali vengono esposte le probabili cause psico-emotive che risiedono nei nostri schemi mentali sbagliati e con esse vengono fornite le affermazioni positive per correggere tali schemi. Lo fa su richiesta delle persone che frequentavano la comunità con lei a New York ma nel giro di breve tempo si distribuisce a macchia d’olio grazie al passa parola.

Nel 1977 a Louise è stato diagnosticato un cancro all’utero che lei riconosce come una diretta conseguenza della sua incapacità di abbandonare il risentimento che aveva covato dentro di lei per le sofferenze provate nella sua infanzia. Rifiuta le cure mediche convenzionali e inizia un regime di cura basato sulle affermazioni positive per il perdono e l’abbandono del risentimento, sulla nutrizione naturale, la riflessologia e i clisteri. Dopo poco tempo guarisce.

Negli stessi anni Louise si dedica in particolare al sostegno di persone sieropositive o affette da AIDS, iniziando col parlare a poche persone raccolte nel salotto della sua casa fino ad arrivare a tenere discorsi davanti a centinaia di uomini in grandi sale per conferenze.

Nel 1984 pubblica “Puoi guarire la tua vita” che rielabora ed approfondisce il contenuto nel suo primo libricino ottenendo un successo enorme tanto da essere stato tradotto in oltre 30 lingue e ne sono state vendute oltre 35 milioni di copie in tutto il mondo. Da lì, è chiaro a questo punto, la sua vita economica diventa molto positiva e fonda anche una fondazione di beneficenza per sostenere le persone in difficoltà. Pubblicherà altri libri e fonderà la sua casa editrice Hay House che diventerà l’editore di molti best-sellers anche di altri autori nell’ambito della crescita personale come Gregg Braden e Bruce Lipton.

“Quale di queste affermazioni vi appartiene? «Sono tutti pronti a saltarmi addosso». «Ricevo aiuto da parte di tutti». Ognuna di queste convinzioni creerà esperienze assolutamente differenti. Per noi si avvera ciò che crediamo di noi stessi e della vita. L’universo ci sostiene totalmente in ogni pensiero in cui scegliamo di credere In altre parole, la mente subconscia accetta qualsiasi cosa scegliamo di credere. Entrambi i concetti significano che, per me, si avvera ciò che io credo di me stesso e della vita. Per te,si avvera ciò che tu scegli di pensare di te stesso e della vita,e abbiamo scelte illimitate riguardo a quello che la mente può produrre. Quando ci rendiamo conto di ciò, ha più senso preferire «Ricevo aiuto da parte di tutti» piuttosto che «Sono tutti pronti a saltarmi addosso».”

“La maggior parte di noi ha idee assurde su chi siamo e molte, molte regole rigide su come la vita dovrebbe essere vissuta Non condannatevi, poiché ognuno di noi fa del proprio meglio. Se avessimo una maggiore conoscenza, se dimostrassimo una maggiore comprensione e consapevolezza, ci comporteremmo in maniera differente. Per favore non deprimetevi per essere al punto in cui siete. Il fatto stesso che abbiate trovato questo libro e che mi abbiate scoperta, significa che siete pronti a fare un nuovo cambiamento positivo nella nostra vita. Apprezzatevi per questo. «Gli uomini non piangono!» «Le donne non sanno gestire il denaro!» Che idee limitanti con cui convivere!”

Dire che il pensiero positivo guarisce le malattie potrebbe non essere completamente vero, ma sicuramente migliora notevolmente la qualità della vita se esso innesca un cambiamento dentro di noi. Ovviamente ognuno interpreta e pratica il pensiero positivo a suo modo e a seconda del livello di comprensione, e quindi i risultati possono essere molto diversi. E’ difficile sostenere che pensare positivamente possa curare il cancro ma sicuramente avere una corretta attitudine mentale è fondamentale insieme alla terapia per avere migliori risultati di successo.

Oggi la PNEI ovvero la psico-neuro-immuno-endocrinologia dimostra che il nostro pensiero e la nostra mente hanno un effetto potente sul nostro organismo. Provare piacere e benessere ad esempio rilasciano un “cocktail” di sostanze curative all’interno del corpo: ormoni, enzimi, neurotrasmettitori, ecc che favoriscono la salute. Viceversa lo stress e i pensieri negativi favoriscono alti livelli di cortisolo, squilibrano la glicemia, la pressione, il battito cardiaco favorendo la malattia e la depressione.

“Quando siamo bambini, impariamo dalle reazioni degli adulti a provare sensazioni riguardo a noi stessi e all’esistenza Questo è il modo con cui impariamo a valutare noi stessi e il nostro microcosmo. Ora, se avete vissuto con persone che erano molto infelici, o impaurite, o afflitte da sensi di colpa, o arrabbiate, avrete appreso una quantità di concetti negativi su voi stessi e sul vostro mondo. «Non faccio mai niente di giusto» «È colpa mia» «Sono cattivo se mi arrabbio». Su convinzioni di questo tipo, si fonda una vita frustrante. Diventando adulti, tendiamo a ricostruire l’ambiente emozionale dei primi anni della nostra vita familiare. Ciò non è né buono, né cattivo, né giusto, né sbagliato, è semplicemente ciò che riconosciamo dentro di noi come «famiglia». Tendiamo anche a ripetere nei rapporti personali, lo stesso tipo di relazioni che abbiamo avuto con la madre o con il padre, o con quella che essi avevano fra di loro. Provate a ricordare quante volte avete avuto un amante o un datore di lavoro che era «proprio come» vostra madre o vostro padre. Trattiamo inoltre noi stessi come ci hanno trattato i genitori. Ci sgridiamo e ci puniamo nello stesso modo (se ci ascoltassimo, risentiremmo quasi le stesse parole). Se da bambini siamo stati amati e incoraggiati, ci amiamo e incoraggiamo allo stesso modo. «Fai tutto sbagliato» «È sempre colpa tua». Quanto spesso vi siete ripetuti queste frasi? «Sei fantastico» «Ti amo». Quanto spesso vi ripetete parole come queste?

In ogni caso non incolperei i genitori per questo Siamo tutti vittime di altre vittime, ed era impossibile che ci insegnassero qualcosa che non conoscevano. Se i vostri genitori non nutrivano amor proprio, non potevano insegnarvi ad amare voi stessi. Hanno fatto del loro meglio in base a ciò che era stato loro insegnato da bambini. Se volete comprendere meglio i vostri genitori, fateli parlare della loro infanzia; e se ascolterete con comprensione, capirete da dove hanno origine le loro paure e i loro rigidi schemi mentali. Queste persone che «vi hanno fatto tutte queste cose», erano proprio impaurite e terrorizzate quanto voi.”

via Dionidream