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Nikola Tesla – lo scienziato dimenticato

“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità”.
“Il progressivo sviluppo dell’uomo dipende dalle invenzioni. Esse sono il risultato più importante delle facoltà creative del cervello umano. Lo scopo ultimo di queste facoltà è il dominio completo della mente sul mondo materiale, il conseguimento della possibilità di incanalare le forze della natura così da soddisfare le esigenze umane”

Affermazione con cui Nikola Tesla apre la propria autobiografia, (reperibile su InternetQUI ed è con queste parole che comincio a parlarvi di lui. Uno scienziato che ha sempre lasciato il merito del suo ingegno ad altri, sfuggendo al successo, alla notorietà e ai soldi. Nikola Tesla è morto da solo in una stanza d’albergo di seconda categoria così dopo una lunga esistenza dedicata all’evoluzione della scienza, morì solo, povero e quasi dimenticato.

Solo pochi mesi dopo la sua morte la Corte Suprema Federale gli riconobbe la paternità della radio. C’è chi sostiene che Tesla in un qualche momento della sua vita aprì il proprio laboratorio a Marconi, fornendogli delle notizie utili, che sono state sviluppate e attuate dallo scienziato italiano. Si dice che alla notizia della trasmissione del segnale da parte di Marconi, reagì affermando che lo scienziato italiano aveva utilizzato 17 dei suoi brevetti.
Nikola Tesla aveva una propria idea di Uomo di Scienza: “Il suo dovere è fissare i principi fondamentali per quelli destinati a venire dopo e indicare la strada”. Non sembra azzardato affermare che fu Tesla comunque, che per primo lavorò con le onde elettromagnetiche, e le onde radio. Del resto esistono dei brevetti, patents, che provano ciò. (U.S. patents #645,76 e #649,621) [n.d.r. Per una rassegna completa dei brevetti e delle scoperte di Tesla, si consiglia il volume di stampo autobiografico Nikola Tesla, The fantastic Inventions of Nikola Tesla, Adventures Unlimites Press, 1993, Kempton, Illinois].

Qui, si narra che proprio fondandosi su questi brevetti Tesla ricorse in giudizio per tutelare i propri diritti. Sfortunatamente, una prima sentenza del 1915 non gli riconobbe tali diritti. Solo nel giugno del 1943, cinque mesi dopo la sua morte, la Corte Suprema degli Stati Uniti in una sua decisione, (caso 369, 21 Giugno 1943) riconobbe che Tesla aveva per primo inventato la radio. Tutt’oggi, si riconosce ancora a Marconi questa invenzione, perché questi per primo inviò un segnale oltreoceano. Ma se Marconi riuscì a conseguire tale successo, è grazie anche alle scoperte attuate precedentemente da Tesla. E non solo per quanto riguarda la radio, negli Stati Uniti fu tra gli scienziati e gli inventori più famosi, fu riconosciuto come uno dei più grandi ingegneri elettrici statunitensi. Molti dei suoi primi studi si rivelarono anticipatori della moderna ingegneria elettrica e diverse sue invenzioni rappresentarono importanti  innovazioni tecnologiche;

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Tesla ha contribuito allo sviluppo di diversi settori delle scienze applicate ed i suoi ammiratori contemporanei arrivarono a definirlo come “l’uomo che inventò il ventesimo secolo”. La sua importanza fu riconosciuta nella Conference Generale des Poids et Mesures del 1960 in cui fu dato il suo nome al sistema internazionale di misura dell’induzione magnetica.
Le invenzioni che si riconoscono a questo scienziato sono controverse e molte sembrano uscite direttamente dalla fantascienza, nei suoi appunti si ritrovano ipotesi su come, secondo lui, le forze elettriche e magnetiche potessero distorcere e modificare il tempo e lo spazio e sulle relative procedure attraverso le quali l’uomo potesse controllare tali energie. Secondo lui la luce è formata sia da particelle elementari sia da onde, il medesimo postulato oggi è parte integrante della fisica quantistica, queste ricerche lo portarono all’idea che si potesse creare un “muro di luce”, manipolando in un certo modo le onde elettromagnetiche, attraverso cui alterare lo spazio, la gravità e la materia; da qui nacquero una serie di progetti come il teletrasporto, il viaggio nel tempo e la propulsione antigravità.
Pensava che un pensiero formatosi nel cervello creasse una corrispondente immagine nella retina e che l’impulso elettrico di questa trasmissione neurale potesse essere registrato su un dispositivo per poi essere elaborata da un nervo ottico artificiale e riprodotta come immagine su uno schermo.
Sempre da lui arriva la teoria della “macchina volante” , egli sosteneva che lo scopo della sua vita fosse quello di creare una macchina volante che potesse funzionare senza l’uso di un motore a combustione interna, senza ali, alettoni o propellenti di qualsiasi fonte di combustibile ma che avrebbe dovuto volare grazie ad un motore elettrico alimentato a terra da un generatore, ipotizzo che questo “aereo” potesse muoversi in maniera interamente meccanica. Lo immaginò con una forma sigariforme.
Alla scoperta del campo magnetico rotante rimase, come la per la radio, la paternità allo scienziato italiano Galileo Ferraris, ma Tesla contestò da subito la paternità attribuita all’italiano, finendo nelle aule giudiziarie.
Regna una gran confusione su quali reali scoperte ed invenzioni si possono attribuire a quest’uomo e questo perché nella sua vita, lasciò davvero poca documentazione sui risultati ottenuti dalle sue idee, per altro i suoi scritti sono sempre sotto forma di appunti, non di lavori organizzati e comprensibili, pertanto è facile attribuirgli le idee più strampalate o la paternità di invenzioni mirabolanti non accettate dalla scienza ufficiale, ma oramai lo dovreste sapere, se mi avete seguito fin qui, dobbiamo andare oltre la scienza ufficiale.
Tesla giunse negli Stati Uniti nel 1884 e fu assunto nell’azienda di Edison la Edison Machine Works all’interno della quale gli fu chiesto di riprogettare l’esistente generatore di corrente continua, Tesla lavorò per oltre un anno sul generatore, il suo lavoro fruttò all’azienda diversi brevetti redditizi, sviluppando infine il motore a corrente alternata ma le idee del giovane Tesla non suscitarono alcun interesse da parte di Edison che era un fiero sostenitore della tecnologia relativa alla corrente diretta. Tesla era così teso al vedere affermate le proprie scoperte e invenzioni, ma perché queste erano destinate a “far vivere meglio,” a contribuire al miglioramento delle condizioni dell’uomo.
Purtroppo, in questo primo tempo, prevalsero l’uso e l’interesse relativo alla corrente diretta, non solo perché Edison aveva un forte seguito nel mondo scientifico, ma anche perché i grandi magnati dell’epoca avevano fino a quel momento investito e finanziato nella tecnologia relativa la corrente diretta. Nonostante il rifiuto di Edison, seguendo sempre il suo metodo, Tesla giunse ad un’altra delle sue brillanti scoperte, la “bobina di Tesla”, un trasformatore ad alta frequenza, che è uno strumento indispensabile per la trasmissione, e quindi la fornitura a case ed industrie, della corrente alternata. Fu a questo punto che il magnate Westinghouseacquistò i brevetti di Tesla relativi soprattutto, al motore a corrente alternata e alla bobina. Così da creare la Westinghouse Electric Company. Si narra che in base ad un contratto stipulato fra Westinghouse, Tesla avrebbe ricevuto dei compensi altissimi, in particolare un milione di dollari per i brevetti e le royalties. Tuttavia se Westinghouse avesse poi pagato tali somme, la Westinghouse Electric Company avrebbe dovuto sopportare dei costi troppo alti e si sarebbe trovata in difficoltà sul mercato rispetto alle concorrenti aziende.  Tesla si recò da Westingouse affermando: “I benefici che deriveranno alla società dal mio sistema di corrente alternata polifase è per me più importante dei soldi che entreranno nelle mie tasche. Mr. Westinghouse, voi salverete la vostra azienda così potrete sviluppare le mie invenzioni. Qui c’è il vostro contratto e qui c’è il mio, li strappo a pezzetti e non avrete più problemi con le mie royalties” dando il via a quella che passò alla storia come la “Guerra delle correnti” una competizione economica per il controllo del mercato mondiale dell’energia elettrica che allora, durante il XIX secolo, era un mercato nuovo ed emergente. La prima azienda commerciale impiantata fu fondata nel 1882 a NewYork da Edison e per quanto disponesse di spazi molto grandi poteva produrre e distribuire elettricità soltanto a 330 ettari di Manhattan; come era ovvio però la domanda di elettricità crebbe costantemente e condusse al desiderio di costruire centrali più grandi ma c’era il problema del trasporto dell’energia su maggiori distanze. A quel punto entrò in gioco la Westinghouse Electric che invece si avvaleva delle invenzioni brevettate di Nikola Tesla, quindi era riuscita a creare un sistema utile di trasformazione e di trasporto della corrente. La teoria si basava sul fatto che le perdite nella trasmissione dell’elettricità dipendessero dalla tensione, ad una maggiore tensione corrispondevano meno perdite, per questo motivo a differenza della corrente continua di Edison, era possibile trasportare corrente alternata per lunghe distanze con pochissime dispersioni, alzando la tensione semplicemente tramite un trasformatore, poi, prima di provvedere alla distribuzione diretta ai clienti, la tensione si faceva tornare a livelli sicuri più bassi. Le due società si diedero battaglia, una battaglia fatta di relazioni pubbliche volte a supportare ora una ora l’altra tecnica evidenziando la migliore qualità del sistema ed imporla come tecnologia dominante. Nikola Tesla
Quando incominciò la distribuzione di energia elettrica, la corrente elettrica utilizzata era quella continua e diretta di Edison; il sistema di distribuzione consisteva nel generare grandi impianti elettrici e l’utilizzazioni di grandi conduttori metallici, da cui i clienti assorbivano la corrente per la luce e per i motori. Il sistema operava con lo stesso livello di tensione attraverso tutto il circuito. Nel sistema di Tesla invece, un trasformatore poteva facilmente utilizzare una corrente, conveniente, a bassa tensione. Il trasformatore permetteva di trasmettere a tensione molto alta quasi 10 volte di più di quella poi utilizzata dal cliente, questo comportava la possibilità di servire più consumatori da un’unica centrale elettrica con meno costi e più versatilità, utilizzando poi cabine di trasformazione secondarie per ogni utilizzatore; aumentando la tensione si diminuivano le perdite di energia e si aumentava l’efficenza della trasmissione. Avendo compreso che stava perdendo la battaglia, Edison tentò di mettere in risalto la pericolosità della corrente alternata ideando la sedia elettrica che successivamente poi vendette allo stato di New York dove è ancora oggi. Nel 1889 fu realizzato nell’Oregon il primo impianto idroelettrico a corrente alternata, la Willamette Falls Station, subito dopo fu avviata la costruzione dell’impianto idroelettrico sulla cascata più grande del mondo, le cascate del Niagara, dove ancora oggi vengono prodotte tali quantità di energia da supportare buona parte dell’esigenza elettrica della costa est dell’America del nord.
Poi per la Fiera Mondiale di Chicago del 1893, l’illuminazione fu affidata alla Westinghouse e Tesla ebbe l’opportunità di esporre i propri generatori e di esibire alternatori e motori a corrente alternata. Il mondo industrializzato dovette scegliere a quale delle due tipologie di distribuzione elettrica affidare il futuro dell’industrializzazione globale, scelta molto importante, infatti, l’evoluzione degli apparati elettronici così come li conosciamo oggi, non sono altro che la conseguenza delle scelte passate fatte dai nostri predecessori.
Verso la fine della sua vita, Tesla rilasciò delle affermazioni di rilievo circa un’arma chiamata “teleforce”, che poi la stampa soprannominò “raggio della morte”, ma a questo punto della sua vita oramai la stampa lo considerava alla stregua di uno “scienziato pazzo”, quindi non diede molto seguito alle sue affermazioni; nel 1937 Tesla compose un trattato intitolato ” The Art of Projecting Concentrated non dispersive Energy throught the Natural Media” che parlava di fasci di particelle cariche e fondamentalmente presentava la tecnica per realizzare delle armi ad energia diretta che lui stesso descriveva così nel NewYork Times del 22 settembre 1940: “[…] una super arma che avrebbe messo fine a tutte le guerre del mondo […] o che ha la capacità di inviare fasci molto concentrati di particelle nell’aria libera, un’energia così tremenda da poter abbattere dieci mila aeroplani nemici a una distanza di 200 miglia dal confine della nazione attaccata e potrebbe far cadere interi eserciti, può essere usata sia contro la fanteria di terra o come contraerea […] nel vano tentativo di catturare l’interesse dei dipartimenti di difesa di diversi paesi, apparentemente senza riuscirci. Poco dopo lo scienziato fu trovato morto nella sua stanza di albergo.
Subito dopo la sua morte il governo americano spulciò il luogo in cui viveva, si dice che non trovarono alcun tipo di prototipo ma tutti gli scritti, gli appunti e i disegni di Tesla furono classificati come top secret.

di Chiara Priorini

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