Lìberati dal condizionamento, non percepire altri, percepisci te stesso!
Ad un amico che tempo fa mi chiedeva consiglio e mi confidava le sue enormi perplessità e le difficoltà nel percepire lo Spirito Divino che dovrebbe caratterizzare le cosiddette sacre scritture, risposi più o meno così: «….Ad essere sincero a me non importa molto di ciò che subdoli ecclesiastici e avventati pseudo-sapienti considerano “Divino” e di cosa mi è stato sinora “insegnato” dalle religioni istituzionalizzate. Voglio dimenticare tutte le assurde teorie che ci hanno propinate, voglio poter comprendere l’origine di ogni consuetudine alla quale siamo soggetti, non voglio essere schiavo del pregiudizio né tantomeno interiorizzare massificanti stereotipi. Vorrei altresì comprendere la natura della vita e fare l’esperienza di essere realmente vivi e liberi dalle suggestioni. Voglio conoscere. Non mi sono sufficienti le spiegazioni di altri.

Voglio scoprire da me stesso tutto ciò che può essere scoperto…» poi aggiunsi «… vedi, lo stesso atteggiamento di base del buddhismo ad esempio è decisamente empirico ed antiassolutista. Lo stesso Buddha Shakyamuni (come Gesù Cristo, Socrate, Krishnamurti, Bhagwan e moltissimi altri del resto), fu decisamente antitradizionalista e contrario ad ogni ipnotizzante ortodossia.

Gautama il Buddha non offrì i suoi insegnamenti come una raccolta di dogmi, ma piuttosto come un insieme di asserzioni sulle quali chiunque veniva chiamato ad investigare personalmente. L’invito che il Buddha rivolgeva a tutti, era: “Venite e vedete”. A coloro che lo seguivano ripeteva spesso:

“Non mettete nessuna testa sopra alla vostra, nemmeno la mia…”.
Con ciò egli intendeva raccomandare di non sottomettersi ciecamente alla parola rivelata da chicchessia,
o da dubbie fonti scritte, ma piuttosto verificare di persona…

Vedi, sono convinto che tutto ciò che abbiamo “artificiosamente imparato” può essere “fruttuosamente disimparato”, tutti gli errori, le illusioni ed i fallaci condizionamenti possono essere gradualmente rimossi, e il primo passo per fare questo è proprio capire cosa stiamo facendo nel momento stesso in cui lo stiamo facendo, vivere nel qui e ora mettendoci in una posizione di quieta e consapevole osservazione…..»

Tashi Delek
Aetos
Fonte: http://salutoalsole.forumfree.it
Fonte immagine: www.lunanuvola.wordpress.com

NOTA:
Tashi delek è il saluto Tibetano consueto, che può essere tradotto “Lieta benignità” (a te).
TASHI è parola di augurio il cui significato è che “la buona sorte ricada su coloro a cui si rivolge il saluto”.
DELEK vuol dire “pace, pace universale”.
Riguarda la persona e la famiglia. E’ un augurio di liberazione dall’ignoranza e dall’attaccamento alle illusioni della realtà che sono alla base della rabbia e dell’odio.

via Visione Alchemica