Ti amo. Di questa parola so tutto il peso – l’orrore e la meraviglia – eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata così poco nella mia vita, e così male, che è come nuova per me. (Cesare Pavese)

L’amore è eterno? Per alcuni lo è per altri no. I sentimenti possono subire continue fluttuazioni: possiamo amare oggi una persona, ma quella stessa persona domani potrà deluderci. E allora potremo provare risentimento, semplice affetto, indifferenza, noia. Ma non sempre è semplice rinnegare certi sentimenti palesemente esternati in precedenza; le conseguenze possono essere devastanti.

E quelle promesse fatte, quei baci interminabili, quella parolina magica detta più volte?” e ancora: “Tu avevi detto di amarmi!”

Eh sì, non è per niente semplice. Soprattutto quando la persona alla quale giuravi eterno amore non ci sta! A questo punto diventa inevitabile sentirsi emotivamente ricattati da colui o colei alla quale abbiamo detto “TI AMO”

Cosa si nasconde dietro quel “TI AMO”

“Ti amo”, “I love you”, “Je t’aime”, “Te amo” o “Ich liebe dich”. Il problema nasce da come siamo abituati ad interpretare queste due parole: tendiamo a dare un significato “impegnativo” a questa frase, come se dire “ti amo” significasse firmare un contratto a tempo indeterminato pieno di clausole vessatorie.

Certo il “TI AMO” ormai lo si dice a tutti: alla migliore amica, al genitore, al collega….ma quando entrano in gioco icerti sentimenti, quelle due paroline assumono un significato ben preciso! Molti sono gli innamorati che si focalizzano su queste due paroline. Il senso di responsabilità che si associa al “ti amo” l’ha reso una frase spesso temuta, come qualcosa di vincolante, come se al “ti amo” associassimo altre richieste implicite a cui si è costretti ad assolvere..

Ma che ruolo riveste quel “TI AMO” nelle dinamiche dell’amore? Perché in certi casi possono essere molto temute?

Dietro questa universale dichiarazione d’amore, tanto attesa quanto temuta, si celano, (a livello emotivo), coinvolgimenti, attese ed esitazioni. A prescindere dalla sua valenza romantica, il “ti amo” segna indubbiamente la fine della fase esplorativa della relazione, per dare spazio a un’impegno vero e proprio.

Dicendo “TI AMO” ci si sente legittimati a iniziare una bella storia d’amore, a costruire qualcosa insieme.  Insomma, quelle due paroline diventano la chiave di volta del rapporto….quel “ti amo” la dirà lunga su quello che il partner dovrà essere disposto a fare per l’altro.

“Che sia sussurrato o strillato, che sia detto per l’emozione o che sia lentamente maturato nel cuore, queste parole sottendono un impegno a lungo termine”

Il problema del “ti amo”: le paure subconscie

Non per tutti è scontato innamorarsi e pronunciare quel fatidico “TI AMO”.  È come se, una volta detto, ci si senta legati per sempre. Quelle due paroline possono quindi spaventare, poiché hanno la forza di trainare con sé, a livello inconscio, una serie di diritti e doveri che si sa, nel profondo, di non poter rispettare per sempre.

Un aspetto da non sottovalutare affatto è il vissuto di ogni individuo. Molte persone sono state educate fin da piccole a non esprimere le loro emozioni, a non piangere in pubblico perché è un segno di debolezza, a non ribellarsi nei conflitti per evitare di causare problemi, ecc. Insomma, hanno imparato a reprimere i propri sentimenti. Da qui nascono una serie di dinamiche che portano molte persone a non lasciarsi andare e pronunciare “ti amo”

Cosa spinge una persona innamorata a non dire Ti Amo alla propria compagna/o? Perché è così difficile pronunciare queste parole anche per una coppia consolidata e felice?

Paura di perdere la propria libertà

Dichiarando il proprio amore ci si impegna a scegliere e quindi a rinunciare; il che rappresenta per alcuni la perdita della propria libertà individuale. Secondo la letteratura psicologica, la frase in questione, “Ti Amo”, è un archetipo linguistico, una formula che quando pronunciata segna un passaggio (mentale) dalla libertà del sentimento che si prova, all’impegno nei confronti dell’altro.

Paura di annullarsi nella coppia

Dietro al non voler pronunciare quel tanto sospirato “TI AMO” può celarsi la difficoltà nell’affermare la propria persona e quindi la paura di poter annullarsi all’interno della coppia.

Paura di non essere all’altezza delle aspettative

La difficoltà nel pronunciare la parola”TI AMO” può esprimere la paura di non sentirsi all’altezza delle aspettative del proprio partner, paura di deludere una volta pronunciata il fatidico “ti amo”.

La ferita del rifiuto

Cesare Pavese diceva “Ci sentiremo amati solo il giorno in cui potremo mostrare le nostre debolezze senza che l’altro se ne serva per affermare la sua forza” e direi che è proprio la paura di esporsi troppo, di mettersi a nudo con i propri sentimenti che spaventa. Soprattutto se è ancora aperta la ferita del rifiuto, quella ferita irrisolta che ci portiamo dall’infanzia.

Si ha paura di mettersi a nudo di fronte a colui o colei che si ama perché sappiamo bene che questa persona ha il potere di renderci immensamente felici oppure gettarci nella disperazione più nera.

Dire ti amo ci fa sentire infatti nudi, privi di corazza, cosa che il mondo di oggi troppo spesso ci costringe a indossare, finendo poi per adottarla come una seconda pelle. In realtà questo ci porta a falsare e reprimere le nostre emozioni e sentimenti, ignorando volutamente la portata che possono avere per noi e per il nostro interlocutore.

Prima di dire “TI AMO” liberati dai fantasmi del passato 

Come ho già sottolineato, l’elemento che frena la spontaneità di dire “TI AMO” sono le esperienze negative precedenti, quelle che hanno deluso e ferito e che come fantasmi continuano a spaventare impedendo di mettersi in gioco serenamente nel presente.

Più si avanza con l’età, più le paure possono aumentare! Perché il passato funge da elemento “razionalizzante” che toglie un po’ di magia al nuovo incontro e spinge a considerare i pro e i contro di una relazione.

Se vogliamo metterci a nudo davanti all’amore dobbiamo smettere di commettere lo stesso errore e cioè generalizzare.

RICORDA…Il vero problema non è tanto non riuscire a dire “TI AMO”

Ogni persona è unica, così come ogni relazione amorosa. Il “ti amo” che potrai dire a un partner non sarà mai lo stesso detto a un altro. Avrà significato nuovo perché la relazione è diversa. Ogni “ti amo” è unico, non è mai una ripetizione.

Il problema, però, non è tanto non riuscire a pronunciare “TI AMO ma reprimere l’amore! I sentimenti repressi e non manifestati possono avere diversi effetti negativi sul nostro corpo e sulla nostra psiche…mi riferisco alla psicosomatica.

Un sentimento non espresso è una bomba che deve esplodere in qualche modo e, se non lo tiriamo fuori, prima o poi avrà delle ripercussioni sulla nostra vita. E non ci sentiremo mai liberi di esprimere i propri sentimenti, se noi stessi per primi giudichiamo le nostre emozioni come sbagliate e i nostri bisogni come inadeguati, impropri, superflui.

Abbiamo, dunque, tanto da lavorare su noi stessi, se vogliamo esprimere e far emergere le nostre potenzialità e il nostro valore.

“Se io amassi veramente una persona, io amerei il mondo, amerei la vita. Se posso dire a un altro “ti amo”, devo essere in grado di dire “amo tutti in te, amo il mondo attraverso te, amo in te anche me stesso” (Erich Fromm)

Se pensi di aver trovato l’amore e non riesci a dire “TI AMO”, ricorda che ci sono molti modi diversi di dire “ti amo” anche senza utilizzare le parole. La cosa importante, infatti, è dimostrare di amare, lasciare che le tue azioni parlino per te.

via Psicoadvisor