Esistono le forze oscure? È una domanda che spesso mi viene posta da molteplici lettori, consapevoli, probabilmente, del fatto che non tutto ciò che sposta gli equilibri, su questo pianeta, è tangibile e visibile. Quindi c’è dell’altro, ci sono delle trame nascoste, ma non sono facili da identificare e, tanto meno, è facile definirle. Come si può, infatti, definire una forza oscura? Nello sciamanesimo andino si parla di “energie pesanti”, in contrapposizione quindi, a quelle che sono le energie più sottili, leggere, piacevoli e benefiche. Energie pesanti, gravose da reggere e intossicanti. Del resto, in un mio recente articolo (La Legge Di Polarità: Il Ritmo Della Vita) sottolineo il fatto di come la natura universale sia fatta di opposti che danzano insieme. Quello che molti ignorano però, è che esistano delle forze energetiche che agiscono indisturbate sia sul piano invisibile, quello non fisico per intenderci, e sia su quello fisico, nel quale riflettono di conseguenza le situazioni ad esso associate. “Come in alto, così in basso” è la citazione con cui Ermete Trismegisto racchiude un principio evidente della relazione tra il “mondo di qua” e il “mondo di là”, o se preferite, fra ciò vediamo e ciò che non vediamo. Pertanto ogni forma di vita ha in sé sia luce, sia ombra. La guerra tra Bene e Male a livello cosmico avviene anche dentro ognuno di noi. Ognuno di noi vi partecipa in forma attiva, che ne sia consapevole o meno.

Ma è proprio la consapevolezza l’ago della bilancia, attraverso di essa possiamo captare queste forze oscure, renderci conto che esistono, e che sono molto più presenti di quanto noi stessi possiamo immaginare. Che ci piaccia o no, siamo proprio noi che creiamo le energie che ci compongono e che ci circondano. “Voi siete i creatori della vostra realtà” è un’affermazione tanto in voga negli ambienti della spiritualità New Age. Ebbene, è così, orrore e paura producono energie oscure, sporcizia eterica per intenderci. E così anche rabbia, disprezzo, tristezza, odio, sono “cibo energetico” per dei parassiti energeticiprovenienti dalle forze oscure, il mondo di là. Spiriti parassiti che si cibano di questo tipo di energia. Ne vengono inevitabilmente attratti. E una volta attratti non se ne vanno più. Del resto ogni forma di vita, che sia visibile o meno, ama la stabilità, e a tal fine necessitano di approvvigionamenti energetici costanti, nella persona che li ospita.

Può capitare che ci sentiamo fortemente destabilizzati, fuori controllo, vorremo fare una cosa ma ne facciamo un’altra, agiamo in modo distruttivo o autodistruttivo, addirittura feriamo le persone che amiamo o perdiamo la pazienza e tempo inutilmente, in situazioni che ci danneggiano, e finiamo con lo stare male. Il tutto contornato da una logorante ansia e instabilità emotiva. Tutto va storto, il classico “periodo nero”. Già, nero, oscurità, forze oscure. È così. A volte non siamo noi stessi. Letteralmente. Siamo preda di forze apparentemente più grandi di noi. Quello è il momento in cui la consapevolezza può ridarci equilibrio, ci permette di galleggiare fra il mondo di qua e quello di là, di prendere tempo per riflettere e decidere di passare all’azione. Come dice lo stesso psicoanalista Freud: “Nell’impossibilità di poterci veder chiaro, almeno vediamo chiaramente le oscurità”. Anche perché, ignorare che ci sia un ladro in casa, continuando a dormire, è ciò che tante persone fanno lasciandosi rubare la propria anima.

Ma in un mondo su base scientifica, dove prevalentemente si tende a credere solo a ciò che è visibile, tangibile e misurabile, e in un mondo dove la religione ti dice “non preoccuparti, ci penso io al tuo spirito”, ecco che si tende a dare poca importanza a tutto ciò che c’è ma che non si vede. Molti di noi subiscono interferenze spirituali di questo tipo, senza volerlo e senza saperlo. E, come dicevo prima, contribuiamo ad alimentare e coltivare la sporcizia spirituale del mondo. Le guerre, la carestia, l’odio, la violenza, non sono un “caso”, non nascono per colpa di pochi, ma siamo in molti ad esserne colpevoli, proprio perché non ne siamo consapevoli. Eppure viviamo in un’epoca in cui tutto è così lampante. È tragicomico, infatti, notare come i media ci bombardano di notizie, scelte e preparate con cura, spaventose, raccapriccianti e terrorizzanti. Tutta “pubblicità” per le forze oscure. E anche i social sono pieni zeppi di persone che condividono solo stati d’animo tristi, sofferenti, notizie brutali, come se tutto fosse “esterno” a loro.

Le forze oscure canalizzano quelli che sono i parassiti energetici, delle entità che si fanno strada fra i varchi e buchi della nostra aura, nella nostra sfera energetica e influiscono pesantemente sulle nostre emozioni, sui nostri pensieri e sui nostri livelli energetici. Tendenzialmente, il loro scopo è causare il maggior danno possibile prendendo possesso dei corpi, imprigionando le Anime e nutrendosi di sentimenti quali la paura e il dolore emotivo. Qualcuno si starà chiedendo “Chi e come si attirano le forze oscure” ? Per risonanza, così come lo squalo avverte le tracce di sangue anche a lunga distanza, i parassiti energetici sono affini con le cadute emotive delle persone stesse. Basse difese energetiche sono per loro chiaramente invitanti, momenti di stress, traumi, la morte di una persona cara, l’abbandono da parte del partner, perdita del lavoro, oppure il non avere la dovuta cura di se stessi, sono tutti piatti prelibati per queste entità; perché abbassano le nostre difese ed aprono dei veri e propri varchi nella nostra aura energetica.

Quindi è bene sapere che non è affatto difficile incontrare persone veicolate da “altri”, da altre forze, e nel caso in cui non si è vulnerabili ma si frequenta un partner veicolato da queste entità, lo scambio energetico che accade “inconsapevolmente” nei momenti intimi e nello stare vicini, è equivalente ad aprire la porta della propria casa ed invitare queste forme ombrose! Ecco perché ci tengo a sottolineare l’importanza della consapevolezza: è solo attraverso di essa che possiamo sapere con chi e con cosa abbiamo a che fare, e riconoscere così le forze oscure prima che vengano a bussare alla nostra porta.

Ma la consapevolezza, nella sua maestosità, si limita a farci riconoscere le forze oscure, quello che è il loro modus operandi, dove si annidano, sotto quali forme. Ma poi, per liberarsi dai parassiti energetici, serve dell’altro, serve una forma non più di osservazione e di analisi, come per la consapevolezza, ma di azione e astuzia. Bisogna essere guerrieri, perché come ho già detto, dentro di noi siamo il microcosmo della lotta tra il Bene e il Male, tra la luce ed l’oscurità. In tutto ciò che ci circonda, non ci sono soltanto le forze oscure in gioco ma vi sono anche le forze della luce, che però non possono far granché se noi stessi ci lasciamo andare e ci sintonizziamo sulle più basse frequenze vibrazionali.

Nei libri di Carlos Castaneda possiamo trovare le parole dello stregone Don Juan Matus, il quale spiega come sia possibile sconfiggere l’installazione estranea solo attraverso una vita di impeccabilità, non da intendere come “senza peccato” in senso cristiano, ma l’impeccabilità risiede nell’uso strategico dell’energia. Questo perché la disciplina strema in modo incommensurabile la mente aliena. In altre parole, per liberarsi dai parassiti energetici basta rendergli il territorio inospitale. Se non trovano più alcun alimento, lo vanno a cercare altrove. Se invece continuiamo ad avere dei parassiti, in sostanza, è perché li stiamo mantenendo.

Del resto, se andiamo incontro ad una malattia fisica, a poco serve togliere gli effetti, ma è fondamentale togliere le cause: bonificare radicalmente il terreno. Nel nostro caso consiste nel cambiare noi stessi e il nostro atteggiamento, la nostra visione del mondo e di noi stessi. Ma soprattutto, cambiare le nostre abitudini, i nostri riti quotidiani, diventare imprevedibili, non è possibile fare altrimenti, bisogna essere furbi, scaltri, capire da cosa siamo dipendenti e staccare la spina una volta per tutte. Dove c’è dipendenza, nel 99% dei casi, c’è una forza oscura che ci trattiene, ci manovra, ci induce a sbagliare. È lì che bisogna intervenire. Il campo di battaglia è la nostra mente e il nostro ben-Essere è una nostra precisa responsabilità.

Non è un percorso facile e richiede una grande dose di lucidità e forza di volontà. Dobbiamo, come spesso accade, produrre e tirare fuori da dentro di noi risorse che non abbiamo in abbondanza, ma che possiamo moltiplicare con il lavoro. Del resto, a cosa serve l’oscurità? A produrre Luce! Altrimenti tutto questo non avrebbe senso. Sempre citando Freud: “Lieben und arbeiten (amare e lavorare), questa è la mia ricetta contro i mali oscuri dell’uomo”. Ecco allora che il “lavoro su di sé” ha un senso, nonostante il più delle volte è un lavoro “invisibile”, il risultato è tangibile, è luce. In questo modo, qualsiasi oscurità può essere trascesa, allontanata, o addirittura trasformata. Riuscire a vivere una vita in Armonia ed in Equilibrio è la meta, affinché diventi una Vita felice col sorriso dipinto sul volto.

È meglio accendere una candela che maledire l’oscurità.” Lao Tzu

A quanto possiamo discernere, l’unico scopo dell’esistenza umana è di accendere una luce nell’oscurità del mero essere.” Carl Gustav Jung

Dalla mia oscurità nacque una luce che mi rischiarò il cammino.” Khalil Gibran

Tragicomico