Psicologia

Se sappiamo cosa dobbiamo fare, perché non lo facciamo?

Siete paralizzati e vi osservate, ma nel fondo della vostra anima sapete perfettamente cosa dovete fare per risollevarvi e, soprattutto, cosa renderebbe felice il vostro cuore. Sapete anche che la scelta di continuare spetta a voi, ma non lo fate: dentro di voi sentite di cosa avete bisogno, ma una vocina lo nega. Perché succede?

“Dove non c’è nessuna paura, non ci sarà nemmeno nessun valore, necessario per vivere”

La paura di solito è la causa di molte situazioni negative nelle quali ci vediamo coinvolti e superarla, spesso, ci apporta grande allegria. Forse avete le cose più chiare di come le percepite oppure sono il timore ed il panico a mantenervi fermi nella posizione in cui vi trovate.

Come mi sento?

La risposta a questa domanda è molto complicata perché esige molta pazienza ed affetto verso se stesso. Rispondere obbliga ad essere sinceri e a parlare alla luce del sole, motivo per il quale può richiedere un grande sforzo emotivo da parte vostra.

In questa posizione non siete a vostro agio, non siete concentrati, siete goffi nella vostra vita quotidiana. È come se sapeste di non trovarvi nel luogo adatto, ma non foste capaci di muovervi, pertanto il malessere si espande a tutte le vostre emozioni e il vostro umore cambia.

Il segreto: il sapere razionale ed il sapere emotivo

Tutti noi disponiamo di due tipi di fondamenta per prendere le decisioni: una ha a che fare con la parte più istintiva e razionale del cervello, l’altra con la zona più emotiva ed impulsiva. La prima è legata al controllo delle situazioni e alla ricerca di sicurezza, dunque è molto utile nei momenti in cui è necessario agire con freddezza. La seconda, come indica il suo nome, è unita ai sentimenti.

Entrambe si relazionano, anche se, in quanto persone, ci incliniamo inconsapevolmente verso un lato o l’altro: ad esempio, c’è chi è più empatico e chi meno. Se razionalmente sapete cosa fare, ma emotivamente non sapete perché non lo fate, forse i vostri movimenti più umani necessitano di un impulso da questa parte emotiva.

Riorganizzate le motivazioni

Il conflitto non deve essere motivato dalla ragione, dovrebbe essere guidato dall’emozione: se dovete fare qualcosa, per prima cosa dovete sentire di volerlo fare. ad esempio: siete consapevoli di dover fare una dieta perché avete problemi di salute, ma non riuscite ad iniziare. Il problema è che emotivamente non volete mettervi a dieta e la mancanza di volontà vi blocca.

Riorganizzate le motivazioni ed ascoltate verso dove volete andare davvero, non verso dove dovreste andare perché a volte la ragione non ci permette di essere felici. Datevi il tempo sufficiente per trovare la strada dettata dal cuore e lottate contro le vostre paure e i vostri traumi se vi impediscono di agire. Potete vincere e vincere è necessario: solo in questo modo saprete che quello che state facendo corrisponde alla realtà a cui anelate.

Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va dove ti porta. ”

-Susanna Tamaro-

via La Mente Meravigliosa

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