Una favola narra la storia di una rana presuntuosa che, una volta, rifiutò un rospo, poiché non lo considerava alla sua altezza. La storia narra anche che, poco dopo, la rana si trovò in difficoltà e fu costretta, con umiltà, a chiedere perdono al rospo e ad ammettere che non era superiore a nessun anfibio.

Quanto successo alla rana di questo racconto è lo stesso che si verifica con molte persone o quello che può succedere a chiunque in un determinato momento della propria vita. Gli individui superbi sono talmente abituati al fatto che il loro atteggiamento sia lecito, che non si preoccupano di dissimularlo.

“Dove c’è superbia, c’è ignoranza; ma dove c’è umiltà, ci sarà sempre saggezza.”

Cosa significa essere umili?

Come sempre, cerchiamo di definire i diversi concetti in modo standard, ricorrendo all’aiuto del dizionario. In questo caso, la Treccani ci dice “umiltà: di ciò che è umile, non nobile, modesto”.

Secondo questa definizione, l’essere umili si contrappone all’orgoglio vanitoso che troppo ha a che vedere con l’amor proprio e con la dignità individuale. Nel momento in cui la rana della nostra favola rifiuta il rospo, lo fa perché lo considera brutto, ma con un atteggiamento arrogante e con un’aria di superiorità.

In questo senso, il comportamento prepotente e la superiorità morale non definisce le persone umili: si tratta di capire chi siamo senza il bisogno di ricordarlo continuamente agli altri, come se fosse tutto un successo.

Quando pratichiamo l’umiltà?

L’umiltà è, allo stesso tempo, una qualità e un comportamento, che ci pone di fronte agli altri e, pertanto, possiamo dire che può essere applicata a qualsiasi azione che compiamo. Ad esempio, nelle seguenti situazioni:

  • Scoprendo noi stessi: comprendendo che tutti  abbiamo le nostre esperienze e circostanze e che non possiamo giudicare il cammino intrapreso dagli altri senza aver indossate le loro scarpe.
  • Ammettendo i nostri errori e imparando a chiedere scusa quando opportuno: questa è forse uno dei comportamenti che più ci è difficile assumere, perché ci fa confrontare con noi stessi. Per questo motivo, saper perdonare ed imparare dai nostri errori ci rende umili. 
  • Valutando i limiti e le libertà che possediamo: siamo liberi di decidere di prendere direzioni verso un futuro piuttosto che un altro, ma sempre con dei limiti. Sapere quali sono i difetti che ci frenano ci aiuterà a superarli in modo umile.
  • Riconoscere di vivere in una società e che, come tale, è composta da persone di diverso tipo, di maggiore o minore età, più costanti o più intelligenti, ecc. Rispettandosi l’un l’altro, tenendo conto delle particolarità di ognuno, si può continuare ad essere umili.
  • Elogiando in modo sincero le virtù degli altri: dice molto di noi la nostra capacità di riconoscere sinceramente le virtù delle persone che ci circondano allo stesso modo in cui riconosciamo le nostre. Non è un modo ipocrita di avvicinarsi agli altri, ma di far sapere che tutti abbiamo dei valori che gli altri apprezzano, che siano già stati scoperti o ancora da scoprire.

Colui che perspicacemente riconosce il limite delle sue facoltà è molto vicino alla perfezione”

-J. W. von Goethe-

La farfalla non dimentica mai di essere stata bruco

Tenendo conto di tutto quello che abbiamo detto, l’umiltà ha tanto valore che chi la raggiunge ricorderà sempre come mantenerla, perché sarà stato in grado di trovare l’armonia e la pace interiore. Inoltre, avrà saputo allontanarsi dalla vanità e dall’attaccamento materiale alle cose.

La farfalla ricorderà sempre di essere stata bruco, perché sa che potrebbe cadere in qualsiasi momento e, allora, capirà che essere umili ed avere una bassa autostima non è lo stesso: l’umiltà dimostrata è sempre bella, ma solo quando si riconoscono i limiti da non superare, perché, al contrario, potremmo farci del male.

L’umiltà ci permette di perfezionarci, di esser gentili e fraterni con noi stessi, di incontrare persone autentiche che ci amino davvero, di valorizzare gli sforzi per raggiungere quello che ci rende felici, di sfuggire dal nostro ego.

“Un uomo dev’essere abbastanza grande da saper ammettere i propri errori, abbastanza intelligente da imparare la lezione e abbastanza forte da correggerli”.

-Khalil Gibran-

via La Mente Meravigliosa