Tutto ha origine quando Papa Clemente VII, dopo il sacco di Roma, decise di rendere inespugnabile la città di Orvieto e così fece costruire anche un pozzo molto profondo, capace di poter contenere acqua a sufficienza per dissetare tutti i cittadini in caso di assedio…

Ed è proprio così che nacque il pozzo di San Patrizio ad Orvieto, posto sull’alta collina su cui si erge la città stessa. Ma scopriamo la sua storia e perché è considerato un “passaggio segreto” verso l’aldilà

Il pozzo di San Patrizio ad Orvieto è alto 62 metri circa e largo 13. È talmente profondo da riuscire a toccare le acque delle fonti di S. Zeno. Progettato dall’architetto Sangallo il Giovane, è circondato da due scalinate a doppia elica che non si incontrano mai.

Una scalinata permette ai visitatori di scendere nelle sue profondità, fino alla zona della sorgente, l’altra offre la via per risalire. Le scalinate furono progettate in questo modo per velocizzare il percorso per andare a prendere l’acqua e per non ostacolare chi la trasportava in superficie. Comunque il pozzo presenta 72 finestroni che si aprono verso l’interno.

Ma perché si ritiene che il pozzo di San Patrizio sia un tunnel che porti all’aldilà? San Patrizio è stata una figura di transizione tra la religione celtica e il cristianesimo e si diceva che trascorresse i suoi momenti di preghiera nei pressi di una caverna molto profonda, in un isolotto dell’isola di Derg, nell’Irlanda nord-occidentale, questo perché solo in quel luogo avvolto dal mistero poteva mettersi in contatto con l’aldilà. La leggenda vuole che sia stato Gesù stesso ad indicargli il luogo “sacro”. Ed ecco perché, scendendo nel pozzo di S. Patrizio ad Orvieto, si ritiene si entri in contatto con una dimensione più spirituale, questo anche perché non venne realizzato ponendo mattone su mattone, ma scavando direttamente nella nuda terra, come per l’originale caverna di San Patrizio in Irlanda.

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