Scienza Spiritualità

Uscire dal corpo

di Umberto Di Grazia

Ho molte esperienze da raccontare, cercherò di comunicarne alcune, trasmettendole in maniera semplice, visto che in questo settore ci sono sempre troppe informazioni sbagliate, riportate da personaggi confusi e spesso disonesti. L’uscita dal corpo è un’esigenza del nostro profondo, per “caricarsi” al di fuori dei blocchi del pensiero-logico, ed è come il sognare: tutti ne beneficiamo, ma non tutti ne hanno il ricordo.

Fra qualche anno, grazie a ricercatori all’avanguardia, si scoprirà scientificamente che lo sdoppiamento astrale serve alla vita, e ci nutre a livelli profondi e molto elevati. Il corpo astrale, è il corpo sottile nel quale soggiorniamo al di fuori del corpo fisico, durante i fenomeni di uscita dal corpo. Esso si presenta con una forma trasparente e tridimensionale di noi stessi, non uguale al corpo fisico, ma simile. Difficilmente si notano i capelli e le sopracciglia, non si vedono i colori, ma se cerchiamo di riconoscerli ne abbiamo una risposta mentale interna: e allora con una certezza ‘irrazionale’ diciamo, ad esempio, ‘rosso’.

Non è vero, inoltre, che esiste un cordone, che unisce il corpo fisico con quello più sottile, il “doppio”. E’ solo un’immagine simbolica per attestare una interdipendenza tra le due strutture che, comunque, restano sempre in contatto, (anche se spesso intuitivamente ne percepiamo una sola). Quindi tranquillizzatevi, non c’è niente che si può spezzare, ma in compenso, quando il fenomeno si presenta c’è molta paura. Mi ci vollero circa tre anni, con circa due sdoppiamenti a settimana, per vincere il disagio, quello genuino: sto parlando di veri sdoppiamenti, non di quelli che vengono insegnati in seminari di vario tipo, dove dominano sovente la più scatenata fantasia e forti condizionamenti.

In questo settore, non c’è niente che si conquista tramite scorciatoie o formule magiche o mantra da salotto. E’ invece necessario un duro e continuo lavoro su se stessi, controllo delle proprie motivazioni e dell’ego. Questo è l’unico cammino. In quarant’anni di lavoro, nonostante il mio impegno, ho visto perdersi strada facendo molte persone, e so quindi, che conoscere bene la possibilità che abbiamo di dilatare la nostra coscienza, sino allo sdoppiamento, potrebbe rappresentare una via possibile per conoscere le forze che ci governano e smitizzare il timore della morte. Certo, ad un sistema politico-sociale-religioso integralista, che vuole sempre più vederci come numeri e trasformarci in individui ammalati e lamentosi, tutto questo non fa piacere. La rivoluzione, quella vera, passa dall’evoluzione della coscienza.

Emozioni particolari

Negli stati di “uscita dal corpo”, per prima cosa dobbiamo superare la paura; e non è facile come si può ben comprendere, poiché si provano emozioni particolari e del tutto sconosciute. Capii ben presto che per ovviare alle emozioni negative che si vivono in quella particolare condizione, occorreva un ‘comando’, (da usare nei casi in cui volevo ritornare nel corpo). Io lo trovai ripetendomi mentalmente: “mi devo addormentare”. Mi trovavo così a rientrare velocemente nel corpo fisico, ed era come se precipitassi in caduta libera, il tutto sembrava durare molto poco (difficile dire quanto). Una volta alzato dal letto, mi riprendevo subito, sentendomi completamente lucido e con un tono di energia molto elevato.

Con gli anni ho capito che lo sdoppiamento mi portava una ‘carica’ determinante per superare gli ostacoli che si presentavano nella mia vita: significava raggiungere un livello dove non esisteva il dualismo sciocco e razzista, e dove le regole dello spazio-tempo allentavano le loro strette maglie. Il “presente continuo”, in quello stato, è tangibile e capisci profondamente che ognuno di noi è infarcito di notizie false, parziali e tendenti a creare barriere. Il “conosci te stesso e scoprirai i segreti dell’Universo” è sempre più attuale.

Il primo elemento da superare è, come dicevo, la paura: non mi stancherò mai di dirlo, è il “Guardiano della soglia”, forte e molto furbo che ci conosce perfettamente perché fa parte di noi. Se non si riesce a dominare la paura, il doppio rimane fermo nell’ambiente in cui si trova il corpo e la nostra mente ha la sensazione di vedere o trovarsi in altri luoghi, ma questa è solo una visione fantasiosa o allucinatoria. Solo il controllo delle emozioni e i continui tentativi, nel tempo ci permettono di spingere il “nostro doppio” oltre questa palude delle sensazioni, diventando così viaggiatori di spazi e dimensioni. C’è un modo semplice per accorgersi se si sta navigando oltre le proiezioni delle idee logiche: quando emerge la possibilità di ritrovare cose del passato o anticipare quelle del futuro.

I messaggi dai livelli elevati:

Io ho incominciato, dopo tre anni di continue lotte per contenere e distaccarmi dalla paura, ad avere “viaggi nel passato storico”, effettuando poi, come conseguenza, nel cosiddetto mondo reale, nuove scoperte archeologiche e precognizioni del futuro. Ho potuto descrivere fatti, luoghi e date di innumerevoli ritrovamenti e di circa 650 precognizioni. Tutti questi dati sono stati rilevati da vari studiosi, giornalisti, notai ed amici che mi hanno affiancato in questi trentacinque anni di lavoro.

Le ultime 44 precognizioni, inoltre, sono state registrate da un gruppo di fisici dell’Università la Sapienza di Roma, guidati dal Dott. Mario Bruschi. Tutto questo perché? Perché dare notizie ad altri? Semplicemente per testimoniare e cercare, nello stesso tempo, di non chiudermi in me stesso e vedere il mondo ostile o nemico del diverso. Chi dice di sapersi sdoppiare o effettua corsi per insegnare ad altri, deve poter raggiungere il livello del “presente continuo” per darne una testimonianza reale, altrimenti si tratta di ben altro e spesso di qualcosa di altamente negativo.

Questo vale anche per chi dice di poter andare indietro nel passato. Al massimo, nei viaggi astrali si vedono brevi scene, che ricordano la pubblicità in TV di film in programmazione, ma mai si percepiscono frasi o lunghi discorsi, anche se a volte si può percepire il “senso” di un brano. Un libro scritto con informazioni “astrali”, nel migliore dei casi, ha solo alcuni punti veri e genuini, il resto è un costrutto logico. Il viaggio cosciente dell’astrale affina l’intuito e strappa, gradualmente, i veli che coprono le varie realtà. Più si procede in questa ricerca, più i messaggi vengono da livelli elevati, che hanno la caratteristica del “breve contatto-massima informazione”; gli stessi, però, difficilmente possono essere tradotti in parole. Non ci sono mezzi idonei per farlo, il normale linguaggio non è idoneo.

È difficile dire quanto sia importante contattare questi nostri livelli e la gioia che emerge come conseguenza. Solo per questo, per me, vale la pena di “vivere”. La persona che sperimenta più volte lo stato di “uscita dal corpo”, può inoltre vivere un fenomeno di “bilocazione” anche in modo incosciente. In questi casi sono sempre gli altri a darne testimonianza.Essere visti a distanza, anche solo di qualche metro dal corpo reale, personalmente mi ha creato molto imbarazzo e, in qualche caso, le persone si sono così spaventate che ho dovuto “lavorare” molto per calmarle. Ho una trentina di testimonianze in merito, con persone diverse, conosciute e non. Tramite il “viaggio astrale” è poi possibile ricercare persone scomparse; ricavare informazioni di vario tipo (ad esempio, poter scrivere la musica senza conoscerla); e seguire le persone in coma o vederle dopo il loro passaggio nella dimensione parallela, aperta dal morire.

Un caso, nel 1997, riguardò un bambino di Pescara, scomparso da casa e che in molti dicevano di aver visto a Napoli. Fui contattato da alcuni giornalisti che mi inviarono per fax alcune foto del ragazzo e della famiglia. A parte i dati intuitivi che riferii subito, cominciai a programmarmi per un “viaggio del doppio”. Sentivo molto il caso e dopo due giorni di tentativi mi trovai a viaggiare sopra un canale. Vedevo dall’alto una catapecchia di pescatori con delle reti, poi lontano delle barche. Sul litorale scorsi delle piccole grotte con i pezzi di un motorino all’interno. Quindi vidi sotto l’acqua il viso del ragazzo. Gli occhi erano aperti e molto luminosi, mentre l’acqua era fangosa. Un ramo che si muoveva lentamente teneva incagliato il corpo, non permettendogli di affiorare… Ricordo che questo esperimento mi lasciò molta tristezza.

“Dimensione sogno”

Negli anni ’70, una serie di sogni mi portò a rivivere alcuni concerti di un vecchio musicista di spinetta. Potevo vedere quello che lui guardava e così gli ambienti, i personaggi e gli spartiti che man mano apparivano sempre più chiari e definiti. Riuscii, in seguito, dietro la spinta di alcuni amici musicisti, a riprodurre sul pentagramma la posizione geometrica delle note che vedevo durante quel tipo di sogno. Venne fuori così un disco (33 giri) denominato “Dimensione Sogno”, introvabile ormai da anni. La sua musica, tuttavia, riprodotta per organo, gira il mondo nelle messe cantate, è usata come strumento di rilassamento e fa parte di alcune tecniche vibratorie di gruppi esoterici.

Il “Risveglio parallelo”

Mio padre si chiamava Francesco ed era onesto come pochi lo sono.Dolce e timido, cercò anche lui di cambiare il sistema, ma fu schiacciato dalla burocrazia del vivere. Venne un giorno in cui la sua struttura fisica e mentale cedette, facendolo precipitare in uno stato di coma.Secondo il parere della direzione del centro di rianimazione, egli era ormai senza speranza, ma io la pensavo diversamente. Durante ventidue giorni di lavoro continuo in astrale, cercai, riuscendoci, di contattare il suo doppio. Vagava in uno spazio indefinito, senza avere la coscienza di essere legato ancora ad un corpo. Era in quella fase che io chiamo del “risveglio parallelo”. Infatti è qui che si incominciano a percepire i ricordi pre-natali, ed è qui che man mano la nostra coscienza recupera un senso diverso della realtà e del giusto, al di là delle piccole e limitanti regole logiche. E’ come una nascita dove, contrariamente a quella fisiologica, già conosci l’ambiente e le sue regole. Concetti difficili da scrivere, ma chiari ed incancellabili per chi li vive.

In poche parole, feci “capire” al doppio di mio padre, che aveva ancora una struttura fisica dalla quale non si era completamente staccato, e che quindi se era “consentito”, forse poteva tentare di riunirsi. Parlai con il primario del momento in cui, secondo me, mio padre sarebbe uscito dal coma. Tutto andò bene, ma non crediate sia una cosa facile, furono infatti necessari molti tentativi per riuscire nell’intento. Inoltre, in questi casi quando poi arrivano i risultati, per come appaiono, vengono a detta di tutti definiti come eventi “miracolosi”.

Un territorio da recuperare

Questo caso riguarda la moglie di un mio amico, accanita fumatrice, che incontrai un giorno facendo visita alla coppia. Era una donna intelligente e pratica e ricordo di essere stato, contrariamente al mio consueto modo di essere, particolarmente duro e violento con lei, nel vederla fumare incessantemente. Passarono alcuni mesi ed un giorno fui chiamato dal mio amico, che mi disse che la moglie era morta. Andai a casa loro, il corpo della donna era composto nella camera da letto. Verso le tre di notte ci stendemmo su dei lettini in una stanza attigua. Ero molto stanco ed entrai subito in uno stato di sdoppiamento. Ebbi la percezione visiva a 360° e notai subito la presenza del doppio di un grosso cane a macchie bianche e nere che scodinzolava felice. Era la prima volta che mi accadeva e ne rimasi particolarmente colpito. Immediatamente dopo, apparve il doppio della donna. Aveva lo stesso vestito che indossava sul lettino su cui era stata deposta dopo la morte e guardava con insistenza verso di noi. Il cane ed io le andavamo incontro, scivolando come se fossimo leggermente sollevati dal pavimento.

Lei si diresse verso la stanza dove era situato il suo corpo fisico, girò intorno al letto matrimoniale, come se gli ostacoli materiali fossero un ostacolo reale per lei, e mi guardò più volte come a chiedere il “perché”. Non scorderò mai l’intensità della sua richiesta. Provò a sedersi sul corpo fisico dal quale fu come respinta, allora allungò il “doppio” della mano fino a sfiorare la fronte, ma la ritrasse subito con paura. Io cercavo di trasmetterle cosa conoscevo di quei momenti, ma fu inutile. Mi passò velocemente accanto, trasmettendo al mio corpo fisico, disteso nella stanza attigua, un senso di freddo.

La seguii, mentre scendeva la scala che portava al piano inferiore, fino a quando la vidi sparire in un buio denso che mi dette un senso di insicurezza. Rientrai nel corpo. Quando raccontai al mio amico cosa era accaduto, lui rimase molto sorpreso per il “dettaglio” del cane. Infatti circa tre mesi prima la coppia aveva trovato e raccolto un grosso cane ferito, a macchie bianche e nere, che morì sopra quello stesso letto.

In sostanza, tutti questi fenomeni appaiono inconsueti perché la gente non ne parla, visto il razzismo culturale e l’ignoranza vigente, ma essi rappresentano uno strumento di crescita e di vero cambiamento.Quante idee, invenzioni, filosofie, nascono e sono nati da dati ottenuti tramite l’uscita cosciente dal corpo? Infinite, credetemi. I disegni di Leonardo, le cose asserite da Bacone prima di morire, moltissime scoperte scientifiche (struttura dell’atomo, del benzene, ecc.), il contenuto di certe religioni, hanno in comune un essere umano che, fortemente motivato, ha trasceso la dimensione fisica, per “volare”.

Questo è, per così dire, un territorio da recuperare, perché va oltre il bene ed il male, la nascita e la morte, e ci ridona una più giusta profondità dell’essere. Ricordatevi sempre che siamo diversi e migliori di quello che ci hanno saputo o voluto raccontare.

Chi è Umberto Di Grazia:

Ricercatore psichico e sensitivo, da più di trent’anni vive in prima persona “fenomeni di confine” della mente e dell’essenza umana, che vanno dall’introspezione con retrocognizioni e precognizioni, alla telepatia, ai fenomeni PK, all’archeologia intuitiva ecc. In particolare, ha affinato il fenomeno dello sdoppiamento (O.O.B.E.: Out Of Body Experience).

Umberto Di Grazia, nato a Viterbo, romano d’adozione, è un ricercatore e un sensitivo di fama internazionale, che ha dedicato la sua vita allo studio e alla sperimentazione nell’ambito della Ricerca Psichica e dei suoi fenomeni.

Per le sue facoltà è stato studiato da importanti gruppi e organizzazioni di ricerca, con cui ha collaborato per anni, tra questi: il ‘Mobius Group’ di Los Angeles, fondato da Stephan Schwartz – membro della Royal Geographical Society, Consulente del Massachusetts Institute of Technology e del Research and Analysis of Naval Operations, USA – e dall’antropologo e ambientalista Brando Crespi, coordinatore delle strategie di Pro-Natura International e l’Institut fur Grenzgebiete der Psychologie und Psychohygiene di Friburgo in Germania. Per quest’ultimo ha compiuto, con il dr. Elmar Gruber, numerosi esperimenti, ricerche e lunghe spedizioni di studio all’estero.

In Italia, per tre anni, Maria Immacolata Macioti, titolare della cattedra di Sociologia all’Università La Sapienza di Roma, ha studiato il suo lavoro e ne ha pubblicato i risultati nel libro: “Fede, Mistero, Magia: lettere a un sensitivo”, divenuto testo d’esame. Collabora inoltre correntemente con il criminologo Francesco Bruno del Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica della stessa Università.

Di Grazia ha effettuato importanti scoperte archeologiche, grazie alle sue straordinarie doti, sia con l’equipe del ‘Mobius Group’ in America, sia per conto proprio in Italia. Tra i ritrovamenti più importanti del nostro Paese vi sono: la città protostorica sommersa di Ustica, il Tempio dell’Amore di Roccasinibalda, il Tempio delle Ypsilon di Torre Spadina, presso Capranica e diversi siti etruschi nel viterbese. Attraverso i fenomeni di sdoppiamento ‘O.O.B.E’ e i sogni lucidi, Di Grazia ha fatto anche importanti precognizioni, come la sciagura aerea di Tenerife nelle Canarie del 1977 e l’attentato al presidente americano Reagan, in seguito al quale fu invitato a lavorare con organizzazioni di ricerca negli Stati Uniti.

Le sue facoltà gli permettono di essere in contatto con una dimensione di “presente continuo”, dove le leggi costruite dalla logica sembrano ribaltarsi, per poi unirsi in una forma di raro equilibrio. Ciò lo ha portato a mettere in pratica l’idea, studiata anche da C.G.Jung, di “Unione degli Opposti”, “che in realtà sono complementari e necessari per arrivare alla sintesi e alla centralità”, spiega Di Grazia, “mentre al risveglio si arriva con l’attenzione per ogni gesto e ogni vibrazione del campo energetico, entrando in contatto con l’inconscio e il suo bagaglio di informazioni positive, indispensabili per giungere all’armonia e all’equilibrio con il tutto”.

Ha così messo a punto il metodo della “Biostimolazione”, con esercizi di meditazione, di posture e movimenti con suoni e ritmi, che ha chiamato: “Tecniche dell’Unione e del Risveglio”. Lavorando per molti anni con ormai quasi 2000 persone, ha ottenuto notevoli risultati: circa il 40% ha manifestato particolari iper-sensi, assolutamente non registrati prima. Molti di loro hanno migliorato la propria qualità di vita, superando problemi anche gravi e ponendosi con maggior incisività verso se stessi, gli altri e la vita. Successivamente, su un campione di 50 soggetti, che aveva seguito per un anno un corso di Tecniche dell’Unione e del Risveglio, il professor Mario Bruschi del Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza, ha eseguito una serie di esperimenti basati su rigorosi protocolli scientifici, che hanno dato un risultato sorprendente: il migliore verificatosi in questo settore per un singolo esperimento e l’unico in Italia.

Tecniche e Metodo sono stati valutati molto positivamente dal grande psicanalista Emilio Servadio, fondatore della ‘Società Italiana di Psicoanalisi’, che ha scritto: “Umberto Di Grazia è stato in grado di elaborare una serie di esercizi fisici e mentali, che consentono di aprirsi ai messaggi della mente e dell’inconscio. Si tratta di tecniche semplici e piacevoli, che ampliano le facoltà sensibili dell’individuo, ponendolo in grado di percepire energie e vibrazioni che compongono l’intero cosmo. Tale metodo definito “Biostimolazione” ha lo scopo di unire gli opposti sia esterni che interni e indurre un amalgama di energie ed un’armonia interiore, tali da sentirsi consapevolmente parte del tutto”.

Attualmente è presidente dell’Istituto di Ricerca della Coscienza, di cui è il fondatore, un centro operativo dove medici, ricercatori, scienziati ortodossi accanto ad operatori in settori alternativi cercano un linguaggio olistico, tendente al raggiungimento dell’equilibrio tra facoltà sensoriali, pulsioni inconsce e teorie scientifiche.

Rivisto da www.fisicaquantistica.it
Fonte: www.coscienza.org

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