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Vitamina D. Come fare il Protocollo Coimbra per curare Sclerosi Multipla e malattie autoimmuni

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Il Dr. Cicero Galli Coimbra è un neurologo brasiliano, professore e ricercatore che è diventato famoso in tutto il mondo per essere riuscito a curare moltissimi casi di sclerosi multipla e altre malattie autoimmunecon alte dosi di vitamina D3 in combinazione con una combinazione di altri integratori e raccomandazioni alimentari che costituiscono il Protocollo Coimbra.

Il Dr. Coimbra non ha la pretesa di aver trovato la cura per la sclerosi multipla, dato che ci sono anche casi di non guarigione, ma è sotto gli occhi di tutti come un’altissima percentuale dei suoi pazienti ha perlomeno fermato la progressione della malattia e in parecchi c’è stata la remissione completa. Egli stesso afferma: “Non posso parlare di una cura, perché se questi pazienti smettono di prendere la vitamina D, c’è una buona possibilità che la malattia ritorni ma, per il periodo durante il quale la prendono, possono condurre una vita normale”.

Si prega di non tentare di riprodurre il protocollo del Dr. Coimbra, senza una piena comprensione di come si applica il suo trattamento e senza essersi rivolti ad un medico che conosca tale protocollo. Infatti sebbene possiamo dare delle indicazioni generali di come il protocollo sia fatto, esso viene personalizzato ad ogni paziente sulla base dei risultati delle analisi del sangue e su come risponde l’organismo al protocollo, di modo che viene continuamente aggiornato sulla base dei progressi. Possiamo quindi solo condividere alcune linee guida di base e principi che utilizza. Ad esempio il Dr. Coimbra afferma: “La vitamina D inibisce la produzione di PTH (paratormone). Quindi, se misuro PTH prima che il paziente inizia a prendere la vitamina D e poi lo misuro nuovamente dopo due mesi, posso utilizzare la variazione di PTH come parametro della risposta biologica alla vitamina D . Questo è proprio il fattore che serve a regolare le dosi di vitamina D. Dal momento che la vitamina D inibisce la produzione di PTH, alzo i livelli di vitamina D fino a che il PTH raggiunge il suo più basso livello normale“. Questo perché più il PTH è basso e maggiore è l’azione benefica svolta dalla vitamina D.

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Protocollo Coimbra

– Vitamina D3 (Dibase) iniziare con 100.000 UI alla settimana per le prime 4 settimane ed alla fine delle 4 settimane fare un analisi del calcidiolo, della calcemia, della calciuria del paratormone e della creatinina.
– Assumere per tutto il periodo vitamina K2 alla dose di 100 mcg al giorno per scongiurare le calcificazioni extraossee. La quantita’ di vitamina K2 da assumere sarà sempre di 100 mcg al giorno.
– Eliminare completamente gli alimenti ricchi di calcio, in particolare i latticini e le acque ad alto residuo fisso. E’ importante questa restrizione: vanno evitati tutti i cibi arrichiti con calcio (ad esempio il latte vegetale arricchito con calcio), oppure prodotti che hanno il latte tra i loro ingredienti.
– Dopo un mese si assumano 100.000 UI di vitamina d due volte alla settimana e questo per un altro mese, la dose di vitamina k2 che si assume deve rimanere sempre di 100 mcg/die; alla fine del mese si devono ripetere le analisi sempre di calcidiolo, della calcemia, della calciuria del paratormone e della creatinina. Alla fine del secondo mese è importante che la calcemia sia normale (8,6-10,6), che la calciuria sia modesta, e che la creatinina (funzionalità renale) sia normale. Alla fine del secondo mese se i valori sopra riportati sono regolari ed il calcidiolo non supera i 300 ng/ml si puo’ aumentare la dose di vitamina D3 a 100.000 UI al giorno
– E’ estremamente importante assumere fin dall’inizio 2,5 litri di liquidi al giorno per evitare una concentrazione eccessiva di calcio nelle urine. Tra i liquidi si include acqua, succhi di frutta freschi, brodi e tisane.
– Si controllino dopo 15 giorni calcidiolo, calcemia, calciuria, paratormone e creatinina. Il calcidiolo è normale che si attesti intorno a 1000, ma potrebbe arrivare anche a 3000, di questo non ci si deve preoccupare se gli altri valori restano nella norma.
– I miglioramenti si vedranno dopo 7 mesi per cui non si deve avere fretta. In questi 7 mesi si faranno mensilmente tutti gli esami sopra riportati che devono restare nella norma, se qualche esame risultasse fuori della norma consultare subito il medico che ha fornito la prescrizione.
– Nel protocollo sono usati anche altri integratori che hanno la funzione di migliorare l’assorbimento e la funzione della vitamina D come: vitamina B2, zincoomega 3magnesio. E’ importante assumere la vitamina B2 nel protocollo perché direttamente e indirettamente partecipa ad una serie molto ampia di funzioni metaboliche critiche più di quanto attualmente riconosciuto.

“La differenza tra la vitamina D e i farmaci convenzionali utilizzati nel trattamento di malattie autoimmuni è che la vitamina è un immunoregolatore, non un immunosoppressore. Mentre gli altri farmaci sopprimono il sistema immunitario nel suo complesso, lasciando il corpo suscettibile alle infezioni, la vitamina D è l’unica sostanza in grado di inibire selettivamente la reazione chiamata “Th17″, che è causata dalle malattie autoimmuni.”
Dr. Coimbra

Lista di medici in Italia formati dal Dr. Coimbra per attuare il suo protocollo

TOSCANA – LAZIO

Intervento del dottor Coimbra presso la Camera dei Deputati di Brasilia

Attivare i sottotitoli in italiano con il pulsante nel video.

Intervista al dott. Coimbra

Riferimenti
Leonardorubini.org
VITAMIN D PROTOCOL
Claudio Sauro

via Dionidream

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