Oggi viviamo nell’era delle distrazioni e nell’economia dell’attenzione, e siamo sottoposti a un bombardamento di stimoli e pressioni che ci costringono a fare sempre di più. Crediamo che essere occupati sia la soluzione. Questo ci porta a soffrire di una “patologia” che a lungo andare ci porterà all’autodistruzione, l’iperattività. Questo concetto è trattato in modo esaustivo nell’ottimo libro di Tony Crabbe, Busy.

L’iperattività è il risultato logico e consequenziale della ricerca indisciplinata del più.

In questo articolo voglio darvi 10 suggerimenti per contrastare l’iperattività, applicando il principio “meno ma meglio” per seguire la via disciplinata del meno, l’unica soluzione per ritrovare se stessi.

1. Usa la parola “perché”

Lo studio della professoressa di Psicologia ad Harvard, Ellen Langer, ha dimostrato che semplicemente utilizzando la parola “perché” in una richiesta raddoppiamo la possibilità di ottenere ciò che vogliamo. Solo includere la parola “perché” fa sì che chi ascolta reagisca come se ci fosse sempre una buona ragione.

Per fare le cose seguendo il principio “meno ma meglio” devi agire sulle persone che ti circondano. Se includi la parola “perché”, le tue ragioni saranno considerate più razionali e accettabili se dovrai dire no a qualcuno o qualcosa.

2. Ogni tanto devi spegnerti

Il nostro cervello non è fatto per lavorare in modo costante.
Uno studio dell’Università di Londra sull’impatto di essere sempre connessi, tramite smartphone ed email, ha suggerito che questa abitudine può ridurre il QI quanto fumare cannabis o perdere una notte di sonno.

Sappiamo con certezza che il cervello ha bisogno dei suoi tempi di inattività.
Il professore di Psichiatria all’UCLA, Gary Small, afferma che se dall’essere iper-connessi ricaviamo una sbronza momentanea, sul lungo periodo ciò può portare alla depressione e all’indebolimento della sfera cognitiva.

Fai fare una pausa al tuo cervello. Fai in modo che l’utilizzo dell’email e dei messaggi sia sempre intenzionale e volontario. Stabilisci momenti specifici per farlo in modo focalizzato, invece di continuare a sbirciare, e soprattutto mai prima di andare a letto.

3. Elimina le notifiche

Uno studio ha dimostrato che negli ambienti di lavoro, gli impiegati passano da un compito all’altro, cambiando attività in media ogni tre minuti. Ogni volta che cambi attività, il tuo cervello ha bisogno di riabituarsi alle regole del gioco. Il professore di Psicologia all’Università del Michigan, suggerisce che saltare avanti e indietro anche solo tra due attività aumenta il tempo complessivo dello svolgimento degli incarichi del 40%.

Uno della cause maggiori del passare in maniera ingiustificata da un’attività all’altra è la notifica. Ogni volta che prendi una pausa per controllare le notifiche sui tuoi dispositivi, ti distrai e riduci notevolmente la tua efficienza.

4. Cancella le riunioni inutili

Le riunioni sono una delle cause più importanti dell’iperattività. Alcune ricerche hanno dimostrato che i manager intermedi trascorrono fino al 50% del loro tempo in riunione.

Uno altro studio eseguito su un’analisi attenta su 7000 dirigenti in una grande azienda ha rivelato che il semplice organizzare e coordinare riunioni costava all’azienda ben 54 milioni l’anno. Inoltre a fare ancora peggio sono i cosiddetti costi indiretti aggiuntivi.

Nel loro libro How to Make Meetings Work, gli autori Michael Doyle e David Straus hanno identificato quello che loro chiamano “sindrome da recupero post-riunione”, ossia il tempo che ci vuole a riguadagnare la concentrazione e la compostezza in seguito ad riunione inutile.

5. Pensate al tempo che ci vorrà e raddoppiatelo

Come puoi stabilire se sarai in grado o meno di fare qualcosa?
Pensi a quanto tempo ci vorrà, a tutti gli elementi che già ha a disposizione, e tirerai le conclusioni, e solitamente sbagli.

Esiste uno studio che dimostra questo concetto.
I ricercatori chiesero ad alcuni studenti universitari una stima di quando avrebbero discusso la tesi e chiesero loro anche di stimare quando avrebbero discusso i compagni di corso, molti dei quali non conoscevano neanche troppo bene. Gli studenti sopravvalutarono in modo massiccio la conclusione del proprio lavoro in tempi brevi, mentre giudicavano la data di consegna dei colleghi in modo piuttosto accurato.

Questo è un fenomeno noto in Psicologia come errore di pianificazione.

Sopravvalutiamo ciò che riusciamo a fare, dotandoci di più grandi capacità intellettuali e di concentrazione rispetto a quelle che realmente abbiamo, ignorando tutti i fattori relativi al contesto che potrebbero ostacolarci lungo la strada.

Quindi, la prossima volta che ti viene richiesto qualcosa da fare, valuta quanto “tempo libero” hai a disposizione per questo compito rispetto a tutti gli altri impegni, e poi dimezzalo. In seguito, valuta quanto tempo ti ci vorrà per portare a compimento una nuova attività, poi raddoppialo. Ora puoi avere un giudizio più consapevole sull’assumerti o meno un nuovo incarico.

6. Guarda l’orologio

Gli studi dimostrano che quando siamo più consapevoli del tempo, ad esempio proprio prima di andare in vacanza, siamo molto più produttivi. Quindi se vuoi stressarti con una grande quantità di cose da fare, devi essere più consapevole del tempo. Ad esempio, metti un orologio molto grande dove puoi facilmente vederlo, o fissa dei timer ogni 30 minuti. Ti sembrerà che il tempo si espanda.

7. Concludi al giusto orario

È insito nella natura umana che quando abbiamo spazio a disposizione, tendiamo a riempirlo. Darti delle chiare tempistiche per terminare ti aiuta in due modi.

Innanzitutto, come indicato nel suggerimento precedente. aumenta la tua consapevolezza del tempo, creando uno scopo. In secondo luogo, ti trattiene dal creare ulteriore spazio e tempo nella tua agenda, perché altrimenti lo riempiresti sempre.

8. Inizia sempre prima

Nel 1927, una psicologa di nome Bluma Zeigarnik sedeva in un bar di Vienna in compagnia di un gruppo di amici. Ordinarono alcuni giri di drink e il cameriere non segnò mai gli ordini sul taccuino delle ordinazioni.

Zeigarnik fu intrigata da questo aspetto e, dopo aver pagato il conto e aver lasciato con gli altri il bar, ritornò. Facendo alcune domande al cameriere, scoprì che non ricordava più quali drink avesse ordinato lei e i suoi amici.

La spiegazione di questo fenomeno è che il cervello lavora per “file”, li apre e li chiude.
Una volta che il conto era stato pagato, il cameriere aveva chiuso il file e aveva dimenticato. Oggi questo meccanismo è noto come effetto Zeigarnik, e le persone tendono a ricordare due volte tanto quando conservano i dati in file aperti rispetto a file chiusi.

Puoi usare l’effetto Zeigarnik per iniziare più rapidamente “aprendo il file” di un progetto in anticipo.

9. Libera la mente

Ogni pensiero, preoccupazione, idea che hai riduce la tua velocità di calcolo. E ciò non dovrebbe accadere. Come indica David Allen in Getting Things Done, puoi creare un “cestino per il cervello“. Trova il modo di espellere le cose inutili dalla mente. Puoi usare un taccuino o il tuo smartphone.

Esistono tre fattori da considerare per farlo bene:

  1. Qualsiasi cosa utilizzerai per appuntare le idee devi portarla sempre con te
  2. Non provare ad analizzare o a ordinare le cose una volta appuntate, devi solo scriverle
  3. Prendi l’abitudine di riesaminare la lista “cestino” in modo regolare (tipo una volta a settimana)

10. Sorridi di più

L’iperattività è un’esperienza. Cadiamo nella spirale della continua attività e ci sentiamo sotto pressione, cos’ ci affrettiamo, il che ci fa sentire ancora di più sotto pressione….

Il consiglio qui è di prendere la vita in maniera più leggera. Sorridi di più…
Sorridere fa bene, riduce lo stress, rallenta la pressione sanguigna e rilascia endorfine.

Come ha rivelato Ron Gutman, fondatore di HealthTap, un singolo sorriso stimola il cervello quanto duecento barrette di cioccolato o quanto ricevere oltre ventimila dollari. Le persone pensano che sei più competente e ti ricordano meglio quando sorridi.

Non importa quante cose hai da fare, non devi mai prendere tutto troppo seriamente.

Se vuoi approfondire l’argomento scarica la mia guida all’essenzialismo cliccando qui.

Articolo originariamente pubblicato su marcomignogna.it

Marco Mignogna
Co-Founder di Apri la Mente
Canfield Certified Trainer

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