Rispondere a questa domanda è sempre più difficile perché nel campo della psicologia questo tipo di ricerche non è molto ben visto. A seconda dei casi, i terapeuti che intraprendono questi studi vengono considerati come esponenti una piccolissima scuola di pensiero oppure vengono accomunati ai cartomanti. Ovviamente i fondi per compiere questi studi sono molto difficili da ottenere

Per tutti questi motivi quando Julie Beischel, ricercatrice con un dottorato in farmacologia e tossicologia, decise di scrivere un libro sui medium, fu criticata.

La decisione fu presa poco dopo che Julie incontrò Mark Boccuzzi a una conferenza scientifica di una organizzazione no profit. Al momento dell’incontro, ha dichiarato Julie a Discovery News, provò subito forti sentimenti e delle strane sensazioni per lui. 

Un esperimento di telepatia

Julie e Mark accettarono di partecipare a un esperimento sulla telepatia. Julie non aveva rivelato ai ricercatori il suo interesse per Mark anche perché all’epoca erano semplicemente estranei. I due furono separati: Julie fu posta da sola in una stanza senza la possibilità di vedere Mark. In un’altra stanza Mark venne posto davanti a uno schermo in cui veniva riprodotta in maniera intermittente l’immagine di Julie. 

I due non potevano comunicare tra di loro eppure quando Mark poteva vedere le immagini di Julie, le reazioni fisiologiche di quest’ultima aumentavano, mentre diminuivano quando Mark perdeva l’immagine della ragazza. 

Secondo Radin, l’organizzatore di questo esperimento, il corpo di Julie si domandava dove fosse finito Mark, nonostante lei non potesse avere la consapevolezza di essere visibile o meno sul suo schermo. Gli effetti di questo esperimento si sono mostrati più chiaramente quando i soggetti campione erano emotivamente vicini. All’epoca Julie e Mark erano semplicemente due sconosciuti, ma dopo qualche tempo decisero di sposarsi chiedendo, tra l’altro, a Radin di essere il testimone. 

A seguito di questo esperimento Julie e Mark hanno deciso di scrivere un libro a quattro mani “Intimacy physics: un manuale per coppie” che esplora i fenomeni di telepatia tra innamorati. Per rispondere alla domanda titolo di questo articolo, Beischel, Boccuzzi e Radin non hanno alcun dubbio: la telepatia tra innamorati esiste.

Una storia del 1924

Molto simile e interessante è la storia di Hans Berger, il primo medico che ha effettuato un elettroencefalogramma. Berger cadde da cavallo e fu calpestato d’altri animali che gareggiavano nella stessa corsa. Fortunatamente non era nulla di troppo grave ma sua sorella, che viveva a molti chilometri di distanza, inviò un telegramma per chiedere notizie riguardo alla salute di Hans. 

Berger non aveva mai ricevuto un telegramma dalla sorella in precedenza. Questa percezione improvvisa della familiare, stimolò il medico a studiare la possibile fonte di quella connessione psichica

Oggi sono passati quasi cent’anni da quell’evento eppure l’esperienza di Berger è ancora avvolta dal mistero. Nonostante questo, sono stati fatti circa 200 esperimenti su queste situazioni: molti sembrano evidenziare che le connessioni mentali sono una possibilità reale, proprio come dice Radin. Secondo il suo parere, il problema è che questo fenomeno è incomprensibile per molti ricercatori, perciò viene etichettato come improbabile. Sempre secondo Radin non abbiamo ancora una buona spiegazione di questi eventi. Eppure, nel 2008 il ricercatore ha dato vita ha uno studio sui malati di cancro e i loro familiari: quando un familiare dirigeva la sua attenzione sul malato, attivava il sistema nervoso in quest’ultimo. 

Secondo Radin potremmo presto trovare una spiegazione a questi fenomeni: la biologia e la psicologia quantistica offrono nuove prospettive su domande vecchie. Esiste un fenomeno fisico in cui lo stato quantico di due oggetti è dipendente l’uno dall’altro anche se questi sono separati fisicamente

“Non abbiamo una spiegazione sull’origine del fenomeno, ma potrebbe essere un promettente campo di studio per comprenderne il funzionamento – continua Radin – almeno ci permette di non considerarlo più come impossibile”.

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