Carl Gustav Jung una volta disse “Non sono quello che mi è successo, sono ciò che scelgo di diventare”. Questo semplice aforisma è molto esplicativo della tipica mentalità da vittima ovvero un comportamento che mettiamo in atto tutti quanti e che serve ad auto convincerci di non avere colpe dirette quando qualcosa non va come vorremmo. A questo proposito la definizione su Wikipedia è la seguente: 

“La mentalità della vittima è un tratto della personalità acquisito (appreso) in cui una persona tende a considerarsi vittima delle azioni negative degli altri e a comportarsi come se fosse il caso, anche in assenza di prove chiare. Dipende dai processi di pensiero abituali e dall’attribuzione.

Il termine è anche usato in riferimento alla tendenza a incolpare le proprie disgrazie sui misfatti di qualcun altro, che viene anche definita vittimismo.

La mentalità della vittima viene appresa principalmente, ad esempio, dai membri della famiglia e dalle situazioni durante l’infanzia. Contrasta con i tratti psicologicamente meglio studiati del nevroticismo. Il nevroticismo può essere definito come instabilità emotiva generale o una tendenza generalmente aumentata a provare emozioni negative. Lo psicotismo è caratterizzato da ostilità e aggressività.

Ciò che la mentalità della vittima, il nevroticismo e lo psicotismo hanno in comune è una frequenza relativamente alta di stati emotivi negativi come rabbia, tristezza e paura.”

Sostanzialmente si tratta del fenomeno per cui tutti noi cerchiamo scuse incolpando gli altri invece che noi stessi o le nostre azioni. È un modo come un altro per alleviarci il peso della nostra insufficienza. Ovviamente però si tratta di un modo di fare sbagliato che non farà altro che compromettere il tuo futuro

Alcune obiezioni che fai spesso 

So già cosa stai pensando ma non è affatto salutare, perciò mettiamo subito in chiaro alcune cose. 

“Ma questi eventi sono accaduti davvero a me, non posso dimenticarmene.”

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Certo che ti sono successe, non devi nemmeno scordartene. L’unica cosa che devi fare è capire che hai una scelta: continuare a lamentarti oppure mettere in discussione le tue capacità e affrontare le sfide a testa alta per raggiungere il successo che desideri. Qualsiasi ingiustizia ti abbiano fatto utilizzala come motivazione per fare meglio ed essere più forte non per piangerti addosso. 

“Le persone di successo hanno vita facile, non conoscono la mia lotta / non conoscono la vera lotta.”

Forse sì o forse no. Non è possibile generalizzare in questi casi. Ci saranno sicuramente persone di successo che sono cresciute nel contesto educativo capace di facilitarle nella vita e renderle ciò che sono oggi, ma ci sono anche tante altri individui realizzati che hanno dovuto lottare contro le avversità per arrivare dove sono oggi.

Non importa come gli altri hanno raggiunto gli obiettivi che anche tu desideri ciò che conta è solamente il tuo percorso. Dire che qualcuno non si è meritato la posizione che ha ottenuto non ti sarà d’aiuto per raggiungerla a tua volta. È vero ci sono sicuramente persone che non si meritano di stare dove sono, ciò nonostante non sarà il tuo tentativo di screditarle a migliorare la tua situazione personale. 

“Ma non dovrei lasciare che quelli che mi hanno fatto un torto farla franca, vero?”Invece sì. Potrebbe sembrarti paradossale e ingiusto, ma ogni volta che sprechi energie per pensare a vendette o rappresaglie stai sottraendo queste energie a pensieri positivi che potrebbero realmente migliorare la tua vita.

Se anche riuscissi a punire in qualche modo chi ti ha fatto un torto non otterresti ciò che desideri: rovinare la giornata a una persona non migliorerà la tua. È molto meglio concentrare tutte le tue energie sul tuo miglioramento personale, sull’aumento delle tue competenze e delle tue qualità positive. In questo modo riuscirai a raggiungere il successo che meriti.

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