Il Dr. John Gottman, ricercatore e psicologo clinico americano, professore emerito di psicologia dell’Università di Washington, è diventato famoso in tutto il mondo per il suo lavoro sulla stabilità coniugale e la previsione del divorzio. Ha condotto 40 anni di ricerche rivoluzionarie su migliaia di coppie osservando le relazioni da un punto di vista scientifico.

I suoi studi lo hanno portato ad individuare i quattro comportamenti che hanno risvolti disastrosi sulle relazioni amorose. Riprendendo la metafora della fine dei tempi riportata nel Nuovo Testamento, il dott. Gottman ha definito questi comportamenti “I quattro cavalieri dell’Apocalisse” . Nella Bibbia questi cavalieri sono conquista, guerra, fame e morte, per Gotman sono critica, disprezzo, difensiva e muro di pietra. Si tratta di stili di comunicazione che possono prevedere la fine di una relazione.

Riuscire a riconoscere questi “4 cavalieri” durante una discussione è un primo passo nel processo di sostituzione degli atteggiamenti sbagliati con modelli di comunicazioni sani e produttivi.

I quattro cavalieri dell’Apocalisse

  1. Critica. Criticare il proprio partner è diverso dal muovergli delle critiche o esprimere lamentele. Negli ultimi due casi ci si sofferma su questioni specifiche, nel primo caso si tratta di un attacco ad hominem cioè di una critica alla sua persona. È importante imparare la differenza tra lamentela e giudizio:
    Lamentela: “Ho avuto paura che fosse successo qualcosa perché non hai risposto alla mia telefonata. Eravamo d’accordo che avremmo sempre risposto, anche solo per dire che va tutto bene”.
    Critica: “Sei un egoista. Non ti importa niente di me. Non rispondi mai al telefono”.

    Se scopri che tu e il tuo partner siete critici l’un con l’altro non temere che la vostra relazione sia destinata a fallire. La critica diventa un problema quando diventa pervasiva e apre la strada agli altri cavalieri, più pericolosi. Fa sentire la vittima aggredita, respinta e ferita e fa entrare autore e vittima in un circolo vizioso in cui la critica si presenta ad ogni giro con maggiore frequenza e intensità arrivando poi al disprezzo.
  2. Disprezzo. La comunicazione in questo stato emotivo diventa cattiva: il partner viene trattato con mancanza di rispetto, lo si prende in giro con sarcasmo, lo si mette in ridicolo, gli si danno nomignoli offensivi, si assume un linguaggio del corpo offensivo come sbuffare, alzare gli occhi al cielo o fare delle smorfie di disprezzo. Il disprezzo ha l’obiettivo di far sentire l’altro disprezzato e senza valore. Va ben oltre le critiche. Mentre con la critica si attacca la persona, con il disprezzo si assume una posizione di superiorità:
    “Sei stanco? Immagina me, tutta la mattina a combattere con i bambini, rassetta la casa, lava, stira, cucina, ripulisci, e poi compiti, sonnellini, merenda…. Non mi sono fermata un attimo! E tu che sei stato seduto tutto il giorno rientri da lavoro e ti butti sul divano a giocare ai videogames. Non ho tempo di badare ad un altro bambino. Sei patetico”.
    Il disprezzo è alimentato da pensieri negativi covati per un lungo periodo che giungono al culmine quando l’autore inizia ad attaccare l’accusato da una posizione di superiorità.
    La ricerca dimostra che i partner sprezzanti l’uno dell’altra hanno maggiori probabilità di soffrire di malattie infettive (raffreddore, influenza) per un indebolimento del sistema immunitario. Il disprezzo è il più grande campanello d’allarme per il divorzio, un vero e proprio predittore.
  3. Difensiva. In genere la difensiva è la risposta automatica alle critiche.. Tutti ci mettiamo sulla difensiva quando ci sentiamo ingiustamente accusati, reagiamo inventando scuse e facendo le vittime innocenti in modo tale che il nostro partner si dimetta. Questa strategia non ha quasi mai successo. Le nostre scuse dicono semplicemente al nostro partner che non prendiamo sul serio le loro preoccupazioni e che non ci assumeremo la responsabilità dei nostri errori. Per esempio:

    Domanda: “Hai comprato il pane?”
    Risposta difensiva: “Sono stato occupato oggi. Sai che ho mille cose per la testa. Perché non sei andata tu?”

    Questo partner non solo risponde in modo difensivo, ma inverte la colpa nel tentativo di far sentire in colpa il partner. Una risposta non difensiva è costruttiva perché esprime accettazione di responsabilità, ammissione di colpa e comprensione della prospettiva del partner. Una risposta di questo tipo. potrebbe essere:

    Risposta non difensiva: “Oops, l’ho dimenticato. Avrei dovuto dirti che oggi non sarei riuscito ad andarci. È colpa mia. Vado adesso. ” 

    Sebbene sia perfettamente comprensibile difenderti se sei stressato e ti senti attaccato, questo approccio non avrà l’effetto desiderato. La difesa intensificherà il conflitto se il coniuge critico non si arrende o si scusa. Questo perché la difesa è in realtà un modo per incolpare il partner e non permettere una sana gestione dei conflitti.
  4. Muro di pietra. Di solito è una risposta al disprezzo e si verifica quando l’ascoltatore si ritira dall’interazione, si arresta e smette semplicemente di rispondere al proprio partner. Piuttosto che affrontare i problemi con il proprio partner, le persone che lavorano con il muro di pietra possono compiere manovre evasive come la messa a punto, il distacco, l’agitazione o il coinvolgimento di comportamenti ossessivi o di distrazione.

Ci vuole tempo prima che la negatività creata dai primi tre cavalieri diventi così forte da far ergere il muro di pietra. Quando però il muro è innalzato sfortunatamente abbatterlo diventa difficile. La sensazione fisiologica che ha portato al muro di pietra, ci mette in uno stato fisiologico in cui diventa impossibile riuscire a discutere le cose in modo razionale.

Se senti di aver innalzato un muro di pietra durante una discussione, interrompi la discussione e chiedi al tuo partner di fare una pausa:

“Sono troppo arrabbiato per continuare a parlarne. Possiamo per favore fare una pausa e tornarci tra un po’? Sarà più facile risolverlo dopo che mi sarò calmato. “

Quindi prenditi del tempo per calmarti, anche solo una ventina di minuti, fa qualcosa che ti calmi – leggi un libro o una rivista, fai una passeggiata, corri, fai qualsiasi cosa che aiuti a smettere di sentirti agitato. Quando ti senti pronto ritorna alla conversazione.

Essere in grado di identificare i quattro cavalieri nelle discussioni sui conflitti è un primo passo, ma non basta a risolvere i problemi di coppia. Bisogna imparare ad assumere un atteggiamento costruttivo, attraverso una comunicazione sana e produttiva.

Fortunatamente, ogni cavaliere ha un comprovato comportamento positivo che contrasta la negatività. Nei prossimi articoli impareremo i vari escamotage.

Questo articolo si basa sugli studi del dott. Gottman riportati nell’articolo The Four Horsemen: Criticism, Contempt, Defensiveness, and Stonewalling

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