Quando associamo una persona ad un coniglio, solitamente, intendiamo qualcuno di codardo, che si lascia dominare dalla paura e dalla vigliaccheria. E se vi dicessimo che per i nativi americani, questo animale, simboleggia tutt’altro?

Nella tradizione degli Indiani d’America, i conigli simboleggiano l’abbondanza, il conforto, la vulnerabilità, la fertilità, il desiderio e la procreazione. Sono, inoltre, estremamente in sintonia con madre natura e con le stagioni, specialmente con la primavera. Sentono, infatti, l’inizio di questa stagione come un risveglio, un inno alla vita.

Essendo un essere totalmente indifeso, i grandi spiriti gli hanno donato velocità, agilità e fertilità così da consentirgli di non estinguersi nonostante i predatori. Pensate, inoltre, che è tradizione appendere una zampa di coniglio sopra le culle dei neonati per proteggerlo dal male.

Fieri di essere conigli

Adesso che vi abbiamo raccontato queste meravigliose leggende, proviamo a fare qualche considerazione. 

La paura è un sentimento come un altro, comune a tutti gli esseri umani. È vero che, molte volte, la paura ci blocca e ci impedisce di evolvere, di buttarci in qualcosa di nuovo, ma è altrettanto certo che spesso e volentieri viene sottovalutata. 

Ciò che chiamiamo paura è, molte volte, semplice istinto di sopravvivenza. È quel sesto senso che ci mette in guardia quando sentiamo che una data situazione non è sicura o può metterci in difficoltà. Un esempio banale? La prudenza quando si guida o si cammina per strada, se non avessimo paura di nulla potremmo non porre attenzione a cose banali come, appunto, la cautela in strada. La stessa cosa la proviamo quando, ad esempio, camminiamo in un quartiere malfamato. Il timore che ci possa capitare qualcosa ci fa restare all’erta e sempre pronti a difenderci se necessario. Questo per farvi capire che la paura è, in realtà, una necessità, un’emozione indispensabile in dati momenti della nostra vita.

La paura va quindi accettata come una parte di noi, va vista come uno scudo e una autoprotezione. Ovviamente non dobbiamo permetterle di divorarci l’esistenza. La paura va bene quando non diventa una zavorra troppo pesante da trasportare. Accogliamola quando serve e combattiamola quando diventa un muro verso i nostri obiettivi.

Quando la paura diventa insormontabile

Abbiamo quindi detto che non sempre la paura ha un’accezione negativa e su questo non ci piove. Ma quando, invece, diventa un ostacolo impossibile da superare?

Partiamo subito con una precisazione molto importante: non c’è nulla di impossibile. Possiamo autoconvincerci che non riusciremo a fare qualcosa, che non siamo abbastanza bravi, che falliremo, ma la colpa sarà solo nostra. Magari si, non saremo in grado a prescindere di fare una data cosa, ma almeno ci avremo provato, avremo tentato di raggiungere il nostro obiettivo e potremo accettare il fallimento comunque con orgoglio. Ma vivere con la consapevolezza di esserci lasciati bloccare dalla paura, a questo punto, ci farà davvero vivere come dei conigli e nel senso più dispregiativo del termine purtroppo.

Affrontate le vostre paure cari lettori, non rimanete fermi per timore di fallire. E se proprio non doveste riuscire a fare quel passo verso ciò che volete, chiedete aiuto. Ammettere di avere paura e di non riuscire a farcela da soli è una delle forme di coraggio più ammirevoli che esistano.

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Commenti su: La storia indiana del coniglio ci insegna qualcosa in più sulla paura

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