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Psicologia

Mamme che tolgono l’aria

Essere una figlia e sentirsi in trappola. Una trappola che ha la voce, l’aspetto e le aspettative di tua madre: è possibile? Se te lo stai chiedendo, e magari provi anche un senso di colpa per come ti senti, sappi che la risposta è “sì”. Se pensi che magari c’è qualcosa che non va in te, non farlo. Smetti di sentirti in colpa e respira.

Perché a volte una madre può togliere l’aria alla propria figlia. Come certi alberi, che crescono alti spargono attorno l’ombra dei propri rami. Un’ombra protettiva: niente caldo asfissiante, è piacevole sostare qualche ora e rinfrescarsi. Ma alla lunga, cosa succede? Sotto quel cono d’ombra cosa può crescere? Se non passa la luce, non può crescere un albero altrettanto alto e forte.

Magari può crescere qualche fungo, ma non è detto non sia velenoso. Ecco, il rapporto con una madre può essere come quel fungo: un buon porcino, certo, ma può essere anche un’amanita tossica, bella a vedersi e letale. Ma tu sei un albero, e devi crescere libera e felice.

Mamma, perché non riesco a essere come vorresti?

Tua madre non è mai contenta di quello che fai e di come lo fai. Critica le tue scelte in fatto di vestiti. Non è d’accordo sul corso di studi che hai scelto di intraprendere. Non approva i ragazzi con cui decidi di uscire. Pensa a te non per quello che sei e per come ti senti, ma per come vuole che tu appaia agli occhi degli altri. Perché ai suoi occhi non sei mai abbastanza. Ti indica le tue amiche, una tua cugina, la figlia dei vicini di casa: loro sì che sanno come comportarsi, sono intelligenti. Sono le figlie che ogni madre vorrebbe avere.

È così da quando ti ricordi, da quando era impossibile metterti un vestitino elegante perché lo avresti sporcato giocando come un maschiaccio. Da quando ti ha ritirato dal corso di danza perché eri goffa. Da quando ha cominciato a rinfacciarti, più o meno apertamente, tutti i sacrifici che stava facendo per te.

È il suo modo di proteggermi e di volermi bene, hai sempre pensato. Il problema sono io: magari non te lo dicevi, ma in fondo quel senso di colpa che non sai spiegarti eppure è sempre in agguato, nasce da lì. Dal tuo non sentirti mai adeguata, all’altezza delle legittime aspettative di tua madre.

Mamma, il mio problema sei tu

Ma essere una buona figlia non significa dover amare il dolore che tua madre ti infligge. Perché tutto questo ti fa soffrire, da sempre, anche se probabilmente ci hai messo un po’ a capirlo. E ancora di più ad ammetterlo con te stessa

Non è facile dare un nome a quel malessere che ormai è una parte di te. Capire che se non credi in te stessa è perché hai passato la vita a sentirti criticare spietatamente. Perché per lei era normale umiliarti dicendo che era per farti crescere bene. Tua madre ha proiettato su di te le sue frustrazioni e le sue insicurezze. Il suo tronco forte e vigoroso non era poi così forte e vigoroso, ma per sentirsi tale e per sembrarlo agli occhi degli altri non ha esitato a cannibalizzare la tua linfa vitale per anni.

Tua madre ha cercato di fare di te quello che lei non è mai riuscita a essere: non lo ha fatto per il tuo bene, ma per soddisfare un suo bisogno. Ora lo hai capito, ora sei pronta a dire basta. Comincia a guardarti con occhi amorevoli: non più i suoi, ma i tuoi. Gli occhi di una donna coraggiosa, libera e forte.

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