Numerosi studi hanno dimostrato che il nostro cervello è plastico: la sua forma e le sue funzioni sono soggetti a modifica quando ricevono stimoli forti. Questo significa che ogni esperienza della tua vita ha plasmato parte della tua mente, non solo a livello psichico ma addirittura fisico. In realtà, la forma del cervello rimane immutata, quello che cambia è più che altro il sistema nervoso centrale. A seguito di un trauma o di un forte stress è come se tutto il nostro sistema si ricalibrasse per gestire quel determinato evento. Ovviamente, questa ricalibrazione comporta sensibili modifiche nel nostro atteggiamento e nella nostra qualità della vita. 

Fortunatamente, oggi numerosi studi hanno dimostrato che esattamente come certi traumi sono capaci di modificare l’assetto del nostro cervello, altre esperienze sono capaci di riportarlo alla situazione normale. Quindi nel caso tu abbia subito un trauma passato da cui non riesci a liberarti, il principio di neuroplasticità del tuo cervello potrebbe aiutarti. Ovviamente, per recuperare da un trauma passato è necessario rivolgersi a degli esperti e ricorrere a sedute terapeutiche. Individuare quale esperienza possa definitivamente liberarti dal ricordo di quel trauma non è affatto semplice. Ad oggi il principio di neuroplasticità del nostro cervello è impiegato in numerose terapie per superare lo stress postraumatico tipico di chi, ad esempio, ha vissuto una guerra. 

Alcune tecniche che sfruttano la neuroplasticità 

Tra le terapie possibili per sfruttare la capacità neuroplastica del nostro cervello ce ne sono davvero tante e sono tutt’oggi in fase di studio, quindi in futuro aumenteranno ancora di numero e di efficacia. Tra i ricercatori di questa tipologia di tecniche, molti sostengono l’efficacia dello yoga per riportare il nostro cervello alla situazione normale. Altri ritengono che la teatro terapia sia la soluzione ideale. Ovviamente non mancano anche sostenitori di psicodramma esperienziale e massaggi terapeutici. Alcuni psicologi propongono dei trattamenti suddivisi in fasi che partono dal ricordo e dalla riscrittura del trauma, fino alla lettura ad alta voce unita all’interpretazione del trauma stesso. Il punto è che molti di noi probabilmente trattengono un trauma dentro senza nemmeno rendersene conto, queste terapie possono perciò aiutare chiunque a esternare un fardello. 

Cosa sono i traumi 

I traumi sono delle esperienze che hanno avuto un forte impatto emotivo su di noi. Potresti aver vissuto un evento specifico oppure una catena di eventi che ti ha portato a vivere uno stress post traumatico. In ogni caso, la caratteristica essenziale di questi eventi è che sono come uno shock: hai presente la sensazione di sentirti disarmato di fronte a un evento che non sai come gestire? Molto spesso i traumi portano a veri e propri blocchi fisici, ovvero all’incapacità di reagire a quegli eventi. Anche i traumi di lieve entità possono provocare disturbi come lo stress post traumatico, ma ovviamente, chi ha vissuto situazioni di reale pericolo vive questo disturbo con maggiore intensità. In ogni caso, lo stress post traumatico presenta alcune caratteristiche comuni. 

Chi soffre di questo disturbo molto spesso mette in atto strategie di evitamento, ovvero tende a evitare l’argomento traumatico e tutto quello che ne consegue. Inoltre, il paziente mostrerebbe numerosi cambiamenti nel suo stato mentale, dal distacco dalla realtà fino all’incapacità di provare sentimenti positivi. Alcune manifestazioni tipiche dello stress post traumatico sono l’iperreattività, l’insonnia, la rabbia, la paura continua, disturbi dell’attenzione e tanto altro. Infine, è bene ricordare che molto spesso, un evento traumatico tende a non abbandonare mai la mente del soggetto, specialmente se questo disturbo si presenta in forma piuttosto grave. Il paziente in questo caso continuerà a ricordare quell’evento tramite incubi, presentimenti e agitazione generale. 

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Commenti su: Neuroplasticità: un nuovo modo per dire addio alle sofferenze del passato

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