Pensare positivo è un consiglio che ci sentiamo dare molto spesso, ma siamo sicuri che funzioni davvero? In effetti, quando ti metti a pensare positivo non stai realmente trasformando te stessa: ti limiti a contenere i lati negativi del tuo carattere. Si tratta quindi di una tecnica basata sulla scelta che va contro il nostro modo d’esser in quel momento. Pensare positivo, in altre parole, vuol dire forzare il nostro lato negativo a rinchiudersi nell’inconscio. Però il tuo inconscio sarà sempre molto più potente della tua parte cosciente. Per cui, cercare di scacciare il tuo lato negativo nel tuo inconscio, probabilmente lo renderà solo molto più forte.

Certo, per un po’ di tempo, non dovrai subire le conseguenze di questo lato negativo del tuo carattere, ma a un certo punto della tua vita potrebbe uscire nuovamente, più forte di prima. 

Dove nasce l’idea di pensare positivo

Devi sapere che la tecnica di pensare in positivo nasce da una setta cristiana americana, che volle, in seguito, togliere il termine religioso dal proprio nome. Questa setta sostiene che tutto ciò che ti accade nella vita è semplicemente un’esternazione del tuo pensiero: se desideri essere ricco, basta pensare alla ricchezza e ti arricchirai. 

Per farti capire un po’ meglio come funziona l’idea alla base di questa setta, provo a raccontarti un aneddoto. 

Un giovane e un’anziana si incontrano per strada, la più vecchia chiede: “Cosa è successo a tuo padre? Perché non viene più alle riunioni della nostra setta?” Il giovane risponde che il padre è malato e debole. La donna a questo punto ride e ribatte: “È solo un suo pensiero e nient’altro, digli di ricordarsi quello che diciamo da anni alle riunioni: deve fare pensieri sani, immaginarsi vigoroso e forte, se vuole tornare alla normalità”. Il giovane promise di riferire il messaggio. Passarono una decina di giorni e i due si incontrarono di nuovo, al ché, la donna chiese: “Cosa è successo a tuo padre?” E il giovane rispose: “Ho riferito il vostro messaggio, ma ora lui pensa di essere morto.. e non lo pensa solo lui, lo pensano anche tutti vicini, la mia famiglia e addirittura lo penso anch’io! Si figuri che nemmeno vive più con noi, è andato a stare al cimitero.”

Questa setta, che si chiama Christian Science, ha un approccio superficiale che può aiutarti esclusivamente in quelle situazioni in cui è davvero la tua mente a influenzarti. Reprimendo tutte le tue idee negative perché sul momento ti fanno stare male, finirai per peggiorare la situazione. Stai ingannando te stesso. La sensazione sgradevole rimarrà sempre a un livello profondo, un po’ come se decidessi di dare una mano di bianco alle pareti di casa per pulire delle macchie di muffa. All’esterno potrai anche sembrare felice e sorridente, ma al tuo interno la situazione sarà ben diversa. Si verificherà una disconnessione tra quello che senti e come appari. Tutto ciò ovviamente è tutt’altro che salutare. 

Lascia fluire anche le emozioni sgradevoli

Le idee negative che hai nella tua mente non devono essere represse da idee positive che ti stai imponendo consapevolmente. Anche i lati negativi del tuo carattere devono essere rilasciati, per essere poi affrontati al meglio. Ricordati sempre che la coscienza in sé, non è né positiva né negativa, è semplicemente il tuo modo d’essere. Se riuscirai trovare un equilibrio tra i lati del tuo carattere, riuscirai anche ad avere un’esistenza felice. Nel caso qualcosa del tuo animo non ti piaccia, affrontala! Non nasconderla sotto il tappeto sperando che magicamente scompaia da sola. Non funziona assolutamente così. Questa idea di pensare positivo a tutti i costi è radicata in molti di noi, per questo ci appare così difficile lasciar andare all’esterno anche le nostre emozioni negative.

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Commenti su: Pensare positivo non serve se il tuo inconscio non è d’accordo

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